Nella Croce Rossa Abruzzese avvengono delle irregolarità amministrativo-contabili. A denunciarle è il maresciallo Vincenzo Lo Zito, dipendente CRI, a compierle è la Presidente Maria Teresa Letta la quale ha anche provveduto al 2° Trasferimento per incompatibilità ambientale dello stesso. I fatti contestati dal maresciallo, toccano diverse sfere, dell’agire nella pubblica amministrazione ma attengono sempre alla stessa persona che vuole tutto sotto il suo controllo e la sua direzione.
STORIA DI ORDINARIA INGIUSTIZIA
La storia assurda del Maresciallo Lo Zito è in continua evoluzione e si cerca di aggiornarla continuamente.. i Provvedimenti dciplinari aumentano così come i Trasferimenti.. Il Blog contiene numerosissimi articoli e documenti scaricabili a prova dei fatti che vengono denunciati.. basta sfogliare le numerose pagine per rendersi cono...
BUONA LETTURA
domenica 27 giugno 2010
domenica 20 giugno 2010
La Croce Rossa Italiana tenta di mettere il bavaglio ad un dipendente che denuncia illeciti amministrativi
da : BlogZine di informazione Sporca Italia
Lui si chiama Vincenzo Lo Zito, dipendente della Croce Rossa Italiana da circa 26 anni (Maresciallo Capo del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana), colpevole di aver reso pubblici degli illeciti amministrativi dopo averli denunciati. La persona rea di questi illeciti pare che sia niente di meno che la sorella di Gianni Letta – Maria Teresa Letta – Presidente per l’appunto del Comitato Regionale CRI dell’Abruzzo. La Croce Rossa è la più famosa istituzione italiana nel mondo. La stessa Presidente Regionale Abruzzo, dopo le denunce di illeciti amministrativi effettuate dal Maresciallo Lo Zito, ha chiesto ed ottenuto dalla Sede Centrale CRI di Roma, il trasferimento per “incompatibilità ambientale” del medesimo maresciallo dalle sedi territoriali della CRI abruzzese. I fatti contestati dal maresciallo, toccano diverse sfere, dell’agire nella pubblica amministrazione, ma attengono sempre alla stessa persona che vuole tutto sotto il suo controllo e la sua direzione. Ricorda un po’ un suo amico di famiglia che sta tentando di fare la stessa cosa con la Repubblica italiana e i suoi cittadini.
sabato 19 giugno 2010
La trasparenza del Fondo di Solidarietà per il Maresciallo Vincenzo Lo Zito
Da : Gli Amici di Beppe Grillo RomaQuesto è un invito rivolto a tutti per una piccola/grande azione da fare ora! Gli Amici di Beppe Grillo Roma hanno promosso e sostengono il fondo di solidarietà per contribuire alle spese legali del nostro "amico" Vincenzo Lo Zito. Molti di voi già sapranno che Vincenzo è un militare che sta portando avanti una battaglia di legalità nel suo posto di lavoro in abruzzo, la Croce Rossa Italiana, al cui vertice regionale c'è Maria Teresa Letta (sorella di Gianni Letta).
Alle donazioni pervenute ne vanno aggiunte due effettuate a mezzo Bonifico Bancario da:
Giovanni di Nino € 300,00
Gennaro Gallo € 50,00
domenica 6 giugno 2010
Sparare sulla Croce Rossa.....
Dal Blog di Beppe Grillo
(clicca per visionare il filmato)
A causa di un legittimo impedimento...l'udienza è stata rinviata al 23 giugno 2010 alle ore 11:30,
Il Maresciallo capo Lo Zito Vincenzo ha provveduto inoltre a sostituire il proprio Avvocato difensore.....
Beppe Grillo si Interessa alla vicenda
del Maresciallo capo
Vincenzo Lo Zito
(clicca per visionare il filmato)
A causa di un legittimo impedimento...l'udienza è stata rinviata al 23 giugno 2010 alle ore 11:30,
Il Maresciallo capo Lo Zito Vincenzo ha provveduto inoltre a sostituire il proprio Avvocato difensore.....
Beppe Grillo si Interessa alla vicenda
del Maresciallo capo
Vincenzo Lo Zito
I fatti riportati dagli Amici di Beppe Grillo di Roma sulla gestione della Croce Rossa da parte di Maria Teresa Letta, sorella di Gianni Letta, sono lo specchio di un collasso morale. I tribunali della Repubblica giudicheranno.
Il blog seguirà il processo verso chi ha sporto denuncia (?), il Maresciallo Lo Zito, dalla sua prima udienza, il 12 maggio. Muto doveva stare!
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
"Caro Beppe,
oggi ti vogliamo raccontare una storia di mala gestione della cosa pubblica e di come, denunciare questi illeciti, porti conseguenze solo a chi li denuncia e non a chi li commette!
