STORIA DI ORDINARIA INGIUSTIZIA

La storia assurda del Maresciallo Lo Zito è in continua evoluzione e si cerca di aggiornarla continuamente.. i Provvedimenti dciplinari aumentano così come i Trasferimenti.. Il Blog contiene numerosissimi articoli e documenti scaricabili a prova dei fatti che vengono denunciati.. basta sfogliare le numerose pagine per rendersi cono...
BUONA LETTURA

lunedì 15 ottobre 2012

Croce Rossa Italiana, riforma in arrivo.....



E' trascorsa più di una settimana ma l'eco delle polemiche non tende a cessare.
I dipendenti di Croce Rossa sono sul piede di guerra. A far loro compagnia, i dipendenti del corpo militare e le Crocerossine. La motivazione è l’approvazione da parte del Consiglio di Ministri della contestatissima riforma della Cri. Mentre il testo, che ha ricevuto in primis l’approvazione dell’attuale Ministro della Salute Renato Balduzzi, si appresta a passare il giudizio delle due Camere, i lavoratori Cri, 4000 in tutto, 3000 civili e 1000 militari, temono per il loro futuro e si affidano all’operato del Segretario della Cisl Fp Daniela Volpato. Più volte infatti, il Segretario ha chiesto di essere ricevuta dalla Presidenza del Consiglio per discutere la situazione, ma finora non ha ricevuto nessun cenno di assenso da parte del Ministro Balduzzi. La versione precedente del decreto sottoposto alle Camere prevedeva lo scioglimento del Corpo militare e migliaia di licenziamenti. Ma cosa è cambiato rispetto alla versione attuale? In realtà ben poco, da questo punto di vista, anche se sono state introdotte maggiori tutele nei confronti dei lavoratori. Vediamo nel concreto. Lo scopo principale della Riforma è quello di rendere la Croce Rossa non più un ente pubblico, quindi una costola dello Stato - cosa che non si verifica in nessun altro Paese al mondo, perché contraria ad 1 dei 7 Princìpi fondamentali su cui si regge l’Organizzazione, ossia l’Indipendenza - bensì un Associazione privata di interesse pubblico. Stiamo insomma assistendo ad una privatizzazione dell’Ente. Quest’ultimo, tuttavia, ha accumulato negli anni, una cifra esorbitante di debiti da liquidare, pari a circa 112 milioni di euro. Il decreto pianifica quindi le modalità con cui questo disavanzo verrà gestito. Il modello a cui il Consiglio di Ministri si è ispirato è simile a quello utilizzato per salvare, pochi anni fa, la compagnia di volo nazionale Alitalia. Le fasi di azione sono 3: 1)Ottobre 2012/ Dicembre 2013: si provvederà a porre fine al Commissariamento Cri ad opera dell’Avv. Francesco Rocca. Correndo ad elezioni, si stabilirà un ordinamento democratico, deciso cioè dai volontari stessi, che sono stati messi al centro della riforma. 2)Gennaio 2014/ Dicembre 2015: l’Ente verrà scisso in due, una good e una bad company. La prima, di natura privata, acquisterebbe lo status di Associazione di promozione sociale e si approprierebbe dell'ingente patrimonio della Cri, stimato in circa 350 milioni di euro, prendendo in dote anche le convenzioni con i 118 d'Italia. Insomma, un giro da 183 milioni di euro, che CGIL e sindacati di base danno per 800 milioni di euro. La seconda invece, conservando lo status di ente pubblico, si terrebbe i debiti da sanare e provvederebbe a ricollocare il personale in eccedenza: i famosi 4000 dipendenti. Alcuni di questi rimarranno in servizio se assunti con contratti a tempo indeterminato: potranno scegliere di giocare la carta della mobilità presso altre pubbliche amministrazioni, ma si tratterà di un 20-30% della fetta. Rimarranno in servizio presso l’Associazione coloro che hanno un contratto a termine (circa 1430) e possono essere pagati con le Convenzioni. Al resto probabilmente verrà proposta una risoluzione del contratto. 3)Gennaio 2016/ 2017: Si procederà con la soppressione e la liquidazione dell’Ente pubblico, trasferendo all’Associazione privata tutte le funzioni esercitate attualmente dalla Cri. La bozza, inoltre, prevede una conferma delle voci che da anni circolavano in ambiente Cri: la nascita della Componente Unica. Infatti, la Croce Rossa Italiana, a differenza di moltissime altre Società Nazionali afferenti al Movimento Umanitario di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, prevede l’appartenenza dei singoli volontari ad un corpo specifico, che gestisce compiti precisi. Le componenti sono sei: Corpo militare ed Infermiere Volontarie, ausiliari delle Forze Armate, il Comitato Femminile, che si occupa di sostegno ai bisognosi e raccolte fondi, i Donatori di Sangue, che sopperiscono al bisogno di emoderivati, i Volontari del Soccorso, che si preoccupano prevalentemente di Trasporto infermi e servizio ambulanza e i Pionieri, la parte giovane, che ha come missione principale quella di sensibilizzare le fasce giovani su tematiche relative alla salute e alla convivenza civile. Il decreto amalgamerebbe tutto questo insieme di persone, più di 150mila volontari sparsi in tutta Italia, in un unico contenitore, riservando un posto di preminenza al settore giovanile. A giudicare dai comunicati stampa presenti sul sito www.cri.it, le componenti volontaristiche hanno reagito con entusiasmo all’idea di questo radicale riordino, seppure con i dovuti dubbi rispetto ad una futura gestione: in Italia sono presenti soltanto 500 Comitati Locali – di cui 5 presenti in territorio salernitano - i quali, divenendo privati, sopravvivranno soltanto se riusciranno a procacciarsi e garantire dei servizi di qualità e a costi contenuti. Ricordiamo che il mondo della Pubblica Assistenza privata è agguerrito: la concorrenza è tanta. La gioia però di poter decidere del proprio futuro, di poter avere voce in capitolo, dopo tanti anni di gestione e decisioni imposte dall’alto, per il momento, sembra mettere a tacere le perplessità. Meno contenti sono i rappresentanti del Corpo Militare e delle Infermiere Volontarie, che non solo vedono messo a repentaglio il posto di lavoro, ma vengono anche lesi nell’orgoglio di rappresentare una parte della Croce Rossa che vanta origini storiche di tutto prestigio e che tanto ha avuto peso nella storia mondiale. Infatti questi corpi storici sono destinati ad essere sciolti. Ma qual è la situazione della provincia Salernitana? Il territorio vanta ben 5 Comitati Locali, quello di Salerno, Agropoli e Cilento, Costa Amalfitana, Sapri e Serre. La Croce Rossa a Salerno è una realtà fruttuosa: in atto ci sono diverse convenzioni di 118, non ultimo il servizio di ambulanza posto tutti i fine settimana nella centralissima via Roma. Le zone della Costiera vantano addirittura la presenza di corpi speciali che si occupano dei soccorsi in mare. Nessuno sa ancora che piega prenderà la situazione e quale sarà la sorte dei dipendenti, che al momento preferiscono non rispondere a nessuna domanda.

domenica 7 ottobre 2012

Croce Rossa ... Il Toto Elezioni...

Max Dedalo
IL TOTO ELEZIONI: vediamo se qualcuno mi aiuta a meglio comprendere; secondo voi (viste le norme sottostanti), l'attuale Commissario Straordinario (sembrerebbe Socio in quanto donatore sangue), può essere eletto Presidente Nazionale della C.R.I.? 

