STORIA DI ORDINARIA INGIUSTIZIA

La storia assurda del Maresciallo Lo Zito è in continua evoluzione e si cerca di aggiornarla continuamente.. i Provvedimenti dciplinari aumentano così come i Trasferimenti.. Il Blog contiene numerosissimi articoli e documenti scaricabili a prova dei fatti che vengono denunciati.. basta sfogliare le numerose pagine per rendersi cono...
BUONA LETTURA

venerdì 17 febbraio 2012

LA GIUSTIZIA TRIONFA ......e ci si scrolla di dosso il fango !!!


La sopsensione precauzionale dall'impiego del Maresciallo capo VINCENZO LO ZITO 
disposta con L'O.C. n° 643/2010 
E' REVOCATA RETROATTIVAMENTE 
a tutti gli effetti , ai sensi dell'Art. 918 del D.Lgs. 15 Marzo, n° 66


cliccare sulle immagini per ingrandire


UN RINGRAZIAMENTO PARTICOLARE VA  AL PDM NELLA PERSONA DELL'ON.LE MAURIZIO TURCO E DEL SEGRETARIO LUCA MARCO COMELLINI

mercoledì 8 febbraio 2012

MARESCIALLO LO ZITO SMONTA CASTELLO ACCUSE DEL VERTICE....


CROCE ROSSA, PDM: ASSOLUZIONE
MARESCIALLO LO ZITO SMONTA CASTELLO ACCUSE DEL VERTICE. ADESSO COMMISSARIO ROCCA LO REINTEGRI IMMEDIATAMENTE 
E POI SI DIMETTA.

 8 Febbraio 2012

 "Apprendiamo con estrema soddisfazione che oggi, presso la Corte Militare di Appello di Roma, si è conclusa con l'assoluzione con formula piena la vicenda del maresciallo del Corpo militare della Croce Rossa Vincenzo Lo Zito, gia assolto in primo grado dall’infamante accusa di diserzione aggravata.
  Il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e delle forze di polizia (Pdm), sulla questione, che in passato ha visto Lo Zito autore di circostanziate denunce di irregolarità nella gestione della CRI abruzzese, e quindi per questo vittima della “reazione” del vertice della Croce Rossa,  ha presentato numerose interrogazioni parlamentari rivolte ai ministri vigilanti sostenendo sempre la necessità di fare massima chiarezza sulla gestione dell’Ente, chiedendo anche quali siano state le ragioni per cui a fronte delle ripetute denunce fatte dal maresciallo Lo Zito si è ritenuto di dover sottoporre lo stesso militare ad una estenuante serie di denunce e procedimenti penali e  disciplinari e alla sospensione precauzionale dal servizio.
Mentre adesso attendiamo le dovute risposte dai ministri è chiaro che il commissario straordinario della C.R.I. avv. Francesco Rocca deve immediatamente dare corso alla procedura per il reintegro in servizio del maresciallo Lo Zito e provvedere, anche e soprattutto, alla restituzione degli stipendi non pagati con i dovuti interessi, seguiti ovviamente da un cospicuo risarcimento danni e una lettera con cui scusandosi per il trattamento riservato a un integerrimo militare, annuncia le immediate dimissioni dall’incarico di commissario straordinario della Croce Rossa Italiana.

lunedì 6 febbraio 2012

Interrogazione sul Bilancio CRI poco veritiero

 Atto Senato 
Interrogazione  a risposta scritta 
presentata da
ELIO LANNUTTI
giovedì 2 febbraio 2012, seduta n.669
Ai Ministri dell'economia e delle finanze, della salute e della difesa,
Premesso che:

La Croce rossa italiana (CRI) è un ente pubblico con caratteristiche internazionali e il suo ruolo umanitario è garanzia di rispetto dei diritti umani;

La CRI è da diversi anni commissariata ad ogni livello per gravi situazioni economiche e problemi relativi alla gestione del personale militare e civile dipendente;

Risulta all'interrogante che il bilancio preventivo 2012, recentemente approvato dai Ministeri vigilanti, sia stato predisposto dal Comitato centrale attraverso la trasposizione dei dati del bilancio di previsione 2011 senza nei fatti verificare le effettive esigenze dei Comitati territoriali, variazioni che sono da ritenersi strategiche visti i progetti di riforma in itinere e le nuove emergenze che la CRI dovrà comunque affrontare;

I tre rendiconti generali consolidati relativi agli esercizi 2008, 2009 e 2010 recentemente deliberati dal commissario straordinario della CRI sono organizzati tra loro in maniera molto diversa e disorganizzata e le relazioni allegate non sono totalmente esaustive;

Il bilancio 2012 non prevede quanto disposto dal commissario straordinario CRI, avvocato Francesco Rocca, relativamente alla chiusura del Comitato locale CRI di Rovereto la cui gestione amministrativa viene accorpata al Comitato provinciale di Trento;

Il bilancio 2012 non prevede nulla sul contenzioso tra CRI e le organizzazioni sindacali FP Cgil - FISASCAT Cisl e FLP Uil a difesa del posto di lavoro di 80 operatori, che lavoravano con la cooperativa Connecting People per la gestione del centro di accoglienza per richiedenti asilo (CARA) di Borgo Mazzanone (Foggia) e che dovrebbero essere assorbiti dalla CRI;

Il bilancio 2012 non prevede nulla riguardo all'obbligo di stabilizzazione dei precari civili, imposta alla CRI a seguito di decine di sentenze dei Tribunali e confermate dalla Corte di cassazione, che porterebbe all'inserimento in pianta organica di oltre 1200 dipendenti con oneri del bilancio CRI;

Il bilancio 2012 non prevede nulla al riguardo dell'obbligo di pagamento dei "premi incentivanti" al personale precario civile CRI a seguito di decine di sentenze di Tribunali, obbligo che comporterebbe un'uscita di decine di milioni di euro dal bilancio CRI.

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

se non si ritenga utile sostituire rapidamente l'attuale vertice commissariale - in quanto detto bilancio non può risultare, così come scritto, veritiero - e procedere all'immediata nomina di un commissario ad acta per la redazione di un nuovo bilancio, nonché avviare immediatamente nuove elezioni per organi collegiali democraticamente eletti fino al riordino dell'ente, riportandolo ai compiti istituzionali.

(4-06765)

Troppe falle nel decreto di riforma






 Le commissioni Affari sociali della Camera e Sanità del Senato hanno bocciato il testo in esame, perché pieno di criticità: rimettere a posto la Cri, sempre più pressata dai debiti, sarà molto difficile. Intanto il Governo ha ridotto lo stipendio del commissario straordinario

Il Commissario Straordinario CRI, Francesco Rocca

  E’ tutto da rifare il decreto di riordino della Croce Rossa Italiana (Cri), che ne prevedeva la privatizzazione. Il termine della delega contenuto nel provvedimento è infatti scaduto e le commissioni Affari sociali della Camera e Sanità del Senato hanno bocciato il testo in esame, perché pieno di criticità. La privatizzazione della Cri è quindi, per ora, rimandata, mentre i nodi e i problemi da risolvere sono molti più di quanto non voglia far apparire il commissario straordinario della Cri, Francesco Rocca, che dopo la parziale promozione della Corte dei Conti sulla sua gestione finanziaria vedeva a un passo l’approvazione del decreto di riforma, che aveva raccolto diversi suoi spunti. Invece nelle prossime settimane il ministero della Salute presenterà, in Senato, un nuovo decreto sugli enti sottoposti alla sua vigilanza, tra cui la Cri, con cui sarà possibile continuare nell’opera di riordino, e probabilmente verrà anche modificato lo schema di riforma. Inoltre il suo stipendio verrà ridotto, probabilmente del 50 per cento.