Abbiamo conosciuto qualche tempo fa il maresciallo capo Vincenzo Lo Zito, funzionario amministrativo della Croce Rossa Italiana. La Croce Rossa non è, come la maggior parte delle persone pensa, un Ente benefico privato, ma bensì un Ente pubblico finanziato attraverso i contributi che ogni anno i Ministeri preposti erogano. Quindi parliamo di soldi nostri.
La Croce Rossa, come tutti gli Enti pubblici, ha un Organo politico che ha compiti di indirizzo (obiettivi) ed un Organo amministrativo con relativa struttura, che organizza e gestisce le attività volte al raggiungimento di tali obiettivi. Organi e competenze ben separate, quindi l'Organo politico NON può e NON deve entrare nella gestione amministrativa e men che meno può gestire risorse e denaro.
Questo Ente, come noto, è presente su tutto il territorio nazionale e per il perseguimento delle relative finalità si serve di personale civile, personale militare e volontari (vi sono in tutto 7 componenti volontaristiche all’interno della CRI, con rispettive “poltrone” in ambito nazionale, regionale, provinciale e comunale. Lascio a te ogni considerazione al riguardo!).
Il Maresciallo capo Lo Zito fa parte del Corpo Militare della Croce Rossa e, fino all’11 agosto 2008 , era in forza presso il Comitato Regionale CRI dell’Abruzzo, con compiti di gestione amministrativa del medesimo Comitato. Durante la sua attività ha rilevato che l’allora Presidente, ora Commissario del Comitato Regionale CRI, Prof.ssa Maria Teresa Letta, sorella del più
famoso Gianni Letta, non svolgeva la sua funzione in modo conforme alla legge e ai regolamenti, occupandosi quest’ultima anche di attività prettamente amministrativa, tra cui la gestione autonoma e tutt’altro che trasparente del denaro pubblico con rispettivi conti correnti gestiti a sua firma.
Inoltre veniva riscontrata l’assenza dei libri contabili presso la sede CRI, la mancata istituzione del registro delle Ordinanze Commissariali e delle Determinazioni Direttoriali, l’assenza del partitario delle fatture sia attive che passive presso la sede CRI, la scarsa chiarezza sul patrimonio immobiliare CRI e relativo utilizzo, la gestione personale di un proprio protocollo diverso da quello ufficiale, la presenza di carta intestata riportante un numero di fax non corrispondente a quello della sede Regionale CRI, e chi più ne ha, più ne metta, attività perpetrate dalla Letta, in totale contrasto con la carica politica rivestita!
Peraltro il Maresciallo aveva anche fatto presente che la stessa Letta rivestiva un doppio incarico, in quanto oltre ad essere Presidente del Comitato Regionale CRI Abruzzo, era anche responsabile amministrativa del Comitato Locale CRI di Avezzano, cioè controllato e controllore erano la stessa persona!
Il Maresciallo, da bravo servitore dello Stato, inizialmente ha provveduto a fare le dovute segnalazioni presso i competenti Organi della sede Centrale CRI di Roma, alle quali è seguita un’ispezione da parte di tre componenti del Collegio dei Revisori dei Conti, che si è conclusa con un pranzo di questi ultimi con la stessa Maria Teresa Letta!
Vista la situazione, il Maresciallo ha reso pubblico “l’esito” di tale ispezione e si è ritrovato querelato per calunnia, non solo dai suddetti tre revisori, ma da ben 7 membri dello stesso collegio!!!
Tutte le persone che nel frattempo hanno provato a “riorganizzare” la gestione del Comitato Regionale Abruzzo, sono state puntualmente rimosse (ben tre Direttori Regionali). Anche il Maresciallo Lo Zito è stato trasferito a circa 300 km dalla sua abitazione (Comitato di Assisi), nonostante il parere contrario espresso dal collegio medico militare della CRI (in quanto nel frattempo, a causa di tutto lo stress conseguente a tale situazione, il Maresciallo ha avuto un infarto con l’applicazione di tre bypass).
Per tutte le “irregolarità” amministrative riscontrate, il Maresciallo Lo Zito ha anche investito la Corte dei Conti della Procura Regionale L’Aquila e della Procura Generale di Roma, ma senza alcun risultato! Insomma, tutto è rimasto immutato, anzi no … qualcosa è cambiato, ma a carico del Maresciallo Lo Zito, per il quale è stato richiesto dal Commissario Straordinario della CRI, Avv. Francesco Rocca, l’avvio di ben due provvedimenti disciplinari di Stato ed in più, il 12 maggio prossimo, subirà il processo presso la Procura di Roma, per la querela fattagli dai revisori dei conti!
Ah, dimenticavamo, anche il Colonnello Roberto Orchi (Ispettore Nazionale del Corpo Militare CRI) è stato rimosso dall’incarico, per aver ritenuto di non dover dare avvio al primo provvedimento disciplinare di Stato nei confronti del Maresciallo!
Inutile dirti che anche gli altri dipendenti della CRI, che hanno segnalato delle “irregolarità” gestionali presso sedi diverse da quelle abruzzesi, sono stati rimossi, demansionati e puniti con provvedimenti disciplinari!