....... Dal nuovo Decreto di riordino della Croce Rossa....
b) entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Commissario predispone e trasmette al Ministro della salute uno schema di nuovo regolamento elettorale che nei successivi 10 giorni è emanato dal Ministro. Il Commissario convoca quindi le elezioni per i presidenti regionali, provinciali e locali della CRI, che esercitano fino al 1° gennaio 2014 le competenze attribuite dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 97 del 2005 agli organi del corrispondente livello territoriale. I Presidenti dei Comitati locali sono eletti dai soci del comitato locale; i Presidenti dei comitati provinciali sono eletti dai soci della provincia. I presidenti dei comitati locali e dei comitati provinciali eleggono il Presidente della regione di riferimento. In ogni caso il Presidente di ciascun livello territoriale è scelto tra i soci del medesimo ambito territoriale. Nelle Regioni in cui vi è un solo comitato provinciale, il Presidente del comitato provinciale assolve anche alla funzioni di Presidente del comitato regionale. Per le province autonome di Trento e di Bolzano sono eletti due Presidenti provinciali e non si procede all’elezione del Presidente regionale. Tutte le elezioni di cui alla presente lettera si svolgono entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Nel caso in cui un candidato sia eletto per più cariche, rimane in carica per quella relativa alla maggiore dimensione territoriale e decade dalle altre. Sono in ogni caso esclusi dall’elettorato passivo coloro che non avevano il requisito di socio della Croce Rossa italiana alla data di nomina a Commissario ai diversi livelli della CRI;

c) entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, si svolge l’Assemblea straordinaria, convocata dal Commissario, costituita esclusivamente dai Presidenti regionali, provinciali e locali che vengono eletti ai sensi della lettera b) entro e non oltre il termine di 90 giorni ivi previsto. Tale Assemblea, presieduta dal Commissario, elegge un Presidente nazionale e due Vice presidenti, di seguito denominati Presidente nazionale e Vice Presidenti, che durano in carica fino al 1° gennaio 2014, esercitando le competenze attribuite dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 97 del 2005 al presidente, al consiglio direttivo e all’Assemblea nazionale della CRI; i Vice presidenti agiscono su delega del presidente. L’elettorato attivo e passivo è disciplinato ai sensi dell’articolo 12 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 97 del 2005. Il commissariamento è vigente fino alla data di elezione del Presidente nazionale e cessa dalla predetta data.


Francesco Catapano Socio Attivo C.R.I.
Francesco Catapano SCRIVE : 
L’argomento di Max Dedalo mi offre l’occasione per dire qualcosa in ordine all’appartenenza al gruppo donatori di sangue della CRI. Occorre un chiarimento ( rectius: una precisazione ) sul requisito per essere considerato socio attivo donatore di sangue anche ai fini dell’elettorato attivo e passivo. Innanzitutto vale la definizione che si ricava dalla legge nazionale sulla donazione di sangue ( ripresa dalla O.C. n. 362/05 del 1.07.2005, parte speciale – Titolo IV- pag. 21- )secondo cui si è considerati donatori abituali quando si effettua annualmente almeno una donazione di sangue (non è importante se di sangue intero o soltanto di emocomponenti) .Ergo solo donazioni periodiche e naturalmente gratuite. A questo proposito sull’onda della esperienza di anni addietro, quando mi sono occupato dei donatori di sangue del Comitato provinciale CRI di Napoli, devo rimarcare la necessità che la presenza del requisito venga accertata sulla base della certificazione rilasciata dal Centro trasfusionale dell’Ente ospedaliero ove si è effettuata la donazione e non semplicisticamente sulla scorta di dichiarazione rilasciata dall’ispettore ( ora commissario) del gruppo. Ciò potrà e dovrà( ove occorra ) essere accertato anche mediante accesso agli atti senza doversi preoccupare di violare la privacy perchè verificare la data di donazione o la dichiarazione generica di " non più idoneo" o quanto altro non è considerato dato sensibile. Allo stesso modo l’attività di promozione della cultura della donazione del sangue e derivati deve essere provata dalla partecipazione , in qualità di facente parte dell’organizzazione o comunque collaboratore , ad eventi collettivi di sensibilizzazione dei cittadini alla coscienza trasfusionale. E’ assurdo pensare che possa rientrare ai fini di cui sopra l’opera di convincimento alla donazione del vicino di casa, fornendo così un dato scarno e non significativo del proprio impegno. Attenzione secondo l’interpretazione giusta che in passato si è dato del residuo requisito( cioè della attività di promozione …) per essere considerato attivo nei DS , lo stesso può essere invocato solo da colui che è stato donatore di sangue e che poi lungo il percorso di vita non ha potuto più effettuare donazioni per inidoneità fisica , pur sempre certificata dall’organo sanitario.

mercoledì 3 ottobre 2012

Decreto di Riordino Croce Rossa : dopo le chiacchiere di alcuni parlamentari qualcuno fa i fatti .....

  Il seguente emendamento è stato depositato a firma dei Senatori radicali 
Perduca e Poretti 
su iniziativa del Pdm.



Emendamento

Articolo 4

Al comma 2, dopo la lettera b), aggiungere la seguente:

« «b-bis) dopo l’articolo 1626 è aggiunto il seguente: «1626 – bis. 1. Il personale di cui agli articoli 1626 e 1729, comunque in servizio alla data del 30 settembre 2012, confluisce previo accertamento dell’idoneità al servizio, nel ruolo unico speciale a esaurimento, ausiliario delle Forze armate, posto alle dirette dipendenze del Ministro della difesa, con il grado o la qualifica rivestiti alla predetta data. 

2. il personale militare del corpo  speciale volontario della Croce Rossa, ausiliario delle Forze armate, richiamato in servizio alla data del 30 settembre 2012, che abbia svolto servizio per un periodo continuativo, pari o superiore  a 3 anni, senza soluzione di continuità, in possesso dei requisiti stabiliti con apposito decreto del Ministro della difesa, transita nel ruolo unico speciale a esaurimento, con il grado posseduto alla predetta data e segue nel ruolo l’ultimo militare in servizio continuativo con il medesimo grado gerarchico. 

3. Entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge il Ministro della difesa con proprio decreto stabilisce:

a)    le modalità e i criteri di formazione del ruolo unico speciale ad esaurimento di cui al comma uno;
b)    le modalità e i criteri di accertamento dell’idoneità al servizio e di iscrizione nel ruolo unico speciale ad esaurimento degli appartenenti al Corpo militare della Croce rossa alla data del 30 settembre 2012;
c)     i compiti del personale del ruolo unico speciale a esaurimento,  ausiliari alla sanità militare.»

giovedì 27 settembre 2012

Croce Rossa : VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI INDIPENDENZA..

VIOLAZIONE 
DEL PRINCIPIO FONDAMENTALE 
DI INDIPENDENZA
 (pronti alla denuncia agli Organismi della Croce Rossa internazionale )