Una cosa appare chiara pero: rimettere a posto la Croce Rossa, sempre più pressata dai debiti, sarà molto difficile. La Corte dei Conti, nella sua relazione al Parlamento, nonostante abbia riscontrato dei miglioramenti nella gestione finanziaria negli ultimi tre anni, ha anche rilevato che manca una dotazione organica del personale militare, i cui oneri nel 2009 sono aumentati a causa di adeguamenti economici rispetto al 2008; non è stata istituita in tutte le sedi periferiche una Tesoreria unica, avviata invece solo per il Comitato centrale e in una regione; e la precarietà della situazione economica nel 2010 ha determinato un risultato finanziario negativo per oltre 9 milioni di euro.

Non finisce qui. La commissione Sanità del Senato ha appena concluso un’indagine conoscitiva, da cui emergono altri nodi da sciogliere. Un esempio: negli ultimi 31 anni la gestione dell’ente è stata affidata a commissario per 24 anni. Poi c’è da aggiungere una gestione contrattuale fortemente diseconomica, costi eccessivi di personale, beni strumentali, incertezze normative sulle procedure di affidamento di contratti e convenzioni, mancata e tempestiva approvazione dei rendiconti, flussi finanziari “opachi” in cui è difficile risalire ai centri decisionali, gestione finanziaria contabile in assenza di rendiconti approvati, e un patrimonio immobiliare gestito senza un inventario aggiornato. Senza tralasciare il reclutamento del personale senza criteri trasparenti e obiettivi, l’eccessivo ricorso a consulenze esterne, la mancanza di controlli interni e di misure volte ad accertare le responsabilità personali. Insomma, non proprio bruscolini. “Gli interventi da effettuare sono altri – spiegano Daniele Bosone (Pd) e Michele Saccomanno (Pdl), relatori del provvedimento – Ad esempio la privatizzazione dei comitati locali e provinciali, così come pensata nel decreto, potrebbe creare sovrapposizioni tra regole pubblicistiche e privatistiche. Più che una privatizzazione verticale, sarebbe opportuna una privatizzazione delle funzioni, delle attività oggetto di procedura competitiva nei casi in cui sia espressamente esclusa la formula del convenzionamento diretta tra enti pubblici”.

Inoltre va stabilizzato il personale ausiliario e quello a tempo determinato, e c’è la questione del corpo militare della Croce Rossa italiana, l’unica al mondo ad avere personale militare assunto a tempo indeterminato. La commissione Sanità del Senato propone di convertirlo in corpo ausiliario al ministero della Difesa conservandone le finalità, dando vita ad un corpo orientato alla gestione della sicurezza dei presidi sanitari in situazioni di crisi nazionali od internazionali. Ma il commissario straordinario della Cri, Francesco Rocca (in carica fino al prossimo 30 settembre), non è d’accordo. “La mia proposta – spiega – era di creare un ruolo a esaurimento del corpo militare ausiliario, sempre nella Cri. Circa la privatizzazione di funzioni proposta dalla commissione del Senato, il rischio è di creare tante Sise (la società in house della Croce Rossa italiana, che ha gestito il 118 per la Sicilia, famosa per lo scandalo delle ‘assunzioni elettorali’ e il debito enorme generato tra Regione e Cri, ndr). Per il passato, ho denunciato quello che dovevo denunciare. Durante la mia gestione abbiamo migliorato i conti. Rispetto le indicazioni del Parlamento, ma il Governo deve darci degli strumenti. Così non possiamo andare avanti. Senza norme la Croce Rossa è condannata ad una lenta agonia”.

Intanto dopo la bocciatura del decreto, il 2012 continua con un altro boccone amaro per Rocca: la sua retribuzione verrà ridotta. Il Governo ha infatti accolto l’ordine del giorno scritto dal Partito per la tutela dei diritti dei militari (Pdm) e presentato da Maria Antonietta Farina Coscioni dei Radicali, per ridurre del 50 per cento il compenso annuo lordo di 229.489,43 euro di Rocca. “Vogliamo evitare che la nuova proroga al 30 settembre 2012 rappresenti un premio – scrivono Coscioni e Luca Comellini del Pdm – e sia invece caratterizzata da compiti prioritari: cioè l’approvazione entro il 30 marzo del bilancio complessivo dell’Ente relativo al 2011 e le convocazioni per l’elezione degli organi statutari ai vari livelli entro il primo giugno 2012″.
 

sabato 4 febbraio 2012

Croce rossa ai raggi X " C'è poca trasparenza "


Il senato indaga: 
opacità finanziaria, assunzioni senza criterio

Mancata approvazione nei tempi dovuti dei rendiconti, opacità dei flussi finanziari, mancanza di criteri trasparenti e obiettivi sul reclutamento, assenza di pianta organica, attribuzione ai dipendenti di emolumenti non dovuti, eccesso di consulenti esterni. E poi: mancanza di controlli interni, carenza di una esatta rendicontazione di beni mobili, diseconomicità della gestione dei beni immobili.
Commissario Str. ROCCA
 Le attività svolte in convenzione per il Pronto soccorso? Anche queste antieconomiche, con casi limite oggetto di segnalazione nel Lazio e in Puglia. Sono i rilievi sollevati dalla commissione sanità del senato, presieduta da Antonio Tomassini, al termine di un'indagine conoscitiva sulla Croce rossa italiana. Indagine durata un anno, un migliaio i documenti cartacei depositati, una decina le audizioni, a partire dal commissario straordinario della Croce Rossa, Francesco Rocca. A proposito, la Cri nei suoi 31 anni di vita è stata commissariata per 24. Un ente pubblico, la nostra Croce rossa, che non ha equivalenti a livello internazionale, dove le strutture operano tutte in regime di diritto privato. Un ente elefantiaco, che tra comitato nazionale e locali conta 4 mila dipendenti, di cui 1.281 a tempo indeterminato, oltre 1.500 a tempo determinato, prevalentemente per i servizi in convezione con le Asl, 1.200 del corpo militare. A parte, i volontari. «Del tutto anomalo e contrastante con i principi di sana gestione finanziaria», scrivono Daniele Bosone (Pd) e Michele Saccomanno (Pdl), relatori delle conclusioni dell'indagine, «la scelta di trasferire sul comitato centrale gli oneri del personale civile e quelli derivanti dai negativi risultati economici della gestione dei comitati locali». Fino al 2007, le delibere dei comitati non erano sottoposte a controlli di esecutività da parte del comitato centrale. Per le assunzioni, non si sono riscontrati criteri certi, si è fatto ricorso a consulenti senza spiegare perché non fosse possibile far svolgere lo stesso lavoro a personale interno, si sono riscontrati casi di compensi non dovuti. Notevoli ritardi poi nell'approvazione dei conti consolidati: per fare un esempio, il 16 dicembre 2006 si è approvato il conto relativo al 2004.
«C'è una serie notevole di anomalie e irregolarità, che evidenziano l'urgenza di una revisione complessiva del sistema di Croce rossa», commenta Saccomanno. Ci sono gli estremi per segnalazioni alla magistratura? «La Corte dei conti ha sempre certificato i bilancipositivamente», taglia corto il senatore Pdl. 


venerdì 3 febbraio 2012

REINTEGRAZIONE IN SERVIZIO.......


presentata da
MAURIZIO TURCO
giovedì 2 febbraio 2012, seduta n.582
Al Ministro della salute, al Ministro dell'economia e delle finanze, 
al Ministro della difesa.
Per sapere - premesso che:

Sul sito web bari.it , il giorno lunedì 23 gennaio 2012, è stato pubblicato un articolo a firma di Gianvito Rutigliano dal titolo « Croce Rossa in difficoltà: rientrano i 23 rinviati a giudizio» in cui si legge «La sede barese è da tempo sotto organico e i vertici pensano di reintegrare i dipendenti sospesi per un'accusa di truffa ai danni dell'ente con un processo penale aperto»; 
Il maresciallo del Corpo Militare della Croce Rossa Vincenzo Lo Zito è da tempo sospeso dal servizio perché sottoposto a procedimento penale, peraltro conclusosi in primo grado con l’assoluzione

Se le notizie riportate nell’articolo in premessa siano vere e quali siano le immediate azioni che il commissario straordinario della Croce Rossa intenda porre in essere per evitare che si creino eventuali situazioni di disparità di trattamento nei confronti del maresciallo Lo Zito;

Se non ritengano opportuno provvedere in merito alla reintegrazione in servizio del maresciallo Lo Zito.

fonte

venerdì 27 gennaio 2012

PRESENTAZIONE NUOVO DECRETO RIORDINO ENTI VIGILATI


 SANITA', FARINA COSCIONI (RADICALE) 
E COMELLINI (PDM):

PRESENTAZIONE NUOVO DECRETO RIORDINO ENTI VIGILATI CONFERMA CORRETTEZZA NOSTRA POSIZIONE SU ILLEGITTIMITA' SUPERAMENTO TERMINI LEGGE DELEGA 
E APRE STRADA ANNULLAMENTO 
CODICE ORDINAMENTO MILITARE.

Roma 27 gennaio 2012


 "La notizia che il ministero della Salute presenterà al Senato un nuovo decreto sul riordino degli enti da lui vigilati, tra cui anche la Croce Rossa Italiana (Cri), poiché il termine per la delega è scaduto e nel decreto Milleproroghe non è passata la proroga del termine non fa altro che confermare quanto, per voce della deputata radicale Maria Antonietta Farina Coscioni, avevamo segnalato nel corso del procedimento per l’espressione del parere sullo schema di decreto riguardante la riorganizzazione della Croce Rossa che ha interessato la XII^ Commissione, Affari sociali, della Camera.

La decisione del Governo quindi non solo conferma la correttezza della posizione sostenuta da Farina Coscioni sulla legalità degli atti e dei procedimenti parlamentari, ovvero l'impossibilità della Commissione di esprimersi per l'inutile decorrenza del termine del 24 novembre 2011, data entro la quale doveva essere emanato il decreto riguardante la Croce Rossa, ma apre la strada per ottenere in via giudiziale la dichiarazione di nullità di altri provvedimenti normativi.

Infatti, fu proprio lo stesso On. Palumbo, presidente della Commissione Affari sociali, a citare il decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, Codice dell'Ordinamento militare, su indicazione degli uffici della Presidenza del Consiglio per avvalorare la possibilità di utilizzare la proroga di 60 giorni prevista dalla legge delega 183/2010 e quindi procedere nell'espressione del parere sullo schema di decreto di riorganizzazione della CRI in esame.

Questo strano accostamento di norme ci ha spinto a verificare l'iter seguito per l'emanazione del Codice ed è emerso che anche in quel caso il termine previsto dalla legge delega fu ampiamente superato. Il procedimento per ottenere la declaratoria di nullità del Codice è stato avviato già da alcune settimane in occasione di alcuni irrituali procedimenti disciplinari instaurati a carico di alcuni militari.

Adesso ci aspettiamo che il Governo prenda in seria considerazione quanto è avvenuto e adotti gli opportuni provvedimenti per rimuovere le illegalità che abbiamo evidenziato prima che gli effetti di un eventuale giudizio possano compromettere l'intero impianto normativo su cui poggiano molte pubbliche amministrazioni."

Dichiarazione del deputato radicale Maria Antonietta Farina Coscioni 

e di Luca Marco  Comellini (Pdm)




fonte

giovedì 26 gennaio 2012

BILANCI CRI ENTRO 30 MARZO E CONVOCAZIONE ELEZIONI ORGANI STATUTARI


On.le Coscioni
 CROCE ROSSA, 
FARINA COSCIONI 
E  COMELLINI (PDM):

GOVERNO ACCOGLIE 
NOSTRO ODG,
BILANCI CRI ENTRO 30 MARZO 
E CONVOCAZIONE ELEZIONI 
ORGANI STATUTARI



                                      Roma 26 gennaio 2012

Il Governo ha accolto favorevolmente l’Ordine del Giorno che il Pdm, tramite il deputato radicale Maria Antonietta Farina Coscioni, ha presentato nell’ambito della discussione per la conversione in legge del decreto “Milleproroghe” impegnandosi a dare completa e puntuale attuazione a quanto richiesto nelle premesse dell’atto e cioè che il compenso annuo lordo per il Commissario straordinario annualmente determinato in euro 229.489,43 sia ridotto nella misura del 50 per cento, anche al fine di evitare che la  nuova proroga concessa fino al 30 settembre 2012, resasi necessaria per non lasciare l'Ente privo del vertice, possa rappresentare una misura premiale per non aver eliminato le criticità organizzative e gestionali rilevate dalla Corte dei Conti e che detta proroga sia caratterizzata, con estrema chiarezza, dai compiti prioritari da assolvere entro scadenze temporali ben definite, consistenti nell'approvazione, entro il 30 marzo 2012, del bilancio complessivo dell'Ente relativo all'anno 2011 e delle convocazioni per l'elezione degli organi statutari ai vari livelli entro il primo giugno 2012.
“Il Governo accogliendo il nostro ordine del Giorno ha dato prova di coerenza e quindi, dopo aver bocciato solennemente lo schema di decreto di riorganizzazione dell’Associazione Croce Rossa per non incorrere anche nella violazione dei termini così come aveva segnalato il deputato radicale Farina Coscioni in Commissione Affari sociali della Camera, consigliamo al Commissario straordinario Avv. Rocca di dare puntuale e completa attuazione a quanto ora gli verrà richiesto in attuazione del nostro Ordine del Giorno.”
  
Dichiarazione del deputato radicale Maria Antonietta Farina Coscioni e di Luca Marco Comellini (Pdm)