Noi chiaramente non lasceremo sole queste persone, e saremo presenti durante il processo che si terrà il 12 maggio nei confronti del Maresciallollo Vincenzo Lo Zito. Faremo in modo di far sentire, in maniera pacifica, tutta la nostra indignazione per quanto avviene nella CRI!
Beppe, niente di nuovo sotto al cielo, ma per quanto tempo ancora potremo continuare a sopportare tutto questo in maniera pacifica?"
Amici di Beppe Grillo di Roma
Il blog seguirà il processo verso chi ha sporto denuncia (?), il Maresciallo Lo Zito, dalla sua prima udienza, il 12 maggio. Muto doveva stare!
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
"Caro Beppe,
oggi ti vogliamo raccontare una storia di mala gestione della cosa pubblica e di come, denunciare questi illeciti, porti conseguenze solo a chi li denuncia e non a chi li commette!
Abbiamo conosciuto qualche tempo fa il maresciallo capo Vincenzo Lo Zito, funzionario amministrativo della Croce Rossa Italiana. La Croce Rossa non è, come la maggior parte delle persone pensa, un Ente benefico privato, ma bensì un Ente pubblico finanziato attraverso i contributi che ogni anno i Ministeri preposti erogano. Quindi parliamo di soldi nostri.
La Croce Rossa, come tutti gli Enti pubblici, ha un Organo politico che ha compiti di indirizzo (obiettivi) ed un Organo amministrativo con relativa struttura, che organizza e gestisce le attività volte al raggiungimento di tali obiettivi. Organi e competenze ben separate, quindi l'Organo politico NON può e NON deve entrare nella gestione amministrativa e men che meno può gestire risorse e denaro.
Questo Ente, come noto, è presente su tutto il territorio nazionale e per il perseguimento delle relative finalità si serve di personale civile, personale militare e volontari (vi sono in tutto 7 componenti volontaristiche all’interno della CRI, con rispettive “poltrone” in ambito nazionale, regionale, provinciale e comunale. Lascio a te ogni considerazione al riguardo!).
Il Maresciallo capo Lo Zito fa parte del Corpo Militare della Croce Rossa e, fino all’11 agosto 2008 , era in forza presso il Comitato Regionale CRI dell’Abruzzo, con compiti di gestione amministrativa del medesimo Comitato. Durante la sua attività ha rilevato che l’allora Presidente, ora Commissario del Comitato Regionale CRI, Prof.ssa Maria Teresa Letta, sorella del più
famoso Gianni Letta, non svolgeva la sua funzione in modo conforme alla legge e ai regolamenti, occupandosi quest’ultima anche di attività prettamente amministrativa, tra cui la gestione autonoma e tutt’altro che trasparente del denaro pubblico con rispettivi conti correnti gestiti a sua firma.Inoltre veniva riscontrata l’assenza dei libri contabili presso la sede CRI, la mancata istituzione del registro delle Ordinanze Commissariali e delle Determinazioni Direttoriali, l’assenza del partitario delle fatture sia attive che passive presso la sede CRI, la scarsa chiarezza sul patrimonio immobiliare CRI e relativo utilizzo, la gestione personale di un proprio protocollo diverso da quello ufficiale, la presenza di carta intestata riportante un numero di fax non corrispondente a quello della sede Regionale CRI, e chi più ne ha, più ne metta, attività perpetrate dalla Letta, in totale contrasto con la carica politica rivestita!
Peraltro il Maresciallo aveva anche fatto presente che la stessa Letta rivestiva un doppio incarico, in quanto oltre ad essere Presidente del Comitato Regionale CRI Abruzzo, era anche responsabile amministrativa del Comitato Locale CRI di Avezzano, cioè controllato e controllore erano la stessa persona!
Il Maresciallo, da bravo servitore dello Stato, inizialmente ha provveduto a fare le dovute segnalazioni presso i competenti Organi della sede Centrale CRI di Roma, alle quali è seguita un’ispezione da parte di tre componenti del Collegio dei Revisori dei Conti, che si è conclusa con un pranzo di questi ultimi con la stessa Maria Teresa Letta!
Vista la situazione, il Maresciallo ha reso pubblico “l’esito” di tale ispezione e si è ritrovato querelato per calunnia, non solo dai suddetti tre revisori, ma da ben 7 membri dello stesso collegio!!!
Tutte le persone che nel frattempo hanno provato a “riorganizzare” la gestione del Comitato Regionale Abruzzo, sono state puntualmente rimosse (ben tre Direttori Regionali). Anche il Maresciallo Lo Zito è stato trasferito a circa 300 km dalla sua abitazione (Comitato di Assisi), nonostante il parere contrario espresso dal collegio medico militare della CRI (in quanto nel frattempo, a causa di tutto lo stress conseguente a tale situazione, il Maresciallo ha avuto un infarto con l’applicazione di tre bypass).