Francesco CATAPANO Socio Attivo CRI
Se domani 28 set. 2012 si realizzerà quanto preannunciato dall’On. Guido Crosetto ("con un colpo di spugna il corpo militare e le infermiere volontarie verranno soppresse”- Da “ IL MONDO “ del 27.9.2012) ) il Governo italiano commetterà una grave violazione del Principio fondamentale di Indipendenza che i Soci CRI denunceranno subito agli organismi internazionali della Croce Rossa ( Ginevra ).Infatti se lo stesso Governo è autorizzato ad operare un riordino finanziario, amministrativo… dell’Ente pubblico Croce Rossa Italiana o a mutarne la natura giuridica, non è affatto di sua competenza intervenire sulle componenti volontaristiche e,quindi, riformare la struttura associativa che, secondo le linee guida della Federazione internazionale di CR e MR , spetta esclusivamente ai Soci attivi di ciascuna Società nazionale di Croce Rossa. Non è senza significato che da un anno a questa parte sono state fatte pervenire al Presidente della Repubblica, al Presidente del C.d.M. , al Ministro della salute, ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato, ai Presidenti delle competenti commissioni parlamentari molteplici denunce con le quali si è loro avvertito che i Soci attivi non sono mai stati coinvolti in un dibattito ad hoc nei consueti modi in uso in ogni associazione volontaristica ( che si rispetti ! ) dall’attuale Commissario Straordinario Rocca. Né ciò è avvenuto da parte dei numerosi commissari dei Comitati periferici e delle componenti “civili “di cui è costellato attualmente il pianeta “ Croce Rossa italiana” che abusivamente sono stati (o si sono ) dichiarati “ rappresentanti dei Volontari” in sede di audizione presso le Commissioni parlamentari ovvero quando sono stati firmatari di una proposta fatta pervenire al Governo senza che sia stata preventivamente discussa e approvata dalle assemblee dei Soci. A ciò si aggiunge che anche nelle componenti ausiliarie delle Forze armate – Corpo militare (personale in congedo) e Infermiere volontarie - non è stato volutamente favorito alcun dibattito sulle eventuale proposte di riforma, tanto è che di recente e spontaneamente si è costituito in Emilia un comitato di membri del Corpo militare per salvaguardare i diritti del personale in congedo e non. D’altronde la prima violazione dell’enunciato Principio fondamentale è stata commessa dallo stesso Commissario Rocca( “commissario governativo”) allorquando ha sciolto gli organi eletti delle componenti” civili “, nominandoli tutti commissari( poi in molti casi sostituiti) e, quindi, dal 2008 non più legittimati a rappresentare i Soci stessi. Con ciò il Commissario ha abbondantemente travalicato lo specifico mandato conferitogli dal Governo all’atto della sua nomina e delle proroghe dell’incarico. Commissariando la parte volontaristica della CRI ne ha assoggettato i vertici ai suoi disegni : ove avesse lasciato in carica tutti gli organi eletti ovvero avesse consentito nel frattempo libere elezioni il percorso del suo mandato non sarebbe stato liscio! Peraltro l’atto che ha suggellato la violazione del Principio di Indipendenza da parte del Commissario governativo è stato l’O.C. n.565-10 del 11.11.2010 con cui monocraticamente e con l’arroganza del potere è stato approvato ed imposto il codice etico e di buona condotta per i soci e dipendenti della C.R.I., mentre altrove le norme etiche sono il frutto di un coacervo di espressioni culturali che si manifestano all’interno di una comunità, di un contesto sociale.

Dott. Francesco Catapano- socio C.R.I. di Napoli
 
 

venerdì 21 settembre 2012

CROCE ROSSA, ARRIVANO LE MANETTE.......

 ARRESTATI 
PER CORRUZIONE 
FUNZIONARIO 
DI CROCE ROSSA 
E IMPRENDITORE

Operazione della Gdf di Benevento.
Secondo le indagini "il primo falsificava atti per fare affidare lavori al secondo"
Roma, 21 set. (TMNews) - Un funzionario del comitato provinciale della Croce Rossa Italiana e un imprenditore campano sono stati arrestati stamattina a Napoli dai militari del comando provinciale della Gdf di Benevento. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Gip del tribunale di Roma Maria Fattori, su richiesta della procura della Repubblica della capitale Laura Condemi, sulla base delle indagini della Gdf che hanno portato alla scoperta di "una complessa e articolata condotta delittuosa finalizzata alla turbativa degli incanti e alla corruzione di pubblici funzionari con contestuale sperpero di risorse pubbliche".

Le indagini, inizialmente coordinate dalla procura della Repubblica sannita, hanno consentito di svelare con la determinante collaborazione degli organi ispettivi della Croce rossa italiana il meccanismo fraudolento attraverso il quale l'infedele funzionario ha falsificato gli atti relativi a diverse procedure di affidamento di lavori e servizi così da consentirne l'assegnazione a società riconducibili sempre allo stesso imprenditore. Grazie a questa collaborazione sono stati sottratti alle casse dell'ente oltre due milioni di euro. Contestualmente agli arresti, sono stati sequestrati beni mobili e immobili degli indagati per 400.000 euro.




I  complimenti al Giudice Fattori che è colei che mi ha assolto dalla calunnia mossami contro e fatto aprire un fascicolo sugli intrallazzi che ho denunciato e le ritorsioni !!! 

per l'articolo CLICCA

Il socio Attivo della Croce Rossa Francesco Catapano scrive...

F. Catapano Socio attivo CRI

Dalla seguente audizione apprendo che: 
XII Commissione Igiene e Sanità
(Martedì 11 settembre 2012)
Audizione dell’Ispettore Nazionale del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana 

in merito allo “Schema di Decreto Legislativo 
di riorganizzazione dell’Associazione Italiana 
della Croce Rossa (C.R.I.),
a norma dell’articolo 2, della Legge n. 183 del 2010” (A.G. 491)

OMISSIS....."Il 21 luglio u.s. si è tenuta una riunione alla quale hanno preso parte i Rappresentanti Nazionali e Regionali della C.R.I. che - a nome di oltre 150.000 soci - hanno affrontato congiuntamente le problematiche relative al riordino dell’Associazione Italiana della Croce Rossa Italiana sottoscrivendo un documento unitario"
...OMISSIS.... MI DISPIACE SIG. ISPETTORE NAZIONALE LEGGERE QUELLE SUE PAROLE.MI DUOLE RIBADIRE PER L'ENNESIMA VOLTA CHE I 150.OOO VOLONTARI NON HANNO MAI AVUTO MODO DI ESPRIMERSI SUL PROGETTO DI RIORDINO DELLA CRI E CHE IL TERMINE " A NOME DI OLTRE 150.000 SOCI " E'UN ABUSO DEI VERTICI DELLE COMPONENTI CIVILI IN QUANTO SONO SOLTANTO COMMISSARI( RAPPRESENTANTI SEMMAI DEL CS DELLA CRI) E QUINDI NON LEGITTIMATI A RAPPRESENTARE LA VOLONTA' DEI SOCI. TRA I VERTICI COME SOPRA NON LEGITTIMATI C'E' ANCHE IL VERTICE DEI GIOVANI CHE E' IN REGIME DI PROROGATIO E,QUINDI, CON IL MANDATO DI ISPETTORE SCADUTO CHE NON LO LEGITTIMA AD ESSERE RAPPRESENTANTEDI ALCUN SOCIO. RELATIVAMENTE , POI, AI VERTICI DELLE COMPONENTI AUSILIARIE DELLE FF.AA., SE GIURIDICAMENTE RAPPRESENTANO I SOCI APPARTENENTI ALLE COMPONENTI MEDESIME, TUTTAVIA DUOLE CONSTATARE CHE TALI SOCI,SECONDO QUANTO MI RISULTA, NON SONO STATI SENTITI,TANTO CHE SI E' COSTITUITO UN COMITATO A DIFESA DEL CORPO MILITARE IN EMILIA ROMAGNA , ETCC. SIG. ISPETTORE NAZIONALE A ME COME A MOLTI ALTRI SAREBBE PIACIUTO OFFRIRE UN CONTRIBUTO DI PROPOSTE CERTAMENTE MIGLIORATIVE DELLO SCHEMA DEL DLGS CHE SI VA LICENZIANDO. PECCATO LA DEMOCRAZIA E' ANCORA LONTANA NELLA CRI!
( TESTO INVIATO ANCHE ALLA CASELLA DI P.E. ISTITUZIONALE DEL SIG.ISPETTORE NAZIONALE E AL PRESIDENTE DELLA XII COMMISSIONE IGIENE E SANITA' DEL SENATO) 

giovedì 20 settembre 2012

CRI.... la Commissione Affari Sociali boccia la Fondazione



 
La Commissione Affari Sociali della Camera ha bocciato l’ipotesi proposta dal relatore Di Virgilio (Pdl) di trasformare la Croce Rossa in Fondazione. La Croce Rossa manterrà dunque lo status militare, secondo il parere espresso anche dalla Commissione Difesa di Montecitorio.