La Camera,
   premesso che:
    negli ultimi 31 anni Croce Rossa Italiana è stata commissariata per quasi 25 anni e in base a quanto rilevato dalla Corte dei Conti la situazione economica attuale, tutto sommato, non si discosta di molto da quella che il commissario straordinario, Avvocato Francesco Rocca, ha trovato al suo insediamento nel mese di novembre del 2008;
    la relazione della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria dell'Associazione Croce Rossa Italiana per gli esercizi dal 2005 al 2010, di cui alla Determinazione n. 117/2011, evidenzia che «attualmente persistono criticità organizzative e gestionali» consistenti nell'inesistenza di una dotazione organica del personale militare i cui oneri sono aumentati nel 2009 rispetto al 2008, nella notevole complessità organizzativa e gestionale che determina discrasie gestionali, nella mancata istituzione in tutte le sedi periferiche della Tesoreria unica, nell'incidenza dei residui attivi provenienti dagli esercizi pregressi che condizionano il risultato di amministrazione, con la conseguenza che l'avanzo di amministrazione realmente disponibile (per l'esercizio finanziario 2010) non è completamente utilizzabile, nell'esistenza di convenzioni «in perdita» per i servizi di pronto soccorso e trasporto infermi e infine nell'impatto negativo che la questione della Siciliana Servizi Emergenza SpA posta in liquidazione e della quale la Croce Rossa Italiana è socio unico ha avuto sui medesimi bilanci;
    l'evidente precarietà della situazione economica dell'Ente nel 2010 ha determinato un risultato finanziario complessivamente negativo per oltre 9 milioni di euro;
    la «meritocrazia» che dovrebbe essere ormai il principio cardine nella gestione delle pubbliche amministrazioni, e quindi degli enti da queste vigilati, imporrebbe, visto il tempo trascorso e i risultati ottenuti, che il compenso annuo lordo per il Commissario straordinario annualmente determinato in euro 229.489,43 sia ridotto nella misura del 50 per cento, anche al fine di evitare che questa nuova proroga, resasi necessaria per non lasciare l'Ente privo del vertice, possa rappresentare una misura premiale per non aver eliminato le criticità organizzative e gestionali poc'anzi citate;
    occorre che la proroga del mandato dell'attuale Commissario straordinario sia caratterizzata, con estrema chiarezza, dai compiti prioritari da assolvere entro scadenze temporali ben definite, consistenti nell'approvazione, entro il 30 marzo 2012, del bilancio complessivo dell'Ente relativo all'anno 2011 e delle convocazioni per l'elezione degli organi statutari ai vari livelli entro il 1o giugno 2012,
impegna il Governo
a porre in essere ogni utile azione affinché sia data completa e puntuale attuazione agli ultimi due capoversi della premessa.
9/4865-AR/10. Farina Coscioni, Maurizio Turco, Beltrandi, Bernardini, Mecacci, Zamparutti.

mercoledì 25 gennaio 2012

Richiesta di Chiarimenti sui fatti del CARA di Borgo Mezzanone (FG)


BERRETTA e RUSSO 



Allegato B

Seduta n. 575 del 24/1/2012
...
INTERNO

Interpellanza:

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
nell'anno 2009, il vice prefetto vicario della prefettura di Foggia dottor Michele Di Bari, ricopriva l'incarico di commissario della Croce rossa italiana, comitato provinciale di Foggia;
nell'anno 2009 il comitato provinciale della Croce rossa italiana, della provincia
di Foggia è soggetto gestore, con convenzione di affidamento diretto, da parte della prefettura della gestione del centro di accoglienza richiedenti asilo (CDA-CARA) di Borgo Mezzanone sito in provincia di Foggia;
la prefettura di Foggia in data 19 gennaio 2009 procedeva alla pubblicazione dell'evidenza pubblica di affidamento triennale del servizio di gestione del centro di accoglienza richiedenti asilo (CDA-CARA) di Borgo Mezzanone sito in provincia di Foggia;
il presidente della commissione di aggiudicazione di suddetta gara risulta essere il vice prefetto vicario della prefettura di Foggia dottor Michele Di Bari;
alla gara partecipano oltre al comitato provinciale di Foggia della Croce rossa italiana, il consorzio Connecting People, la cooperativa Albatros 1973, Consorzio cooperative sociali SISIFO, Arciconfraternita del S.S. Sacramento e di S. Trifone, Consorzio cooperative sociali Opus, Cooperativa Auxilum, Eriches 29;
la prefettura di Foggia in data 2 dicembre 2009 procedeva alla redazione dell'apposita graduatoria con aggiudicazione definitiva, ex articolo 11 del decreto legislativo n. 163 del 2006, a favore del consorzio Connecting People, mentre il comitato provinciale della Croce rossa italiana di Foggia risultava secondo in graduatoria;
a seguito dell'aggiudicazione della gara, la prefettura ritardava la stipula del contratto di gestione del centro che avveniva solo in data 28 gennaio 2010;
a seguito della procedura di aggiudicazione, il comitato provinciale della Croce rossa italiana di Foggia, ha presentato ricorso amministrativo al fine di pervenire all'annullamento di detta procedura di aggiudicazione gara;
in data 10 febbraio 2010 il T.A.R. Puglia, sezione di Bari, con ordinanza n. 111, rigettava l'istanza di sospensione dei provvedimenti impugnati dalla Croce rossa italiana, cosicché il 23 febbraio il Consorzio Connecting people subentrava nella gestione del centro di Borgo Mezzanone;
dal 19 gennaio 2009 al 23 febbraio 2010, le attività di gestione del centro continuavano ad essere svolte dal comitato provinciale della Croce rossa italiana di Foggia secondo i parametri individuati nella convenzione di gestione diretta precedentemente sottoscritta con la stessa prefettura di Foggia;
a seguito dell'insediamento nella gestione del centro di accoglienza richiedenti asilo, il consorzio Connecting People ha ricevuto numerose ispezioni da parte della prefettura di Foggia dalle quali non è emersa alcuna disfunzione o inadempienze nella gestione del centro;
nel marzo del 2010 il commissario straordinario della Croce rossa italiana, avvocato Francesco Rocca, con ordinanza commissariale n. 99, «considerata la situazione di potenziale conflitto di interessi del dott. Michele Di Bari» procedeva alla sostituzione dello stesso avocando a sé l'incarico;
a seguito di un lungo contenzioso amministrativo, il Consiglio di Stato in data 21 dicembre 2011 con sentenza dichiarava l'inefficacia del contratto stipulato tra la prefettura di Foggia ed il consorzio Connecting People;
la prefettura di Foggia, in ottemperanza alla suddetta sentenza del Consiglio di Stato, deve provvedere alla aggiudicazione definitiva e al subentro nel contratto del Comitato provinciale della Croce rossa italiana di Foggia, previa verifica dell'insussistenza a carico della stessa Croce rossa di Foggia di ogni eventuale impedimento alla stipula;
la prefettura di Foggia, nei giorni scorsi, ha proceduto alla aggiudicazione definitiva ed al subentro nella gestione come specificamente prevista dalla sentenza del Consiglio di Stato;
in data 15 luglio 2010 il TAR del Lazio, con la sentenza n. 32649, ha escluso la possibilità per la Croce rossa italiana di sottostare a procedure di evidenza pubblica con altri soggetti avendo essa la capacità giuridica di assumere la veste di parte in un rapporto instaurato con altro soggetto pubblico, ma solo a mezzo delle convenzioni all'uopo previste dal suo statuto, nelle quali non può ritenersi che possa rientrare anche l'appalto di servizi, potendo il rapporto convenzionale configurarsi in vari modi, ma non come appalto di servizi, postulante una natura imprenditoriale della stessa estranea alla Croce rossa (che non ha scopo di lucro ed ignora il rischio di impresa);
la suddetta decisione del TAR Lazio è stata impugnata dalla Croce rossa italiana, ma è stata pienamente confermata dal Consiglio di Stato, sez. III, il 9 agosto 2011, n. 4720;
nella succitata sentenza, depositata dal Consiglio di Stato in data 9 agosto 2011, il Consiglio di Stato ha avuto modo di precisare che: «...lo statuto vigente della C.R.I., approvato con D.P.C.M. 6 maggio 2005, n. 97 (atto normativo di livello regolamentare, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della 400/1988) all'articolo 2, comma 1, prevede un istituto diverso dal contratto di appalto quale strumento della collaborazione della C.R.I. con le pubbliche amministrazioni, per l'espletamento dei servizi sociali, assistenziali e sanitari. Ciò che lo statuto preclude, insomma, non è la partecipazione alle gare in sé e per sé, ma la stipulazione di contratti di appalto» -:
se quanto esposto in premessa corrisponda al vero;
se non ritenga che rappresenti un palese conflitto di interesse la posizione del vice prefetto vicario dottor Michele Di Bari, che pur ricoprendo l'incarico di commissario del comitato provinciale della Croce rossa italiana, presiedeva la commissione di aggiudicazione per la gestione triennale del centro di accoglienza richiedenti asilo (CDA-CARA) di Borgo Mezzanone;
con quali iniziative e controlli intenda approfondire tali conflitti di interesse e per evitare che in futuro possano essere riproducibili tali situazioni di intrecci tra prestazioni di servizi e organismi di controllo sugli stessi;
se non ritenga che, a seguito della sentenza n. 32649 del TAR del 15 luglio 2010 e del conseguente pronunciamento del Consiglio di Stato, la prefettura di Foggia non avrebbe potuto procedere alla stipula del contratto di appalto in favore della Croce rossa italiana, per la gestione triennale del centro di accoglienza richiedenti asilo (CDA-CARA) di Borgo Mezzanone;
se non ritenga, in considerazione di quanto illustrato in premessa e dell'ulteriore contenzioso che potrebbe scaturire a carico della prefettura di Foggia di promuovere iniziative volte a verificare la correttezza delle procedure di gara e di aggiudicazione;
se non ritenga di promuovere iniziative per giungere ad una nuova procedura di gara per l'affidamento del servizio di gestione del centro di accoglienza richiedenti asilo (CDA-CARA) di Borgo Mezzanone sito in provincia di Foggia.
(2-01331)