Per tutte le “irregolarità” amministrative riscontrate, il Maresciallo Lo Zito ha anche investito la Corte dei Conti della Procura Regionale L’Aquila e della Procura Generale di Roma, ma senza alcun risultato! Insomma, tutto è rimasto immutato, anzi no … qualcosa è cambiato, ma a carico del Maresciallo Lo Zito, per il quale è stato richiesto dal Commissario Straordinario della CRI, Avv. Francesco Rocca, l’avvio di ben due provvedimenti disciplinari di Stato ed in più, il 12 maggio prossimo, subirà il processo presso la Procura di Roma, per la querela fattagli dai revisori dei conti!
Ah, dimenticavamo, anche il Colonnello Roberto Orchi (Ispettore Nazionale del Corpo Militare CRI) è stato rimosso dall’incarico, per aver ritenuto di non dover dare avvio al primo provvedimento disciplinare di Stato nei confronti del Maresciallo!
Inutile dirti che anche gli altri dipendenti della CRI, che hanno segnalato delle “irregolarità” gestionali presso sedi diverse da quelle abruzzesi, sono stati rimossi, demansionati e puniti con provvedimenti disciplinari!
Noi chiaramente non lasceremo sole queste persone, e saremo presenti durante il processo che si terrà il 12 maggio nei confronti del Maresciallollo Vincenzo Lo Zito. Faremo in modo di far sentire, in maniera pacifica, tutta la nostra indignazione per quanto avviene nella CRI!
Beppe, niente di nuovo sotto al cielo, ma per quanto tempo ancora potremo continuare a sopportare tutto questo in maniera pacifica?"
Amici di Beppe Grillo di Roma
domenica 30 maggio 2010
Il Commissario straordinario della Croce Rossa Italiana su La7
lunedì 17 maggio 2010
Croce Rossa Italiana : Giornata Mondiale e Nuova Interrogazione Parlamentare

Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-07060
presentata da Interrogazione a risposta scritta 4-07060
MAURIZIO TURCO
mercoledì 5 maggio 2010, seduta n.317
mercoledì 5 maggio 2010, seduta n.317
MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro della difesa, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:nei giorni 8 e 9 maggio 2010 a Roma presso il Circo Massimo, si svolgeranno le celebrazioni per la giornata mondiale della Croce rossa e della Mezzaluna rossa, con il dispiegamento di strutture sanitarie, attrezzature e mezzi;
recentemente la stampa nazionale si è occupata della Croce rossa italiana con puntuali riferimenti alla mancanza di trasparenza nella gestione amministrativa e alla cattiva gestione di fondi pubblici -:
quanto personale, strutture e mezzi saranno impegnati per le celebrazioni in premessa, per quanto tempo e quale sia la previsione di spesa;
se i Ministri interrogati non ritengano più opportuno destinare le risorse economiche stanziate per detti festeggiamenti per il risanamento del debito o per le esigenze del Corpo militare. (4-07060)
Clicca per visionare l'interrogazione Parlamentare

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venerdì 7 maggio 2010
Processo al Maresciallo della Croce Rossa Lo Zito: il 12 maggio udienza preliminare, rinviata al 23 Giugno e successivamente al 13 Ottobre 2010

di Dedora Aru e Luca Rinaldi
“Per quanto riguarda i revisori anche questi essere immondi mi hanno fatto delle pressioni per desistere dalle denunce e fare domanda di trasferimento. Mi fanno vomitare e spero si arrivi a soluzione…. Forza ragazzi, facciamoci sentire…”. Questo commento potrebbe costare al Maresciallo Capo della Croce Rossa Italiana Vincenzo Lo Zito ben due anni di carcere.
Il Maresciallo Capo
Vincenzo Lo Zito
clicca sulla foto per visionare
Il 12 maggio, presso il tribunale di Roma alle 10:00 ci sarà l’udienza preliminare per il rinvio a giudizio del maresciallo con l’accusa di diffamazione e calunnia con l’aggravante di aver commesso il fatto contro un pubblico ufficiale.
I Querelanti infatti sono Duilio Luttazzi, Riccardo Monaco, Giuseppe Suppa, Giuseppe Bilancia, Fabio Italia, Corrado Perazzoli e Romolo Reboa, tutti componenti del Collegio dei revisori della Croce Rossa Italiana.