20 SET - Ieri in commissione Affari Sociali della Camera sullo schema di decreto di riorganizzazione della Croce rossa c’è stato uno scontro tra il Pdl e il Pd per la proposta presentata dal relatore Domenico Di Virgilio di trasformare l'Ente pubblico in Fondazione. Il partito democratico è (grazie anche ai voti di Idv, Lega e Api) riuscito a spuntarla bloccando la proposta del relatore che secondo la deputata Donata Lenzi, avrebbe di fatto creato “due Croce Rossa”'.

Anche Fli si è dichiarata contraria al parere proposto da Di Virgilio e per i deputati Gianfranco Paglia, Aldo Di Biagio e Carmine Patarino la bocciatura "si tratta di una scelta di buon senso, che consentirà alla Cri di continuare a svolgere il proprio lavoro con la massima professionalità e competenza, sempre al servizio della popolazione”.
Viceversa sempre secondo gli esponenti di Fli “in nome di un presunto contenimento della spesa si sarebbe arrecato solamente un danno al Paese, in quanto si sarebbe ritrovato privo della qualità e dell'efficienza dei servizi svolti dalla Croce Rossa”.
















sabato 15 settembre 2012

Croce Rossa.... CONTO CONSUNTIVO CONSOLIDATO 2011


 esito dell’esame dei Ministeri Vigilanti 
in merito all’approvazione del 
Conto Consuntivo Consolidato 2011.


Con nota prot. n. CRI/CC/0030866/12 del 21/05/2012, il Dipartimento R.U.O. comunicava alla Unione Sindacale di Base, che il Conto Consuntivo Consolidato 2011 della C.R.I. era in corso di esame da parte dei Ministeri Vigilanti e che, pertanto, non era possibile accogliere la richiesta di rendere pubblico tale documento in attesa degli esiti delle verifiche previste per Legge.
Da quella nota, sono trascorsi quasi 120 giorni senza che sia stata data notizia e/o informazioni sui riscontri attuati dai Ministeri Vigilanti.
Alla data odierna, inoltre, non risulta nessuna forma di pubblicità sul sito istituzionale della C.R.I. in merito alla definitiva approvazione del Conto Consuntivo Consolidato 2011.
Pertanto, con la presente, si chiede a codesto Dipartimento di informare tempestivamente sullo stato dell’arte di quanto in oggetto.
Infine si ribadisce la richiesta di produrre tutta la documentazione richiesta da questa O.S. con nota del 26/05/2012, che ad ogni buon fine si allega alla presente.
Si rimane in attesa di un sollecito riscontro.

martedì 11 settembre 2012

Riorganizzazione della Croce Rossa.



Le Commissioni sanità riprendono l’esame del decreto di riordino della CRI. I lavori si erano interrotti con l’approvazione di un emendamento di proroga al 30 settembre del termine per l’esercizio della delega scaduta a giugno. Per il Servizio Bilancio dello Stato c’è problema di copertura economica

  Riorganizzare la Croce Rosse Italiana, secondo i principi di semplificazione, economicità, efficacia ed efficienza; questa la proposta elaborata dal ministro della Salute Balduzzi e presentata a fine giugno alle Camere. Lo Schema di decreto legislativo, attualmente all’attenzione delle Commissioni competenti di Camera e Senato che hanno ripreso a lavorarci, mira a valorizzare l’attività dei volontari, a garantire un assetto della Cri più corrispondente ai principi di indipendenza e autonomia della Croce Rosse e della Mezzaluna Rossa, a migliorarne e a risanarne la gestione, favorendo la crescita del finanziamento privato.

A che punto sono i lavori parlamentari? Per il momento siamo fermi all’approvazione, avvenuta a metà luglio, in Senato di un emendamento per prorogare al 30 settembre il termine per l’esercizio della delega scaduto il 30 giugno. E sulla legittimità dell’esercizio della delega, scaduta di circa due settimane, vari organi delle Camere a partire dalle due presidenze avevano espresso i loro dubbi, tutt’ora irrisolti.

Politicamente la Lega Nord è quelle più critica sul provvedimento e nel corso del dibattito parlamentare ha ricordato alcune anomalie concernenti la gestione della Croce rossa italiana: “il commissariamento avvenuto per 17 degli ultimi 25 anni, il debito pari a 355 milioni di euro, il fatto che la Corte dei conti non controlli un bilancio dal 2005”.

 
Dal canto suo il ministro Balduzzi, nell’ultima seduta della Commissione Affari Sociali dedicata alla Cri, era il 31 luglio, ha dichiarato che il Governo è “molto interessato al confronto con le Commissioni competenti di Camera e Senato sul tema del riordino della Croce rossa, sul quale ritiene che la delega sia attualmente in atto, ancorché i problemi e le perplessità sul punto abbiano spinto il Parlamento a proporre il differimento del termine per l'esercizio della medesima al 30 settembre prossimo”.

Il Governo, quindi si è detto “disponibile ad attendere il parere parlamentare per tenerne conto non solo formalmente ma considerandolo un contributo sostanziale al riordino medesimo”. 
Balduzzi, ricordando che sul testo all'esame delle Commissioni si è espressa anche la Conferenza unificata delle Regioni, ha detto che il confronto “pur non facile, è senz'altro aperto al contributo di tutti”. 


La scorsa settimana il Servizio Bilancio dello Stato ha pubblicato la relazione tecnica per la verifica delle disposizioni di copertura. Il documento si conclude in questo modo: “In merito ai profilii di copertura finanziaria, con riferimento all’articolo 8 dello schema di decreto si osserva quanto segue. Da un’interrogazione effettuata al sistema informativo della Ragioneria generale dello Stato risulta che, con riferimento all’esercizio finanziario 2011, le risorse iscritte nel bilancio dello Stato da destinare alla Croce rossa italiana ammontano a circa 103 milioni di euro e sono iscritte: nei capitoli 2265 e 9530 dello stato di previsione relativo al Ministero dell’economia e delle finanze; nel capitolo 1356 dello stato di previsione relativo al Ministero della difesa; nei capitoli 2420 e 3453 dello stato di previsione del Ministero della salute. Posto che la relazione tecnica quantifica, invece, in 180 milioni di euro il complesso dei contributi iscritti nel bilancio dello Stato da destinare alla Croce rossa, appare opportuno acquisire dal Governo una ricognizione delle risorse al fine di verificarne l’entità complessiva.
Riguardo all’articolo 9, recante l’obbligo di invarianza degli oneri, si osserva che appare opportuno modificare la rubrica in maniera più conforme alla prassi vigente sostituendola con la seguente: clausola di neutralità finanziaria”.

Dunque sembra esserci un problema di copertura finanziaria che allo stato attuale delle cose potrebbe rallentare se non bloccare del tutto il provvedimento. 

I tempi si fanno strettissimi perché a fine mese scade l’esercizio della delega. Oggi comunque sia la Commissione Affari Sociali della Camera che la Commissione Igiene e Sanità del Senato riprendono l’esame del provvedimento, vedremo come evolverà la situazione.

giovedì 6 settembre 2012

Croce Rossa .. seduta alla Commissione Affari Sociali della Camera

Roma, 6 settembre 2012 

Onorevole Presidente,
Onorevoli membri della Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati

seduta informale del 6 settembre 2012

nota della FP CGIL
Protocollo n.545/U-FP 2012 




Oggetto: Schema di decreto legislativo di riorganizzazione dell'associazione italiana della Croce Rossa a norma dell'articolo 2 della legge N° 183 del 2010
Egregio signor Presidente, Onorevoli deputati,

Lo schema di decreto legislativo di cui all'oggetto ha certamente obiettivi condivisibili che possono essere sintetizzati nel riordino del servizio della Croce Rossa Italiana e nella precisazione delle sue finalità.
Quanto alla missione, essa naturalmente dovrà essere ricercata nella compiuta collocazione dell'associazione italiana nel movimento mondiale della Croce e della Mezzaluna Rossa, e siamo naturalmente d'accordo che dovevano e dovranno essere risolte anomalie e distorsioni che si sono prodotte nel tempo.