 cplogo

Ad integrare la cronistoria della contesa sulla gestione del Cara di Borgo Mezzanone tra la Croce Rossa Italiana e Connecting People,
riportiamo alcuni estratti dagli atti della Camera e del Senato che segnalano diverse irregolarità nell’amministrazione della CRI foggiana.

venerdì 20 gennaio 2012

Patrimonio Immobiliare della Croce Rossa ( INTERROGAZIONE )

 

Pubblicato il 18 gennaio 2012
Seduta n. 658

LANNUTTI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, 
della salute e della difesa. -
Premesso che:
con diverse ordinanze commissariali (OC) vengono posti in vendita diversi immobili facenti parte del patrimonio immobiliare dell'Associazione italiana della Croce rossa, si citano quali esempi: OC n. 611711 del 14 dicembre 2011, immobile in Roma; OC n. 613 del 14 dicembre 2011, immobile sito a La Spezia; OC n. 612 del 14 dicembre 2011, immobile sito ad Imperia; OC n. 648 del 29 dicembre 2011; due immobili siti in Roma; OC n. 610 del 14 dicembre 2011, immobile e tre appezzamenti di terreno siti a Verbania; OC n. 614 del 14 dicembre 2011, immobile sito ad Arcola (La Spezia);
le ordinaze del commissario straordinario, avvocato Francesco Rocca, vengono pubblicate sul sito istituzionale dell'ente in un'area dedicata con password d'accesso;
l'Associazione è ente di diritto pubblico, pertanto assoggettata a tutte le norme di trasparenza e di pubblicità dei propri atti;
si evince, dalle relazioni allegate ai rendiconti generali della Croce rossa italiana (CRI), la difficoltà dell'ente ad ottenere, nei tempi debiti, la rendicontazione dei bilanci dei comitati locali, provinciali e regionali per carenza di idonei profili amministrativi o addirittura di dipendenti amministrativi nelle realtà locali; ma contemporaneamente si richiede, con ripetute lettere a firma del direttore generale, dottoressa Ravaioli, tali dati, che dovrebbero essere comunque già in possesso del Comitato centrale, come ad esempio dati relativi ai beni immobili di proprietà e ai beni immobili di terzi in comodato d'uso in quanto il patrimonio dell'ente è unico e attualmente non divisibile e acquisti, autorizzazione ad affitti o a comodati d'uso devono comunque essere autorizzati con apposita ordinanza dal commissario straordinario;
la CRI si è dotata di un sistema di contabilità integrata (SICOM) che di fatto accentra sul sistema informatico anche i bilanci, i dati patrimoniali dei beni mobili ed immobili;
su tale sistema vengono certificati i bilanci attraverso i revisori dei conti; il Ministero dell'economia e delle finanze ha messo a disposizione tali bilanci a titolo oneroso in ogni comitato e pertanto il Comitato centrale è permanentemente a conoscenza delle singole spese di ogni singola unità CRI;
ripetutamente il comitato centrale ha richiesto alle unità periferiche, che a dire del commissario sono sprovviste di personale amministrativo, l'elenco del personale dipendente in servizio sia civile che militare, dati già in possesso del comitato centrale visto che le buste paga vengono mensilmente predisposte dai competenti uffici del comitato centrale;
risulta all'interrogante che:
il bilancio preventivo 2012, recentemente approvato dai Ministeri vigilanti sia stato predisposto dal comitato centrale attraverso la trasposizione dei dati del bilancio di previsione 2011, senza nei fatti verificare le effettive esigenze dei comitati territoriali, variazioni che sono da ritenersi strategiche visti i progetti di riforma in itinere e le nuove emergenze che la CRI dovrà comunque affrontare;
il commissario straordinario abbia convocato a Roma per il 27 gennaio 2011 una riunione plenaria di tutti i commissari regionali, provinciali, dei vertici nazionali delle componenti volontaristiche e dei direttori regionali per consultarsi sulle problematiche economico-finanziarie dell'Associazione,
si chiede di sapere:
se al Governo risulti quali iniziative il commissario straordinario intenda assumere sul reinvestimento del patrimonio immobiliare posto in vendita e con quali modalità il ricavato dalla vendita del patrimonio immobiliare possa ritrovare reinvestimento sul comitato che ha avuto in dono il bene;

se il Governo non intenda adottare le opportune iniziative al fine di verificare che le operazioni di vendita avvengano correttamente e altrettanto correttamente sia esplicato il reinvestimento sul territorio;

quali azioni intenda intraprendere sulla pubblicità degli atti (ordinanze) emesse a qualunque livello dalla CRI (locale, provinciale, regionale e nazionale);

se siano state intraprese iniziative nei confronti dei commissari CRI che a qualunque livello non hanno adempiuto ad inviare, nei tempi previsti dalla legge, i bilanci preventivi e i consolidati;

quali azioni intenda assumere affinché ogni comitato locale, che gode di ampie autonomie, sia dotato di idonee figure professionali amministrative e se queste possano essere a carico del comitato centrale in considerazione del fatto che gode di un ampio finanziamento da diversi Ministeri;

se risultino i motivi per cui il comitato centrale continua a richiedere dei dati già in proprio possesso (relativi al personale e al patrimonio);

se risulti quale beneficio ha ottenuto l'ente dal sistema SICOM e dalla convenzione onerosa con il Ministero dell'economia per la messa a disposizione di revisori dei conti, se la struttura centrale non riesce a gestire i dati che vengono inseriti dai vari comitati sul sistema centralizzato SICOM;

se risulti possibile che il comitato centrale abbia bisogno di fare ripetute ricognizioni sul personale dipendente CRI, sia civile che militare, se mensilmente predispone le buste paga su dati che, sempre mensilmente, le unità periferiche trasmettono per predisporre le stesse buste paga;

se non ritenga, infine, utile valutare la sostituzione dell'attuale vertice commissariale, che, a giudizio dell'interrogante, ha manifestato, in questi anni di commissariamento, di non aver prodotto alcun miglioramento gestionale dell'ente, nonché procedere ad un riordino dell'ente riportandolo ai compiti istituzionali.

mercoledì 18 gennaio 2012

424 - Riorganizzazione della CRI.