L’odissea di Lo Zito inizia nel 2008. Svolgendo alcune verifiche sulla documentazione amministrativo-contabile del comitato abruzzese presieduto dalla professoressa Maria Teresa Letta
(sorella del braccio destro di Silvio Berlusconi, Gianni Letta, e zia del deputato PD Enrico Letta),
(sorella del braccio destro di Silvio Berlusconi, Gianni Letta, e zia del deputato PD Enrico Letta),il maresciallo della CRI avrebbe riscontrato delle anomalie di gestione. Il militare ha immediatamente provveduto a segnalare quanto rilevato ai vertici di Croce Rossa e, successivamente, alle Procure de L'Aquila e Campobasso, nonché alla Corte dei Conti. Secondo la ricostruzione del Maresciallo, il 14 marzo 2008, il Comitato Centrale della Croce Rossa Italiana, decide di inviare un’ispezione Amministrativa da parte del Collegio Unico dei Revisori dei Conti per verificare quanto da lui denunciato. Come da prassi, è stata prodotta tutta la documentazione necessaria a dimostrare le irregolarità rilevate. “Vi erano - dichiara Lo Zito - i mandati di pagamento firmati senza alcun titolo dalla Prof.ssa Maria Teresa Letta, nonostante in sede fosse sempre stata presente la figura del direttore Regionale e di un funzionario amministrativo abilitato a questa funzione”. Nel verbale delle dichiarazioni rilasciate ai Carabinieri, Lo Zito inoltre afferma: “Luttazzi cercò di farmi capire di far finta di niente per non ingigantire la situazione, consigliandomi anche di farmi trasferire in una sede dove potevo stare più tranquillo”.
Il maresciallo racconta che nel visionare i documenti, i tre revisori (Luttazi, Monaco e Suppa) rilevano le anomalie denunciate, ma nel frattempo era giunta l’ora del pranzo. Luttazi viene chiamato dai colleghi per andare a mangiare. L'invito a pranzo, dichiara Lo Zito, è della stessa Letta. Fabrizio Forconi, autista dei revisori, sentito dai carabinieri a questo proposito dichiara: “Ricordo che verso le 13:00 circa accompagnai dette persone [Luttazzi, Monaco e Suppa ndr] a pranzo presso un ristorante dell’Aquila. 
In quell’occasione vennero presso il ristorante, a bordo di un altro mezzo, anche due donne, una dimostrava circa 60 anni e l’altra 40 circa, ma non so indicare chi fossero”. Lo Zito afferma che i revisori hanno fatto ritorno presso il comitato alle 15:00 comunicandogli che, data l’ora tarda, dovevano rientrare a Roma, ma che sarebbero tornati entro pochi giorni. “A tutt’oggi –conclude lo Zito- non ho notizia del risultato dell’ispezione”.

In quell’occasione vennero presso il ristorante, a bordo di un altro mezzo, anche due donne, una dimostrava circa 60 anni e l’altra 40 circa, ma non so indicare chi fossero”. Lo Zito afferma che i revisori hanno fatto ritorno presso il comitato alle 15:00 comunicandogli che, data l’ora tarda, dovevano rientrare a Roma, ma che sarebbero tornati entro pochi giorni. “A tutt’oggi –conclude lo Zito- non ho notizia del risultato dell’ispezione”.
Nell’estate dello stesso anno, il maresciallo rilascia un’intervista al blog del reporter Stefano Salvi (anch’esso querelato con l’accusa di concorso di reato), in cui racconta quanto già dichiarato ai carabinieri. 

Il 12 luglio del 2008 Lo Zito scrive il commento incriminato sotto il video dell’intervista e il 17 ottobre riceve la querela, non per quanto ha raccontato, bensì per le frasi utilizzate. E a querelarlo non sono stati solo i tre revisori presenti all’ispezione, ma tutto il Collegio.
La vicenda della Croce Rossa Italiana è una storia condita da nomi e cognomi che periodicamente si presentano nel panorama delle cronache italiane. Non è un caso infatti che l'avvocato Romolo Reboa, uno dei componenti del Collegio Unico dei revisori della Croce Rossa Italiana che ha querelato il Maresciallo, porti l'occhio lontano dalla querelle Lo Zito-Letta. L’avvocato si è unito ai tre colleghi nell’azione penale contro Lo Zito, pur essendo estraneo ai fatti raccontati.
Ma Reboa è coinvolto anche in un’altra vicenda: il 5 maggio è stato condannato in primo grado a un anno nel processo Laziogate. Insieme a lui sono stati condannati anche l'ex presidente della Regione Lazio, Francesco Storace (un anno e mezzo) e altre sei persone. Il reato è quello di essere entrati, nel marzo del 2005 tramite i computer di Laziomatica, nel sistema informatizzato dell'anagrafe per boicottare, attraverso la sottoscrizione di firme false, la lista Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini nelle regionali del Lazio.
Ma Reboa è coinvolto anche in un’altra vicenda: il 5 maggio è stato condannato in primo grado a un anno nel processo Laziogate. Insieme a lui sono stati condannati anche l'ex presidente della Regione Lazio, Francesco Storace (un anno e mezzo) e altre sei persone. Il reato è quello di essere entrati, nel marzo del 2005 tramite i computer di Laziomatica, nel sistema informatizzato dell'anagrafe per boicottare, attraverso la sottoscrizione di firme false, la lista Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini nelle regionali del Lazio.
Il nome dell’avvocato Reboa porta poi dritti in Sicilia verso un'altra storia di Croce Rossa, dove si sta assistendo alla liquidazione di una società di cui Reboa è presidente del Collegio Sindacale: la Si.Se SpA (Siciliana Servizi di Emergenza), società in house della Croce Rossa Italiana (che possiede il 100% delle sue azioni) nata nel 2002 e titolare del 118 in Sicilia. Quello della Si.Se SpA si presenta come uno dei grandi giocattoli di Croce Rossa sotto stretta osservazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze e della Corte dei Conti.