Quanto alla riorganizzazione e al riordino del servizio, occorre che si operi con la necessaria coerenza allo scopo di impedire che l'impostazione originaria sia tradita.
Dal nostro punto di vista, non competendo a noi le questioni giuridiche e societarie, connesse alla natura di movimento internazionale della Croce Rossa, il punto di partenza non può che essere l'articolo 70 della legge 833/78 che, già nel titolo, è evocativo di un obiettivo già allora e secondo il legislatore dell'epoca, da realizzare: lo “scorporo dei servizi sanitari della Croce Rossa Italiana e riordinamento dell'associazione”.
La previsione normativa di cui parliamo dovrebbe essere ben presente al Legislatore quando si interviene su servizi che devono essere forniti ai cittadini, e sulla condizione dei lavoratori e delle lavoratrici che oggi garantiscono le prestazioni di assistenza sanitaria.

L'articolo 1 dello schema di riordino, procede al comma 4 con i compiti assegnati alla Associazione della Croce Rossa Italiana, al comma 5 vi è un richiamo ad ogni altro compito assegnato dallo statuto, al comma 6 si conferma la situazione attuale, cioè lo svolgimento di attività sanitarie e socio sanitarie per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) attraverso la partecipazione a gare e la sottoscrizione di convenzioni .
Ed è proprio il comma 6 che viola, a nostro giudizio, la lettera e lo spirito ispiratore dell'istituzione del SSN, mantenendo intatta l’odierna ambiguità: associazione fra i soci – ente pubblico. Tale ambiguità, non ha prodotto risultati positivi, a partire dalla gestione amministrativa.
Ferma restando la necessità di restituire alla Croce Rossa le attività rinvenienti dalle sue originarie finalità, con ciò rendendola coerente col movimento internazionale, rimane – quindi - il tema dei servizi tipici del SSN che dovrebbero essere svolti dalle Regioni e, particolarmente, dalle ASL.
L'articolo 70 della 833/78 è esplicito: tolti i compiti relativi alle originarie finalità della CRI, il resto delle attività deve essere trasferito al SSN e accanto ai compiti dovranno essere trasferiti personale, dotazioni materiali e patrimoniali e risorse. E' una previsione ragionevole quella dettata dal legislatore dell'epoca: i servizi, allora come ora, impropriamente erogati da un soggetto terzo, dovevano e devono continuare ad essere erogati.
Affinché non si determini un trasferimento della sola spesa da un soggetto istituzionale ad un altro, devono essere trasferite le risorse economiche oggi impegnate per le retribuzioni dei lavoratori e delle lavoratrici che rendono il servizio, non determinando in tal modo un peggioramento degli standard qualitativi e quantitativi e mantenendo la necessaria continuità, e la stessa cosa deve avvenire per le dotazioni strumentali e le sedi.

La questione del personale oggi operante, al di la delle originarie finalità della Croce Rossa, è particolarmente delicata. Infatti, la storia della Croce Rossa, la sua non risolta ambiguità sia dal punto giuridico sia da quello delle funzioni svolte sia da quello amministrativo, ha dato origine ad un fenomeno peculiare di precariato pluriennale e qualificato. La gran parte di queste persone sono state e sono determinanti per il funzionamento e l’efficacia dei servizi di cui stiamo parlando, svolti in convenzione o in affidamento.
L'articolo 70 della 833/78 parla di personale adibito ai servizi di assistenza sanitaria e non fa distinzione alcuna delle diverse modalità sul rapporto di lavoro, non discriminando fra tempo indeterminato o determinato. In coerenza a questa impostazione, d'altra parte, la totalità dei lavoratori precari era inseriti nelle procedure di stabilizzazione di cui alla legge finanziaria per il 2007.
In conclusione, il passaggio dei servizi, delle risorse e del personale impegnato nelle attività tipiche del servizio sanitario nazionale, risponderebbe alle esigenze di una razionale e ordinata riforma della Croce Rossa Italiana e darebbe una risposta equilibrata ai problemi occupazionali che si apriranno all'approvazione dello schema di decreto legislativo. Infatti nello schema di riordino in oggetto, all'articolo 6, il personale di ruolo, concretamente, stante la condizione di tutte le amministrazioni pubbliche, verrebbe messo nella condizione di dover scegliere fra il peggioramento della propria condizione economica e professionale e il licenziamento. Il personale precario, che stabilmente lavora da decenni, sarebbe licenziato al massimo entro il 31 dicembre 2013.
Stiamo parlando, sia per il personale di ruolo che per quello precario, di una assoluta novità peggiorativa che, in queste forme, non si è verificata in nessuna pubblica amministrazione sottoposta a ristrutturazione. Ferma la situazione attuale, si aprirebbe una stagione di conflitto, sociale e giuridico, le cui conseguenze al momento non sono prevedibili.
Con lo schema di riordino, opportunamente emendato secondo la proposta che vi sottoponiamo si otterrebbero due risultati apprezzabili: l'associazione promossa dai soci della CRI sarebbe restituita alle sue originarie finalità e il SSN riavrebbe fra i suoi compiti quelli che la legge gli aveva assegnato, ponendo così fine all'ambiguità giuridica e all'incertezza sulla natura del servizio che lo schema di riordino di cui all'oggetto vorrebbe rimuovere. D'altra parte sulla stessa materia, cioè quella del riparto di competenze fra amministrazione centrale e regioni, già oggi si sta operando. Infatti ai sensi della legge di stabilità 183/2011, i servizi originariamente svolti dal ministero della Salute in materia di assistenza al personale navigante e aeronavigante, saranno trasferiti alle regioni, attraverso la cessione delle risorse, dei mezzi, delle sedi e anche del personale, di ruolo e in convenzione. La nostra proposta non appaia, quindi, eccentrica dal punto di vista istituzionale, rispetto a una strada già intrapresa e neppure scorretta dal punto di vista economico, poiché le regioni, competenti per materia, non avrebbero un aggravio della spesa.

Grati per la vostra attenzione.

Per FP CGIL
il segretario nazionale
Salvatore Chiaramonte

martedì 4 settembre 2012

La legge 104/1992


La legge 104/1992 

dopo la svolta del Consiglio di Stato. 

Istruzioni per l'uso 

 

 Non sono ancora trascorsi due mesi dalla pubblicazione della storica decisione n. 4047/2012 con la quale il Consiglio di Stato, rimangiandosi un proprio precedente orientamento giurisprudenziale illogico ed errato, ha definitivamente affermato l'applicabilità della "nuova" legge n. 104/1992 (quella, cioè, risultante dalla modifica apportata dalla legge n. 183/2010) anche a militari e forze dell'ordine.