12ª Igiene e sanità - Scheda di seduta

Seduta n. 301
Mercoledì 18 gennaio 2012 (15,15 - 16,15)


Esame. Dopo la relazione da parte dei senatori SACCOMANNO e BOSONE, non essendovi interventi né in discussione né in dichiarazioni di voto, la Commissione ha approvato uno schema di parere contrario.
 
 
 

domenica 1 gennaio 2012

"CROCE ROSSA RIFORMA IMPOSSIBILE E MILITARI SENZA REGOLE"

 GOVERNO, PDM: 
"CROCE ROSSA RIFORMA IMPOSSIBILE E MILITARI SENZA REGOLE" 

 "C’E’ UN PROBLEMA DI LEGALITA’ NEGLI ATTI PROMULGATI SENZA RISPETTARE I TERMINI STABILITI DALLE LEGGI DELEGA"

Luca Comellini
  "È illegittima l’emanazione di un decreto legislativo oltre il termine stabilito dalla legge delega. Lo avevamo detto a chiare lettere solo qualche giorno fa e mercoledì scorso durante la seduta della XII^ Commissione (Affari sociali) della Camera in occasione dell’esame dello “Schema di decreto legislativo recante riorganizzazione dell'Associazione italiana della Croce rossa. Atto n. 424” trasmesso per il parere parlòamentare, è arrivata la puntuale conferma da parte del Ministro  della salute Renato Balduzzi.

"Il Ministro della salute dichiarando che il Governo «è disponibile a valutare l'opportunità di prorogare il termine per l'esercizio della delega, anche al fine di superare ogni possibile incertezza sull'effettiva scadenza di tale termine» ha voluto confermare quanto sostenuto il giorno       precedente nella medesima sede dal deputato radicale Maria Antonietta Farina Coscioni, che ha fatto suo  il parere legale del nostro consulente per le questioni militari e amministrative, Avv. Marco Napoli, in merito all’illegittimità dell’emanazione oltre il termine già scaduto stabilito dalla legge delega del decreto legislativo sulla Croce Rossa.

Quindi, Indirettamente, il Governo ha voluto anche confermare quanto sostenuto nei giorni scorsi dal Segretario del Pdm Luca Marco Comellini in merito all’illegittimità del Codice dell’ordinamento militare emanato con il decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. Infatti, per l’analogia dell’iter procedurale seguito fino alla sua emanazione, il Codice potrebbe essere dichiarato nullo qualora la questione fosse rimessa alla valutazione della Corte Costituzionale che già in passato ha avuto modo di precisare e chiarire i principi dell’articolo 76 della Costituzione.

Ne il Governo, ne le Commissioni Parlamentari, possono decidere di avvalersi del periodo di proroga stabilito dalla legge delega quando non si sia verificata la sola condizione a ciò prevista, e cioè che la scadenza del termine ultimo per l’espressione del parere parlamentare cada nei trenta giorni che precedono il termine per l’esercizio della delega.
Maria Antonietta Coscioni

La questione potrebbe quindi assumere una rilevanza devastante su tutti gli atti compiuti dal Ministero della Difesa dal 9 ottobre 2010 ad oggi per effetto di una ineludibile dichiarazione di nullità del Codice.
Questi fatti, comunque, dimostrano ancora una volta che nel nostro Paese vi è una prepotente questione di legalità da affrontare, e da risolvere, prima che sia troppo tardi."

venerdì 30 dicembre 2011

EVITARE PROROGHE DI PROROGHE


MILLEPROROGHE – IL PARTITO PER LA TUTELA DEI DIRITTI DEI MILITARI SUGGERISCE AL GOVERNO DI EVITARE PROROGHE DI PROROGHE COME QUELLA DELLA RAPPRESENTANZA MILITARE
E DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO DELLA CROCE ROSSA ITALIANA

"I membri della “rappresentanza” militare hanno già usufruito di due proroghe annuali del loro mandato iniziato nel lontano 2006, il cui termine naturale scadeva nell’aprile del 2010. Non abbiamo memoria di iniziative particolari, né grandi né piccole, in compenso hanno attirato l’attenzione delle autorità giudiziarie.

Sulla Croce Rossa siccome non vi è alcuna certezza sui bilanci, né risulta se siano in passivo o attivo, in caso di una nuova proroga dell'attuale Commissario straordinario, con due bilanci negativi si violerebbe il disposto dell'articolo 15 (Liquidazione degli enti dissestati e misure di razionalizzazione dell'attivita' dei commissari straordinari) , comma 1bis del DECRETO-LEGGE 6 luglio 2011, n. 98. Si torni alla vita ordinaria dell’Ente e il Governo eviti i vizi dei partiti di Commissariare gli Enti. La Croce Rossa ha risorse interne in grado di governarla."

Nella foto il segretario Luca Comellini e l'onorevole Maurizio Turco coofondatore del Partito per la Tutela dei Diritti di Militari e Forze di Polizia (PDM)


giovedì 29 dicembre 2011

venerdì 23 dicembre 2011

Intervento in commissione sullo schema decreto Croce Rossa


 Maria Antonietta 
FARINA COSCIONI (PD),

facendo riferimento alla relazione del presidente Palumbo, intende ribadire che il termine per l'esercizio della delega è trascorso inutilmente e l'ulteriore proroga di sessanta giorni non può essere legittimamente invocata in quanto il comma 2 dell'articolo 2 della legge delega stabilisce che «qualora il termine per l'espressione del parere parlamentare di cui al presente comma scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine per l'adozione dei decreti legislativi di cui al comma 1, quest'ultimo è prorogato di due mesi». Fa presente che lo schema di decreto legislativo in esame è stato trasmesso il 21 novembre scorso, mentre il termine di dodici mesi è scaduto il 24 novembre. Pertanto il termine dei quaranta giorni per l'espressione del parere parlamentare sarebbe comunque scaduto oltre il termine per l'esercizio della delega e non invece, come prescrive la norma, nei trenta giorni antecedenti il medesimo termine per l'esercizio della delega. Di conseguenza, non può logicamente ritenersi sufficiente a modificare l'interpretazione letterale della legge delega l'affermazione del presidente Palumbo, secondo cui, «se il legislatore ha voluto introdurre la previsione di proroga di due mesi, al fine di consentire al Governo di adeguarsi ai pareri delle Commissioni parlamentari e quindi di approvare, successivamente, il provvedimento, per la medesima ratio si potrà usufruire di tale proroga nel caso in cui il termine per l'espressione del parere scada successivamente all'originario termine di delega». La proroga del termine in questione non può essere invocata nemmeno in via analogica con la procedura adottata per il codice dell'ordinamento militare, che, comunque, fa riferimento a una scadenza anticipata rispetto al termine di esercizio della delega.
Osserva, quindi, che il presidente Palumbo, nella sua relazione, rivela un vizio che, se lamentato in sede giurisdizionale, potrebbe portare alla dichiarazione di inesistenza del Codice dell'ordinamento militare.
Fa presente, inoltre, che i pareri legali formulati, che le sono stati trasmessi dagli avvocati Pagliaro e Napoli, affermano correttamente l'impossibilità di procedere all'espressione del parere, che sarebbe comunque superfluo attesa l'impossibilità di esercizio della delega.
Infatti, il legislatore, fissando il termine entro il quale il Governo deve adottare il decreto, prevede la possibilità di proroga al solo scopo di permettere al Governo di adottare il decreto. Se, pertanto, il termine per l'espressione del parere parlamentare scadesse il giorno precedente, o addirittura lo stesso giorno di scadenza del termine per l'esercizio della delega, il Governo non avrebbe materialmente il tempo di adeguare lo schema sottoposto al parere agli eventuali rilievi delle Commissioni.
Osserva, quindi, che se la Commissione dovesse esprimere un parere, questo sarà fortemente negativo, con la raccomandazione di disporre immediate verifiche da parte dei ministeri vigilanti sullo stato attuale dell'ente, che non sembra, dopo quasi tre anni di gestione commissariale, essersi risollevato dal grave dissesto economico che ne ha determinato negli anni diverse gestioni commissariali.
Conseguentemente, non avendo nessun riscontro positivo sullo stato di salute economica dell'ente Croce rossa, propone di sospendere l'emanazione del decreto e affidare all'associazione stessa la nomina di un presidente con compiti straordinari finalizzati esclusivamente al risanamento dell'ente medesimo, direttamente sotto la vigilanza dei ministeri competenti, da compiersi entro ventiquattro mesi a decorrere dalla cessazione dell'incarico dell'attuale commissario straordinario, ovvero dal 31 dicembre 2011.