Si tratta di una gestione personalizzata e “feudale”, come hanno riportato alcuni organi di stampa locale, con il solito vizio tutto italiano dove controllati e controllori coincidono nel più classico dei disegni del conflitto d'interesse. Non è un caso infatti che gli amministratori della Si.Se. siano anche all'interno del comitato Regionale CRI siciliano.
Le ispezioni sulla Si.Se e sul sistema del 118 in Sicilia risalgono al 2006. Fu proprio il Ministero dell'Economia a puntare la lente d'ingrandimento sugli sprechi in Sicilia targati Si.Se./CRI col placet della giunta regionale. Recentemente la Corte dei conti ha contestato un danno erariale di 39 milioni di euro a tutta la giunta guidata da Salvatore Cuffaro e a sette componenti della commissione sanità dell'Assemblea Regionale Siciliana. Il fatto risale al 20 settembre 2005 quando la giunta decise di “allargare il parco ambulanze del 118, determinando un 'ingiustificato' aumento dei costi”. 64 nuove ambulanze e innalzamento da 10 a 12 soccorritori per ambulanza. Principalmente queste le decisioni dell'allora Assessore alla sanità Giovanni Pistorio (promosso Senatore al termine del mandato della giunta Cuffaro) che attirarono l'attenzione dei magistrati contabili. A indagini concluse, come si legge dagli atti, si constata come quel 118 “gonfiato” fosse in realtà necessario per fare posto a un esercito di autisti-soccorritori da piazzare in piena campagna elettorale per le regionali del 2006. La Corte dei Conti ha invitato i coinvolti a fornire giustificazioni prima di un eventuale processo.
Nel 2005 la società opera anche un'assunzione illustre: è quella di Salvatore Stefio, l'uomo rapito in Iraq con Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Fabrizio Quattrocchi (che fu ucciso) nel 2004. Al suo ritorno in Italia è pronto un posto in Croce Rossa in tandem con la moglie, nonostante le sue esperienze più rilevanti si ebbero presso la “Presidium”, società che si occupava di servizi di sicurezza di proprietà dello stesso Stefio e del socio Giampiero Spinelli. L'obiettivo della Presidium era la “Volontà di resistenza contro coloro che minacciano la visione occidentale di sviluppo e democrazia”. Di sicuro una buona collocazione per un personaggio che si definisce un “consulente per la sicurezza. Nazionalista e Cristiano”, di certo non un curriculum da dipendente impiegato della Croce Rossa. Arriva l'assunzione presso la struttura della Si.Se. Qualcuno parla di “assunzione clientelare” come il presidente dell'Anpas – l'associazione per la pubblica assistenza – Emilio Pomo. Successivamente Stefio verrà rinviato a giudizio presso la procura di Bari. Secondo l'accusa il nuovo dipendente crocerossino con la complicità di Giampiero Spinelli arruolò e inviò per la Presidium Corporation i tre compagni in Iraq “affinché militassero in favore di Forze armate anglo-americane, in contrapposizione a gruppi armati stranieri”. Il tutto in cambio di denaro. I giudici di Bari contestano infatti il reato di “arruolamenti o armamenti non autorizzati a servizio di uno Stato estero”. Intanto Salvatore Stefio prosegue la sua attività presso la Si.Se. e lo farà sicuramente fino alla fine del processo, ma in Croce Rossa di certi personaggi non fanno più rumore indipendentemente dalla loro storia. Basti ricordare Paolo Pizzonìa ex membro dei NAR condannato a sei anni per banda armata e altri reati, oggi braccio destro del commissario nazionale Rocca.
La Si.Se è oggi in liquidazione e dal 1 giugno dovrebbe essere sostituita dalla Seus: il rinnovo del tutto e il cambio del nulla, perché gli sprechi della Si.Se difficilmente verranno contenuti dalla nuova società che rimane un'autentica gallina dalle uova d'oro. Inoltre alla Seus si aggiungeranno alle nuove assunzioni almeno 500 dipendenti Si.Se. che passeranno automaticamente nella nuova società senza concorso pubblico inficiando così quell'obbligo di trasparenza, efficienza e legalità che dovrebbero contraddistinguere un ente come la Croce Rossa Italiana. Il personale in eccesso della Si.Se pesa sulla nuova società che dal primo giugno prenderà in mano il 118 nell'isola, così come quegli 80 milioni che il commissario nazionale della Croce Rossa Francesco Rocca si aspetta di incassare dalla regione tramite l'attuale assessore alla sanità Russo.