 

Da tale decisione sono, poi, scaturite numerose pronunce conformi che fanno ormai ritenere irreversibile la scelta ermeneutica adottata.
Mi permetto, ancora una volta, di sottolineare la rilevanza non solo giuridica, ma morale della sentenza in esame, avendo essa riconosciuto la parità di diritti tra i cittadini in uniforme e gli altri ed avendo mandato in soffitta, salvo nuovi non improbabili blitz legislativi della nostra becera classe politica, la famigerata specificità dei lavoratori del comparto sicurezza e difesa, tanto acclamata dai Cocer dell'epoca quanto letale e liberticida per i diretti interessati.
Molto importante è altresì rilevare che tale risultato è stato conquistato non solo a colpi di carte bollate, ma tramite lo sforzo personale di quei coraggiosi militari e poliziotti che sono scesi in piazza a manifestare proprio davanti al Consiglio di Stato urlando lo slogan "non siamo cittadini di serie B". Ovviamente, spiace osservare che la maggior parte dei beneficiari della legge sia rimasta a casa ad osservare i pochi altruisti che, senza ricavarne un diretto vantaggio professionale, si sono sacrificati ed hanno lottato anche in nome e per conto loro. Ma questo è un altro discorso.
Tanto premesso, mi giunge sempre più spesso notizia che le amministrazioni ancora non intendano arrendersi ad applicare correttamente la legge e che, più o meno espressamente, abbiano deciso di non tener conto della predetta decisione del Consiglio di Stato.
Non solo. Le menti raffinatissime delle competenti direzioni generali hanno inventato lo stratagemma (francamente risibile) di dichiarare irricevibili le domande di trasferimento mancanti dei requisiti di continuità e di esclusività dell'assistenza, piuttosto che rigettarle, pensando così di ovviare al sicuro accoglimento di un ricorso al TAR. Ma anche tale desolante azione amministrativa, che rafforza la convinzione per cui una minoranza di militari e poliziotti lavorino ogni giorno al solo fine di rendere difficile la vita ai propri colleghi, è illegittima e può essere giudiziariamente sanzionata.
Quindi, al precipuo fine di tracciare le essenziali linee guida della materia e di rispondere alle numerose richieste di chiarimenti pervenutemi in questi mesi, espongo di seguito una sintetica illustrazione dei punti chiave della materia.
A chi si applica la legge. Il Consiglio di Stato ha chiarito che la legge n. 104/1992, ed in particolare l'articolo 33, così come modificato dall'articolo 24 della legge n. 183/2010, si applicano anche ai militari, alle forze dell'ordine ed ai vigili del fuoco. Il principio di specificità delineato dall'articolo 19 della legge n. 183/2010 non è ostativo all'applicazione diretta della legge.
Volontari in ferma prefissata. La legge n. 104/1992, contrariamente a quanto spesso sostenuto (a voce) dagli organi di vertice, si applica anche al personale non ancora transitato al servizio permanente, quindi possono beneficiarne anche i volontari in ferma prefissata.
Applicabilità immediata. La nuova legge 104/1992 è di immediata applicabilità. Pertanto, è irrilevante e non opponibile agli interessati che le rispettive amministrazioni non abbiano ancora provveduto a pubblicare circolari esplicative in materia. Chi si trova nelle condizioni di beneficiare dell'articolo 33 della legge 104/1992 (trasferimento di sede o permessi mensili) può presentare istanza ed i superiori hanno l'obbligo di riceverla e di evaderla.
Continuità ed esclusività. Come ha chiarito il Consiglio di Stato, il trasferimento di sede ed i permessi mensili spettano anche a colui che abbia altri parenti astrattamente idonei e disponibili ad assistere il congiunto disabile. Nemmeno è più necessario che il rapporto di assistenza sia già in atto, ben essendo possibile instaurarlo ex novo. L'unica condizione richiesta è che nessun altro parente fruisca già dei benefici in esame.
Gravità. Presupposto della concessione dei benefici in esame è che il congiunto sia stato dichiarato handicappato "in condizione di gravità", ai senso dell'articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992.
Organico. L'unica obiezione legittimamente opponibile dal'Amministrazione è la carenza di organico. Ovviamente, a tale obiezione deve corrispondere la realtà ed è quindi illegittimo l'eventuale diniego così motivato, ma contraddetto da trasferimenti di altri militari nella medesima sede di servizio.
Rifiuto di ricezione dell'istanza. Incorre nel reato di omissione di atti d'ufficio il superiore che rifiuta di ricevere e di inoltrare superiormente l'istanza di trasferimento o di godimento dei permessi mensili adducendo la mancata allegazione dell'elenco dei parenti del richiedente con l'indicazione delle ragioni per cui i medesimi non possono occuparsi del disabile. Il Consiglio di Stato, infatti, ha chiarito che non è più vigente il requisito dell'esclusività. Pertanto, il superiore che, entro trenta giorni dalla richiesta scritta di chi vi abbia interesse non compie l'atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a 2 milioni di lire. Siffatto rifiuto dell'istanza per asserita incompletezza dell'istanza è poi impugnabile al TAR entro 60 giorni dalla sua notifica.

 

giovedì 30 agosto 2012

Croce Rossa, occupata sede regionale in Umbria



Da stamattina, 30 agosto, la sede del comitato regionale della Cri, in via Fanti a Perugia, è stata occupata ad oltranza da un gruppo di lavoratori, sostenuti da Fp-Cgil e Fp-Cisl. Il prossimo 11 settembre scade infatti la convenzione tra Croce Rossa e Asl 2 per il trasporto dei pazienti dialitici e in mancanza di una proroga, i lavoratori attualmente in servizio, altamente professionalizzanti seppure precari, si ritroverebbero disoccupati.

“Questa mattina - spiega Fabio Stivala, rappresentante sindacale Fp-Cgil dei lavoratori della Croce Rossa - ho contattato personalmente il direttore Claudio Iocchi, chiedendogli un incontro ufficiale per chiarire le nostre prospettive e le intenzioni della Croce Rossa, ma lui non si è reso disponibile. Per questo abbiamo deciso l'occupazione ad oltranza della sede, fino a che non otterremo un tavolo ufficiale tra Croce Rossa e organizzazioni sindacali”.

Intanto, per il 6 settembre è in programma l'incontro tra Asl2 e parti sociali, incontro nel quale l'azienda sanitaria annuncerà probabilmente, nel caso in cui la Cri non riveda la sua posizione, il ricorso ad altri soggetti per continuare il servizio del trasporto dei dialitici. Un'ipotesi che penalizzerebbe fortemente i lavoratori precari della Cri e contro la quale si stanno impegnando le organizzazioni sindacali. Nei giorni scorsi, Fp-Cgil e Fp-Cisl hanno chiesto ufficialmente alla  presidente della giunta regionale e all’Ufficio di presidenza del Consiglio Regionale di “vigilare e intervenire nella  problematica e di mettere in campo ogni azione utile alla salvaguardia delle  professionalità e dell’occupazione dei lavoratori e delle  lavoratrici della Croce Rossa, che significa anche garanzia di qualità per i servizi dei cittadini”.


martedì 14 agosto 2012

Prorogato il termine per l'esercizio della delega per la riorganizzazione della Croce Rossa





 
povera Costituzione

 Lo scorso 9 agosto sulla Gazzetta Ufficiale n. 185 è stato pubblicato il testo della legge 7 agosto 2012, n. 131, di conversione in legge del decreto legge 79/2012 che, al comma 2 dell'articolo 1, proroga il termine per l'esercizio della delega per la riorganizzazione della Croce Rossa. Il decreto legge originario riguardava dei provvedimenti ritenuti urgenti per il Corpo dei vigili del fuoco ma nel corso dell'iter parlamentare ha raccolto una lunga serie di “esigenze” della partitocrazia che, a prescindere dalla loro estraneità alla materia oggetto della decretazione d'urgenza, sembrano essere solamente il pagamento di volgari mazzette”.

La norma sulla "Croce rossa italiana”, inserita al Senato con un emendamento del senatore Ceccanti (PD), è palesemente estranea alla materia oggetto della decretazione d'urgenza, e ha prorogato un termine già scaduto. Di questo avevo già scritto in un precedente articolo, così come in passato ho scritto più volte sulle stranezze della Croce rossa. Avevo anche scritto della scelta imposta a Giorgio dalla partitocrazia, cioè “se essere coerente con i propri richiami alla legalità oppure assecondare ancora una volta gli interessi della partitocrazia e le sue norme illegittime, con buona pace della Costituzione”. La promulgazione della Legge 131 mi conferma che l'Italia e gli Italiani non hanno più nessuna difesa contro le continue violazioni dello stato di diritto e dei diritti, che ormai è paragonabile a quello del ventennio fascista. 