sabato 17 dicembre 2011

Schema di decreto legislativo recante riorganizzazione dell'Associazione italiana della Croce rossa. Atto n. 424 Governo. (Parere alla XII Commissione).

Comitato per la legislazione
SOMMARIO
Martedì 13 dicembre 2011


Schema di decreto legislativo recante 
Riorganizzazione dell'Associazione italiana della 
Croce Rossa. Atto n. 424 Governo

....ritiene che, per la conformità ai parametri stabiliti dall'articolo 16-bis del Regolamento, 
debbano essere rispettate le seguenti condizioni:
   
sotto il profilo dell'efficacia del testo per la semplificazione e il riordinamento della legislazione vigente:
in termini generali, si proceda ad effettuare l'opportuno coordinamento delle disposizioni recate dallo schema di decreto all'esame con il decreto legislativo di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 613 del 1980, recante il riordinamento della Croce rossa italiana, considerato anche che la relazione per l'analisi tecnico-normativa afferma al paragrafo 3 della parte I che "Il provvedimento sul vigente apparato normativo incide operando delle abrogazioni implicite di disposizioni di rango inferiore" e al paragrafo 4 della parte III precisa che "l'effetto abrogativo implicito è riferito al solo dPR 31 luglio 1980, n. 613", che peraltro non è una fonte di rango inferiore rispetto allo schema in esame;
all'articolo 3, comma 2 - che demanda ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri la definizione dei criteri e delle modalità di equiparazione fra i livelli di inquadramento previsti dai contratti collettivi relativi ai diversi comparti di contrattazione delle altre pubbliche amministrazioni e quelli previsti dal contratto collettivo applicabile al personale della Croce rossa - sia riformulata la disposizione in questione nel senso di demandare la definizione della disciplina in oggetto ad un regolamento di attuazione nella forma di decreto del Presidente della Repubblica da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge n. 400 del 1988.

.....Il Comitato osserva altresì:
sotto il profilo dell'efficacia del testo per la semplificazione e il riordinamento della legislazione vigente:
si dovrebbe valutare l'opportunità di riformulare le disposizioni indicate in premessa, che incidono in via non testuale su previgenti disposizioni legislative, in termini di novella alle medesime;
si dovrebbe altresì valutare l'opportunità di effettuare un adeguato coordinamento tra le disposizioni indicate in premessa e le vigenti disposizioni sul cui ambito di applicazione esse incidono;
per quanto detto in premessa in ordine al profilo dei rapporti tra lo schema di decreto legislativo e la relativa legge di delega, si dovrebbe valutare la congruità delle disposizioni recate dall'articolo 1, comma 1, laddove si modifica la natura giuridica delle articolazioni territoriali della Croce rossa italiana, e delle disposizioni recate dall'articolo 3, comma 2, secondo periodo, che dispongono la privatizzazione del rapporto di lavoro, con i principi e criteri direttivi contenuti nella legge di delega.
sotto il profilo della chiarezza e della proprietà della formulazione:
all'articolo 1, comma 4, lettera g), che - in difformità rispetto a quanto previsto dalla circolare sulla formulazione tecnica dei testi legislativi - opera un riferimento all'attività di "advocacy", si dovrebbe valutare l'opportunità di sostituire il termine in questione con un sinonimo in uso nella lingua italiana».

Il Comitato approva la proposta di parere.
La seduta termina alle 15.15.




mercoledì 14 dicembre 2011

CROCE ROSSA, PDM: RIFORMA ENTE IMPOSSIBILE OLTRE TERMINE LEGGE DELEGA.


 
 "Le Commissioni Parlamentari chiamate a esprimere il parere sullo “Schema di decreto legislativo recante riorganizzazione dell’Associazione italiana della Croce rossa (CRI)
Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n. 424.”, stanno inutilmente lavorando ad un provvedimento che se emanato verrebbe certamente dichiarato 
non valido.  


Il ritardo, nell’assegnazione dell’Atto del Governo alle Commissioni Parlamentari «ha comportato lo spirare del termine originario di un anno, per l’emanazione del decreto legislativo, a decorrere dal 24 novembre 2010, giorno di entrata in vigore della legge 4 novembre 2010, n. 183. Ne consegue che laddove il Governo emanasse il decreto legislativo di cui si discute, sottraendo alle Commissioni il termine previsto ex lege per l’espressione del parere di competenza, incorrerebbe nella violazione del termine di cui al combinato disposto di cui agli artt. 76 Cost. e 2, legge 4 novembre 2010, n. 183. Parimenti, le Commissioni, rendendo il parere tardivamente, opererebbero in deroga al dettato della legge delega senza però che, a monte, vi siano provvedimenti che autorizzino a tanto. Né, a valle, il Presidente della Repubblica potrebbe emanare il decreto legislativo, senza incorrere nelle medesime violazioni di legge come pure dell’art. 14, Legge 23/08/1988, n. 400, art. 14.».  
Maria Antonietta Farina Coscioni

Questo è quanto si legge nell’articolato parere che l’avvocato Marco Napoli, consulente per le questioni amministrative e militari del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), ha trasmesso al deputato radicale Maria Antonietta Farina Coscioni, membro della Commissione Affari sociali, attualmente impegnata nell’esame dello schema di decreto riguardante la Croce Rossa."


Schema di decreto legislativo recante riorganizzazione
dell’Associazione italiana della Croce rossa (CRI).
Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n. 424.

* * *
Parere in merito al rispetto dei principi di cui all’art. 76 Cost. e di cui alla Legge 4 novembre 2010, n. 183, art. 2.
Il quadro normativo di riferimento.