L'udienza prima riviata al 23 Giugno è stata successivamente fissata il 13 Ottobre 2010
L'udienza prima riviata al 23 Giugno è stata successivamente fissata il 13 Ottobre 2010
mercoledì 5 maggio 2010
LAZIOGATE: CONDANNATI STORACE E ALTRI 7. Anche uno dei Revisori dei Conti della Croce Rossa Codannato...
Il giudice Maria Bonaventura ha inflitto un anno di reclusione all'ex direttore di Laziomatica (ora Lait spa) Mirko Maceri, all'investigatore privato Pierpaolo Pasqua, all'avvocatoRomolo Reboa,
e a Nicola Santoro, figlio del magistrato della commissione elettorale presso la corte d'appello di Roma che escluse Alternativa Sociale dalle elezioni. Otto mesi di reclusione per l'allora vicepresidente del consiglio comunale per An, Vincenzo Piso (l'unico per il quale la procura aveva chiesto l'assoluzione), e Tiziana Perreca, ex collaboratrice dello staff di Storace. Assoluzione, invece, con la formula 'per non aver commesso il fatto', per Daniele Caliciotti (difeso da Nicola Capozzoli), l'ex dipendente di Laziomatica, per il quale il pm aveva sollecitato la condanna a un anno. A tutti i condannati sono state concesse le attenuanti generiche, oltre alla sospensione della pena e alla non menzione
http://www.agi.it/news/notizie/201005051148-cro-rt10088-laziogate_condannati_storace_e_altri_7_un_assoluzione_2
La dichiarazione a caldo dell Avv. Romolo Reboa (nella foto)
è stata la seguente.....
:Condannato per aver fatto il mio dovere.
http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2010/05_maggio/05/laziogate_avvocato_reboa_condannato_per_aver_fatto_mio_dovere,24171794.html
A L L U C I N A N T E
DA CHE PULPITO
VIENE LA PREDICA
L'assurdo della storia è che l'Avv. ROMOLO REBOA è uno dei Revisori dei Conti della Croce Rossa Italiana, in tutto 7 (sette) che hanno avuto l'ardire di Querelarmi per CALUNNIA, dopo che ho reso pubblici i fatti relativi all'Ispezione Amministrativa che c'è stata il 14 Marzo 2008 presso il Comitato Regionale Abruzzo in seguito alla denuncia da parte mia sugli Illeciti Amministrativi commessi dalla Presidente Maria Teresa Letta e che sospendevano la verifica per andarsene a pranzo con la stessa Presidente Maria Teresa Letta senza più tornare ad operare..DA CHE PULPITO
VIENE LA PREDICA
COMPRENDO LA SUA AFFERMAZIONE SIG. REBOA ...... LE DA FASTIDIO UNA SIMILE CONDANNA VERO?
E ALLORA NON CAPISCO PER QUALE MOTIVO CERCATE DI FARMELA DARE ANCHE A ME NONOSTANTE L'EVIDENZA DEI FATTI SULLA MIA INNOCENZA !!
...parlando di responsabilità, si ricorda che "Non nuocere" è il principio dell'etica, mentre "Non nuocere all'altro" è il principio della giustizia.
Nel Vangelo di Matteo troviamo la famosa regola aurea:
"Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te"
Allora la domanda sorge spontanea:
Perchè accanirsi contro chi svolge solo il proprio dovere e non intervenire su chi commette gli illeciti?
Ci sarà forse una regia dietro a tutto questo?
Il 12 Maggio alle ore 10:00 presso
il Tribunale di Roma Piazzale Clodio ..
si terrà l'udienza che vede imputato il
Maresciallo Capo Vincenzo Lo Zito
il Tribunale di Roma Piazzale Clodio ..
si terrà l'udienza che vede imputato il
Maresciallo Capo Vincenzo Lo Zito
venerdì 30 aprile 2010
Don Chisciotte..
Non c'è vendetta più bella di quella che gli altri
infliggono al tuo nemico......
Ha persino il pregio di lasciarti la parte del generoso.....
infliggono al tuo nemico......
Ha persino il pregio di lasciarti la parte del generoso.....
questo sia ben chiaro >>>>>>
venerdì 23 aprile 2010
CROCE ROSSA A PICCO tra sprechi e scandali
IL CASO :
Le 5 cariche di vertice assorbono da sole oltre
UN MILIONE di euro l'anno..
Le 5 cariche di vertice assorbono da sole oltre
UN MILIONE di euro l'anno..
I volontari si chiedono come sia possibile che un'associazione come la Cri che riceve contributi ed agevolazioni statali, donazioni, lasciti, elargizioni, il 5 per mille, le quote associative, sponsorizzazioni e che, soprattutto, puo' contare sull'operato gratuito di 200mila persone, abbia potuto accumulare un enorme buco di bilancio
domenica 18 aprile 2010
Laziogate, chiesti due anni per l'ex presidente Storace......
da: La Repubblica Roma.it
Chiesta la condanna per l'ex presidente della Regione Francesco Storace e altre 8 persone coinvolte a vario titolo nel cosiddetto "Laziogate". La vicenda giudiziaria è quella relativa al presunto accesso, avvenuto nel marzo
del 2005, tramite i computer di Laziomatica, al sistema informatizzato dell'anagrafe capitolina per boicottare alla competizione elettorale regionale del Lazio, tramite la sottoscrizione di firme false, la lista Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini.