E' quindi lecito domandare se il Presidente della Repubblica (Giorgio Napolitano già presidente della Camera dei deputati nell'XI Legislatura - subentrando nel 1992 a Oscar Luigi Scalfaro, salito al Quirinale - e ministro dell'Interno nel Governo Prodi I, nonché deputato dal 1953 al 1996 e senatore a vita dal 2005 - nominato da Carlo Azeglio Ciampi - fino alla sua elezione alla prima carica della Repubblica) nel momento di esercitare una delle sue due prerogative possibili in questo caso, scegliendo quella della promulgazione della legge, abbia forse e inspiegabilmente dimenticato la sua ultima lettera dello scorso 23 febbraio ai Presidenti del Parlamento con la quale li ha richiamati alla più scrupolosa osservanza dei principi costituzionali in merito all'ammissibilità degli emendamenti ai decreti legge.

Se così fosse allora è chiaro che il problema non è solo di natura istituzionale e quindi – probabilmente sollecitata proprio dai dipendenti della Croce rossa - toccherà nuovamente alla Corte Costituzionale dover ripristinare la legalità violata come ha già fatto in occasione della pronuncia della Sentenza n. 22 del 16 febbraio 2012. Già leggendo la sentenza della Corte Costituzionale è immediatamente evidente che Giorgio Napolitano come Presidente della Repubblica avrebbe potuto, e dovuto, chiedere alle Camere una nuova deliberazione e in questo caso il Parlamento avrebbe avuto tutto il tempo di riesaminare il testo censurato, considerando che il termine di 60 giorni per la conversione del decreto legge in legge sarebbe scaduto il prossimo 20 agosto.

Forse il periodo in cui il giovane Giorgio ha militato nel GUF (gruppo universitario fascista) ha inciso sul suo modo essere il garante della Costituzione, interpretandola. Una cosa è certa: questa poteva essere una buona occasione per dimostrare che la Costituzione viene prima degli interessi della partitocrazia (e delle loro ferie).

venerdì 10 agosto 2012

Croce Rossa.. Differimento di termine per l'esercizio della Delega Legislativa



Socio attivo CRI  F. Catapano
 DIFFERIMENTO DI TERMINE PER L'ESERCIZIO DI DELEGA LEGISLATIVA La legge 7 agosto 2012 , n. 131 ( promulgata dal Presidente della Repubblica ) di conversione del decreto-legge 20 giugno 2012, n. 79, reca misure urgenti per garantire la sicurezza dei cittadini, per assicurare la funzionalita' del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e di altre strutture dell'Amministrazione dell'interno, nonche' in materia di Fondo nazionale per il Servizio civile.
Differimento di termine per l'esercizio di delega legislativa. (12G0151).
L’art. 1 comma 2 recita: “Al fine di coordinare la riforma dell'associazione della Croce Rossa Italiana (CRI) con gli interventi per la funzionalita' del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e con il riordino del Servizio nazionale della protezione civile, nell'intento di realizzare un compiuto sistema nazionale di gestione delle emergenze, il termine di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 24 febbraio 2012, n.14, e'differito al 30 settembre 2012.”

Lo schema dell’Atto del Governo, sottoposto a parere parlamentare ( Atto Camera dei Deputati n. 491), è composto di 8 articoli così titolati: 
  • Art. 1 ( Trasferimento di funzioni alla costituenda Associazione della Croce Rossa italiana); 
  • Art. 2 ( Riordino della CRI fino alla liquidazione) ;
    Art. 3 (Disposizioni sui tempi e sulle modalità di applicazione delle disposizioni degli articoli 1 e 2); 
  • Art. 4 ( Patrimonio ); 
  • Art. 5 ( Corpi militari ausiliari delle Forze armate ); 
  • Art. 6 ( Personale ); 
  • Art. 7 ( Modalità di vigilanza sulla CRI e sull’Ente); 
  • Art. 8 ( Norme transitorie e finali ). 
Malgrado una attenta lettura dell’atto di Governo non si riesce ad individuare negli articoli citati disposizioni, che per la materia che trattano, possano connettersi con gli interventi per la funzionalità del Corpo nazionale dei VV.F ovvero con il riordino del Servizio nazionale della protezione civile “ nell'intento di realizzare un compiuto sistema nazionale di gestione delle emergenze “. Secondo il diritto costituzionale ( vedasi qualsiasi manuale ) in sede di promulgazione delle leggi il Presidente è tenuto a svolgere un controllo di costituzionalità e di merito ed ha il potere di rinviare la deliberazione alle Camere per un riesame. 
Forse è sfuggito agli Uffici della Presidenza della Repubblica di verificare se effettivamente esiste una connessione per materia tra gli atti normativi su citati.

mercoledì 8 agosto 2012

La Croce Rossa Italiana entra nel mirino dello Stato come ente da “chiudere”


Sono Rossano Alberto Rosso.