Art. 76 Cost. “l'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti”;
Legge 4 novembre 2010, n. 183, art. 2: Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi finalizzati alla riorganizzazione degli enti, istituti e società vigilati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dal Ministero della salute nonché alla ridefinizione del rapporto di vigilanza dei predetti Ministeri sugli stessi enti, istituti e società rispettivamente vigilati…
2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono emanati su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali ovvero del Ministro della salute, ciascuno in relazione alla propria competenza, di concerto, rispettivamente, con il Ministro della salute e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, nonché con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, con il Ministro dello sviluppo economico, nonché con il Ministro della difesa limitatamente al decreto legislativo relativo alla riorganizzazione della Croce rossa italiana, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e previo parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, che si esprime entro trenta giorni dalla data di trasmissione dei relativi schemi; decorso tale termine, il Governo può comunque procedere. Successivamente, gli schemi sono trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari, che si esprimono entro quaranta giorni dall'assegnazione; decorso tale termine, i decreti legislativi possono essere comunque emanati. Qualora il termine per l'espressione del parere parlamentare di cui al presente comma scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine per l'adozione dei decreti legislativi di cui al comma 1, quest'ultimo è prorogato di due mesi.
Legge 23/08/1988, n. 400, art. 14: 1. I decreti legislativi adottati dal Governo ai sensi dell'articolo 76 della Costituzione sono emanati dal Presidente della Repubblica con la denominazione di "decreto legislativo" e con l'indicazione, nel preambolo, della legge di delegazione, della deliberazione del Consiglio dei ministri e degli altri adempimenti del procedimento prescritti dalla legge di delegazione.
2. L'emanazione del decreto legislativo deve avvenire entro il termine fissato dalla legge di delegazione; il testo del decreto legislativo adottato dal Governo è trasmesso al Presidente della Repubblica, per la emanazione, almeno venti giorni prima della scadenza.
CONSIDERAZIONI IN FATTO.
Per effetto di quanto sopra, il Governo, investito della funzione legislativa, dovrà sempre rispettare a) il dettato dell’art. 76 Cost. e b) le indicazioni contenute nella legge delega.
Nel caso specifico della legge 183/2010, il Governo avrebbe dovuto adottare i decreti legislativi nel termine di un anno, a far data dal 24/11/2010, data di entrata in vigore della legge delega.
Nel testo di legge, come visto, è però fatta salva la possibilità di una proroga, laddove “il termine per l'espressione del parere parlamentare … scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine per l'adozione dei decreti legislativi di cui al comma 1”. Termine, quest’ultimo, coincidente - per quanto sopra - con il giorno 24/11/2011. Nell’ipotesi predetta, la scadenza del termine per l’adozione dei decreti legislativi sarebbe prorogato di due mesi.
Venendo ora all’iter dello schema di decreto legislativo de quo, lo stesso può essere così riassunto:
Iniziativa
Presentato da: Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri (Governo Monti-I), il 18 novembre 2011; annunciato nella seduta n. 638 del 29 novembre 2011
Assegnazioni
Assegnato alla 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali) in sede osservazioni il 21 novembre 2011; annuncio nella seduta pom. n. 638 del 29 novembre 2011
Assegnato alla 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) in sede osservazioni il 21 novembre 2011; annuncio nella seduta pom. n. 638 del 29 novembre 2011
Assegnato alla 4ª Commissione permanente (Difesa) in sede osservazioni il 21 novembre 2011; annuncio nella seduta pom. n. 638 del 29 novembre 2011
Assegnato alla 5ª Commissione permanente (Bilancio) in sede osservazioni il 21 novembre 2011; annuncio nella seduta pom. n. 638 del 29 novembre 2011
Assegnato alla 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale) in sede osservazioni il 21 novembre 2011; annuncio nella seduta pom. n. 638 del 29 novembre 2011
Parere richiesto alla 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità') il 21 novembre 2011; annuncio nella seduta pom. n. 638 del 29 novembre 2011.
CONSIDERAZIONI IN DIRITTO.
A norma di legge, per aversi la proroga, lo schema di decreto avrebbe dovuto essere trasmesso alle Commissioni, per i richiesti pareri, entro la data ultima del 15/10/2011. In tal modo, i quaranta giorni previsti dalla legge delega per il parere delle Commissioni, sarebbero scaduti in data 24/11/2011, data ultima per l’adozione dei decreti legislativi. Ed in tal caso, Il Governo avrebbe avuto diritto alla proroga del termine di ulteriori mesi due (art. 2, comma 2, ultimo periodo, Legge 183/2010).
In tema di limiti temporali concessi al Governo per l’emanazione dei decreti legislativi, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 184 del 10 dicembre 1981, ha avuto modo di osservare che “tale esercizio deve ritenersi completato con la emanazione del provvedimento legislativo, rispetto alla quale la successiva pubblicazione rappresenta condizione di efficacia e non requisito di validità”. Con ciò affermando senza possibilità di equivoci che, in ogni caso, affinché il termine previsto nella legge delega sia rispettato, il decreto legislativo deve, in ogni caso, essere emanato.
La questione è stata affrontata, dal Giudice delle Leggi, in altra risalente pronuncia (sentenza 6 dicembre 1963, n. 163, cui si rimanda per l’integrale lettura) laddove il Supremo Consesso, nel ritenere non necessaria l’indicazione, nella legge delega, di una data specifica per l’emanazione dei decreti legislativi, al fine del rispetto dell’art. 76 Cost., ha comunque ritenuto che” valida prefissione vi sia quando, come nella specie, il dies a quo sia fatto coincidere con la data di entrata in vigore della legge di delegazione”. Ugualmente certo è però che, allorquando si adotti un tale criterio di determinazione, debba esigersi un rigoroso adempimento dell'obbligo, imposto al potere esecutivo dall'art. 73 della Costituzione, di procedere alle operazioni necessarie a rendere efficace la legge medesima subito dopo che sia intervenuta la promulgazione, senza altro indugio oltre quello richiesto dall'espletamento delle attività materiali necessarie per la pubblicazione. Se altrimenti si ritenesse (,) l'esercizio della funzione delegata non risulterebbe più limitata al tempo stabilito dal legislatore, come prescrive il citato art. 76, ma prolungabile ad arbitrio dell'organo cui è affidato l'esercizio stesso.
In particolare, circa le sanzioni conseguenti all’inosservanza dei termini stabiliti con legge delega, seppure circa un caso diverso, si legge il seguente principio di diritto, ad avviso di chi scrive valido per la presente fattispecie: “l'arbitrario ritardo interposto per la pubblicazione della legge delegante, quando abbia per effetto l'emanazione del decreto legislativo al di là dei limiti temporali stabiliti dalla legge delegante con riferimento alla data della propria entrata in vigore, non può non importare l'invalidità del decreto medesimo.
In conclusione: il Governo ha inviato lo schema di decreto legislativo, per i previsti pareri richiesti alle Commissioni, ben oltre la data ultima del 15 ottobre 2011, il cui rispetto avrebbe consentito di godere della proroga di ulteriori due mesi per l’adozione dei provvedimenti finali. In tal caso, infatti (si torna a ripetere) il termine di giorni quaranta sarebbe scaduto nei trenta giorni precedenti la scadenza del termine per l’adozione dei decreti legislativi.
Ma così non è stato e, peraltro, per quanto noto allo scrivente, il legislatore ordinario, perito il termine originario, non ha concesso al Governo ulteriori proroghe.
Il ritardo, pertanto, ha comportato lo spirare del termine originario di un anno, per l’emanazione del decreto legislativo, a decorrere dal 24 novembre 2010, giorno di entrata in vigore della legge 4 novembre 2010, n. 183.
Ne consegue che laddove il Governo emanasse il decreto legislativo di cui si discute, sottraendo alle Commissioni il termine previsto ex lege per l’espressione del parere di competenza, incorrerebbe nella violazione del termine di cui al combinato disposto di cui agli artt. 76 Cost. e 2, legge 4 novembre 2010, n. 183.
Parimenti, le Commissioni, rendendo il parere tardivamente, opererebbero in deroga al dettato della legge delega senza però che, a monte, vi siano provvedimenti che autorizzino a tanto.
Né, a valle, il Presidente della Repubblica potrebbe emanare il decreto legislativo, senza incorrere nelle medesime violazioni di legge come pure dell’art. 14, Legge 23/08/1988, n. 400, art. 14.
Reggio Emilia, 13/12/2011
Avv. Marco Napoli

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