In particolare la procura ha formulato le seguenti richieste di condanne: due anni di reclusione per Storace, tre anni e sei mesi per l'allora portavoce di Storace, Nicolò Accame, tre anni per l'ex direttore tecnico di Laziomatica (oggi Lait spa) Mirko Maceri, 2 anni e due mesi per l'investigatore privato Pierpaolo Pasqua, due anni per Tiziana Perreca, persona vicina all'entourage di Storace, Nicola Santoro (figlio del giudice che decretò l'esclusione di
Alternativa Sociale dalle amministrative del 2005) e per
l'Avvocato
Romolo Reboa
(clicca sul nome per il curriculum vitae)
componente del
Collegio Unico dei Revisori dei Conti
della Croce Rossa Italiana
Chiesta la condanna per l'ex presidente della Regione Francesco Storace e altre 8 persone coinvolte a vario titolo nel cosiddetto "Laziogate". La vicenda giudiziaria è quella relativa al presunto accesso, avvenuto nel marzo
del 2005, tramite i computer di Laziomatica, al sistema informatizzato dell'anagrafe capitolina per boicottare alla competizione elettorale regionale del Lazio, tramite la sottoscrizione di firme false, la lista Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini. In particolare la procura ha formulato le seguenti richieste di condanne: due anni di reclusione per Storace, tre anni e sei mesi per l'allora portavoce di Storace, Nicolò Accame, tre anni per l'ex direttore tecnico di Laziomatica (oggi Lait spa) Mirko Maceri, 2 anni e due mesi per l'investigatore privato Pierpaolo Pasqua, due anni per Tiziana Perreca, persona vicina all'entourage di Storace, Nicola Santoro (figlio del giudice che decretò l'esclusione di
Alternativa Sociale dalle amministrative del 2005) e per l'Avvocato
Romolo Reboa
(clicca sul nome per il curriculum vitae)
componente del
Collegio Unico dei Revisori dei Conti
della Croce Rossa Italiana
venerdì 9 aprile 2010
Che schifo quei pacchi elettorali... la denuncia di un volontario...
martedì 6 aprile 2010
Beppe Grillo parla della gestione Croce Rossa
domenica 4 aprile 2010
Risorge pure Bertolaso e la sorella di Gianni Letta, anche la denuncia di un Volontario...

SIGNORA TERREMOTO
La sorella di Gianni Letta, l'emergenza Abruzzo e quella contestata gestione dei fondi della Croce Rossa
.....sull'uso delle risorse scontro con molti responsabili amministrativi...
Che poi sono tutti "saltati "
Che poi sono tutti "saltati "
( clicca sull'immagine per visionare l'articolo )
( clicca qua per leggerlo dal blog de IL FATTO ) La denuncia di un Volontario...
Che schifo quei "pacchi elettorali"
Gli scatoloni con piatti e panettoni pensavo fossero per gli sfollati Ma sono andati ai Donatori Cri "
Gli scatoloni con piatti e panettoni pensavo fossero per gli sfollati Ma sono andati ai Donatori Cri "


da il Fatto Quotidiano
Domenica 4 Aprile 2010

Clicca sulla foto per leggere l'articolo
sabato 3 aprile 2010
Conflitto d'interesse in salsa abruzzese

di Luca Rinaldi
(clicca sulle foto per l'articolo completo)
Presso la Camera dei Deputati giace dal 2 marzo scorso un'interrogazione, posta dal radicale Maurizio Turco e altri cinque firmatari, dove si chiede conto di alcune presunte irregolarità amministrativo-contabili rilevate all'interno del comitato regionale della Croce Rossa abruzzese de L'Aquila. La segnalazione arriva dal Maresciallo capo Vincenzo Lo Zito, dipendente militare della Croce Rossa da 21 anni che presta servizio come funzionario amministrativo. A seguito di queste denunce qualcuno si è mosso, ma per mettere al bando lo “scocciatore” e trasferirlo. Lo Zito, svolgendo alcune verifiche sulla documentazione amministrativo-contabile del comitato presieduto dalla professoressa Maria Teresa Letta (sorella del braccio destro di Silvio Berlusconi, Gianni Letta, e zia del deputato PD Enrico Letta), avrebbe riscontrato delle anomalie di gestione. Il militare ha immediatamente provveduto a segnalarle ai vertici di Croce Rossa e successivamente alle Procure de L'Aquila e Campobasso, nonché alla Corte dei Conti. Da quanto emerge dalle carte, Maria
Teresa Letta avrebbe amministrato in modo totale e decisionista i propri uffici, uscendo dalle proprie funzioni di competenza firmando mandati di pagamento, gare di appalto e assegni. Procedure che spettano invece al direttore regionale e al Comitato Regionale.....
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