Ho servito e servo la Croce Rossa Italiana in vari ruoli: dal 1957 come socio; dal 1980 come dipendente militare e civile. Sono recentemente andato in pensione. Mi sento in dovere sia come socio di questa Associazione, che come dirigente sindacale, di portare a conoscenza di chi tiene ed ama l’Idea che in Italia è rappresentata ed organizzata nella Croce Rossa Italiana, alcuni pensieri che non posso più trattenere nel mio intimo.
Per molti sono il Comandante Rosso, il papà degli OPSA e delle altre attività speciali (per qualcuno, è bene segnalare che prima di servire in Croce Rossa ero un ardito incursore della Marina Militare Italiana, da cui mi derivano determinate ampie competenze). Sono anche il funzionario della CRI che di recente è stato condannato dal Tribunale dell’Aquila per appropriazione indebita in quanto, in nome e per conto della Croce Rossa Italiana, mi sarei appropriato di medicinali veterinari per il valore di 2.500 € ovviamente cosa non vera ma già utilizzata dalla “squadra di governo dell’Ente per screditarmi”; non tratterò oltre questo argomento, in quanto è in corso l’appello. Chi volesse acquisire ulteriori notizie sul sottoscritto o togliersi qualche curiosità, può cercare su internet.
Come avviene ciclicamente da decenni, nel 2012 torna in auge la “riforma della Croce Rossa Italiana”, Associazione di cui non è necessario approfondire storia e importanza.
Ma facciamo un passo indietro. Il Governo della Repubblica Italiana, con la superficialità che lo caratterizza da quando al potere sono saliti i sessantottini, individua un inaccettabile consumo di denaro e di risorse economiche in capo ad un ente pubblico privo di una specifica delega operativa alle dipendenze politiche del governo stesso.
La Croce Rossa Italiana entra nel mirino dello Stato come ente da “chiudere” in quanto consumatore di denaro così da ottemperare sia alle promesse elettorali che alle indicazioni dell’Europa.
Per portare a termine questo compito viene selezionato l’avvocato Francesco Rocca, giovane “rampante”, nonché uomo “di destra”.
La storia CRI dell’avv. Rocca inizia anni addietro, come candidato a direttore generale, poi accantonato dall’allora Presidente Nazionale e/o dal Governo che invece lo investono della reggenza di uno dei vari dipartimenti della CRI (ottima idea! In quella posizione, l’avvocato Rocca accumula un ingente tesoretto di informazioni preziose per le successive operazioni di revisione/demolizione).
Dopo una breve parentesi al Comune di Roma, dove Rocca viene trasferito “d’ufficio a domanda” dai politici in carica, il cursus honorum di Croce Rossa del nostro prosegue.
Quando il Governo sancisce il commissariamento dell’ente C.R.I., Rocca, guarda il caso, vi ritorna, ma stavolta in qualità di Commissario Straordinario (nazionale).
Mandato di Rocca: “eliminazione totale delle spese per la C.R.I.”.
La contestuale nomina a direttore generale della (vera o presunta tale) artefice della privatizzazione dell’ente Nazionale per i Tumori, tale dottoressa Patrizia Ravaioli, fuga ogni dubbio sulle le effettive intenzioni del governo circa le sorti della C.R.I..
Lo zelo e la fedeltà dell’avvocato Rocca alla missione (impossibile?) affidatagli sono ormai facilmente valutabili alla luce di una serie di azioni ed atteggiamenti che propongo di seguito, senza pretesa di esaustività.
Smantellamento del Corpo Militare:
attacco diretto all’immagine del personale del Corpo, blocco delle attività, annichilimento del personale e tutta una serie di azioni svolte in modo sportivo ed arbitrario per ridurre ed anzi sfaldare la compattezza del personale del Corpo ed, in particolare, ostracizzare il pluriqualificato personale in congedo.
Ripristino, da un lato, di quella nomenclatura che guarda al Corpo Militare come la branca di una forza armata, e dall’altro, allontanamento di quel personale militare che “sente” il Corpo Militare come parte integrante della C.R.I..
Ciò allo scopo precipuo di creare separazione tra i volontari militari da un lato e tutti gli altri volontari dall’altro, evidenziando, tra l’altro, solo le negatività del personale militare dipendente incaricato di compiti civili di istituto. Azione mitigata solo da alcuni interventi da parte del Ministero della Difesa.
Neutralizzazione del Corpo delle Infermiere Volontarie:
azione analoga a quella svolta per il C.M., ma diversamente approfondita in quanto la reazione da parte delle IIVV è stata immediata e massiccia ed inoltre la componente bersaglio è numericamente inferiore rispetto al C.M. ed a tutte le altre.
Anche in questo caso sono state svolte azioni tese prevalentemente ad allontanare dal Corpo delle II.VV. le persone giovani ed operative, così da ridurre l’importanza e l’attualità stessa del Corpo.
Imbavagliamento del Personale dipendente:
emarginazione del patrimonio direttivo dell’Associazione estromettendo e sostituendo anziani dirigenti profondi conoscitori dell’ente con giovani appena transitati al livello corrispondente (facilmente manipolabili) e con soggetti provenienti da enti locali ed altri enti pubblici. Demotivazione ed emarginazione dei cosiddetti “senatori”, quei dipendenti anziani profondi conoscitori dell’Associazione che avrebbero potuto contribuire “seriamente” ad una riforma e non ad una liquidazione. Smantellamento diretto e/o indiretto di attività di eccellenza nel settore sanitario socio-sanitario e dell’emergenza.
Ipnotizzazione dei Volontari, del Soccorso, Donatori di Sangue, Sezione Femminile, Pionieri:
demagogica e sistematicamente condotta strategia di “imbonimento” per convincerli che ogni sua iniziativa è esclusivamente animata da un nobile intento: “ridare la CRI ai volontari” quali unici titolari e proprietari.
Alcune delle tattiche utilizzate per costruire la suddetta immagine benemerita:
  • I giovani vengono misteriosamente posizionati fuori dal commissariamento e graziati del privilegio di una gestione autonoma e democratica. Quale migliore strategia per evitare di ritrovarsi con dei giovani che protestano? E ancora, massima cura nel soddisfare, o mostrare di soddisfare, tutte le loro aspirazioni; creandosi un velo di “verginità” con gli organismi internazionali; 
  • Inserimento di non-Volontari ai vertici della componente VdS e assegnazione agli stessi di tutte le attività di rilievo senza tener conto delle professionalità e di eventuali danni per l’ente; un esempio per tutti: i soccorsi speciali, un tempo attività di livello altissimo e immagine prestigiosa, sono oggi affidati a personaggi che palesemente non dispongono di provate capacità professionali di eccellenza; tutti i professionisti del settore, anche se volontari, sono stati emarginati con l’evidente obiettivo di ridurre l’efficacia e di conseguenza l’immagine della C.R.I.; 
  • esternalizzazione di aspetti formativi tradizionalmente vanto e prerogativa della Croce Rossa con la conseguente perdita del know how interno e soffocamento di molte attività che trovavano un riconoscimento normativo esterno; 
  • deliberato e sistematico “sterminio” di tutti i “personaggi” rilevanti a livello culturale e politico, nonché ferventi soci dell’Associazione.
Tutto ciò per abbattere l’immagine pubblica dell’Associazione, per impedire alle organizzazioni sindacali e agli organi di rappresentanza, di difendere lo status di ente pubblico dell’Associazione, per innalzare un
muro tra le istanze del personale dipendente e quelle del personale volontario, così che non vi sia un fronte unico e compatto.
Ritengo che i volontari in possesso di una discreta conoscenza dell’Associazione e del mondo della Croce Rossa a livello pubblico nazionale ed internazionale possano agevolmente rendersi conto che perdere totalmente lo status pubblico è un danno irreversibile al loro volontariato.
Non è vero che negli altri paesi la Croce Rossa è privata, non tutti i paesi dispongono di leggi che identificano l’ente pubblico che è una categoria giuridica squisitamente italiana.
Non è vero, come surrettiziamente e abbondantemente divulgato, che negli altri paesi la Croce Rossa non dispone di personale inquadrato come la forza armata per operare a fianco della stessa; piuttosto gli altri paesi, rispetto al nostro, non dispongono di un’unica normativa. Nella nostra normativa le stellette asseverano il personale allo status militare, ma questo è infine ben altro dall’essere Forza Armata (si vedano le Convenzioni di Ginevra).
Non è vero che gli organismi internazionali della Croce Rossa hanno intimato che la C.R.I. cessi di essere quanto prima un ente pubblico; hanno semplicemente preteso che la C.R.I. non perda la sua indipendenza e che non venga arbitrariamente commissariata per ragioni politiche. Anzi nella recente Conferenza Internazionale del Movimento della Croce e Mezzaluna Rossa le Società Nazionali sono state invitate a ricercare sempre di più lo status di ausiliarietà ai pubblici poteri e servizi.
Sfugge anche alla nostra competenza la ragione giuridica precipua che ha portato il Consiglio di Stato ad esprimere un parere che dichiara il patrimonio dell’ente Croce Rossa Italiana “non pubblico”, parere la cui logica conseguenza è che la Croce Rossa Italiana oggi non è affatto un ente pubblico, ma bensì un ente speciale. Un ente speciale che gode, per certe funzioni quali come la gestione del personale, la gestione amministrativa, ecc. delle prerogative di un ente pubblico, ma che ente pubblico non è! E quindi il Governo non può “svendere” il patrimonio della C.R.I. per “aggiustare” i danni creati dai vari commissari nominati dal Governo stesso!
E questo parere forse ci indica l’essenza della vera strada da percorrere, un percorso peraltro già tracciato nelle norme di legge che hanno preceduto queste ultime:
Un ente CRI con un contratto specifico per il personale civile (come i Vigili del Fuoco) che non sia legato ad alcun altro contratto collettivo di lavoro/o comparto legato ad una pianta organica tabellare di cui una parte sempre in tabella organica di status militare per i Servizi di Mobilitazione, con un’amministrazione mista, dove la periferia venga gestita in modalità privatistica e le parti regionali e centrali con funzioni pubbliche e di controllo, vale a dire il controllo sia sull’amministrazione periferica che sull’eventuale gestione di fondi pubblici.
Certo è, che se si lascia “mano libera” ad un giovane rampante che cerca un futuro politico, la Croce Rossa Italiana verrà sacrificata sull’altare quale offerta votiva per tale aspirante al successo.
Sarà forse il caso che il futuro della Croce Rossa Italiana venga, almeno per tentativo, tracciato da tutti coloro che sono la Croce Rossa Italiana. Certamente una commissione che veda tutti rappresentati, formulerebbe soluzioni equilibrate e giuridicamente corrette, nonché di pubblico interesse.
 
Rossano Alberto Rosso