STORIA DI ORDINARIA INGIUSTIZIA

La storia assurda del Maresciallo Lo Zito è in continua evoluzione e si cerca di aggiornarla continuamente.. i Provvedimenti dciplinari aumentano così come i Trasferimenti.. Il Blog contiene numerosissimi articoli e documenti scaricabili a prova dei fatti che vengono denunciati.. basta sfogliare le numerose pagine per rendersi cono...
BUONA LETTURA

sabato 13 novembre 2010

LE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI AUMENTANO, I MINISTRI TACCIONO...... LA GIUSTIZIA ATTENDE !!!!!

Vengo definito dal vertice della Croce Rossa : 

" DIPENDENTE INFEDELE"

è un onore per me essere definito tale,

per aver denunciato le illegalità e le ritorsioni dell'Ente..‌ 

 ( Vincenzo Lo Zito )

presentata da
MASSIMO DONADI
lunedì 8 novembre 2010, seduta n.391

DONADI, PALAGIANO e MURA. 

Al Ministro della salute, al Ministro della difesa.
- Per sapere - premesso che:


La Croce rossa italiana è una associazione di volontariato fondata nel 1864 che svolge la sua opera su tutto il territorio nazionale grazie agli oltre 150 mila volontari e soci attivi appartenenti all'organizzazione e oltre 5.000 dipendenti, ed è composta anche dagli ausiliari del Corpo militare, una componente centrale della Cri adibita al primo soccorso durante le emergenze;

la C.R.I. è l'unica organizzazione del suo genere, almeno in Europa, che dipende politicamente ed economicamente dal Governo, il quale versa nelle casse dell'organizzazione oltre 160 milioni di euro l'anno (l'80 per cento se ne va in spese per il personale). La storia recente dice che la Croce rossa è stata commissariata quattro volte dal 1995 a oggi e ha vissuto 18 degli ultimi 25 anni in gestione straordinaria, con commissari nominati per cercare di sanare i deficit delle precedenti gestioni. L'ultimo commissario straordinario è il dottor Francesco Rocca;    >>>>

da troppo tempo vengono denunciate irregolarità, poca trasparenza nella gestione dell'associazione, nonché una situazione di caos organizzativo con mancata corresponsione degli arretrati salariali ai dipendenti, assunzioni «facili» e senza concorso nel Corpo militare;

è sintomatico che già nel 2008, il Corriere della Sera, Gian Antonio Stella, titolava un suo articolo del 27 settembre con: «Sprechi, dossier dello Stato alla Corte dei Conti. La Croce rossa raddoppia i Centri. Ma per sole nove pratiche all'anno. Dopo l'ispezione partita richiesta alla Difesa di bloccare «il contributo per l'incapacità di spesa dimostrata». Nell'articolo si fa riferimento ad un Rapporto firmato da Fabrizio Valenza dei Servizi Ispettivi di Finanza pubblica, nel quale tra l'altro, relativamente alle verifiche fatte su stipendi dei rimborsi, e promozioni, si denuncia l'«irregolare riconoscimento al personale di assistenza di gradi non previsti dalla legge», l'«illegittima presenza di personale militare in servizio continuativo in assenza di una norma che lo consenta», la «necessità di annullare promozioni effettuate» grazie alla laurea in materie non previste dalla legge, l'assenza di copertura finanziaria dei provvedimenti con cui erano stati distribuiti molti aumenti in busta paga, «l'erogazione di buoni pasto per importi superiori al dovuto» e così via»;

e ancora il 10 dicembre 2009, il quotidiano La Repubblica riporta un articolo ancora una volta dedicato alla Croce rossa italiana dal titolo «Assunzioni facili e conti fuori controllo. Il crac Croce Rossa». L'articolo riferisce ancora una volta di una Croce rossa alle prese con i mali della pubblica amministrazione: conti incerti, organici sovraffollati, gestioni instabili, influenza della politica. Otto ufficiali superiori sono stati chiamati a restituire i gradi, ottenuti in seguito a promozioni giudicate illegittime da un ispettore ministeriale, e cento dipendenti hanno fatto ricorso al giudice del lavoro dopo l'annullamento di generosi benefici economici, eccetera;

il medesimo articolo de La Repubblica sottolinea come la Croce rossa, sia «un ente costretto a muoversi al confine fra solidarietà e spreco, fra volontariato entusiasta e lavoro assistito. ... La grana più grossa rimane quella della riorganizzazione del corpo militare, una delle sei componenti della Croce rossa (le altre sono i volontari del soccorso, i donatori di sangue, i giovani pionieri, le pie donne e le crocerossine) che, a leggere il j'accuse dell'ispettore del ministero, si è trasformata in un carrozzone. Ben 670 degli 877 militari in servizio continuativo nel corpo sono stati di fatto stabilizzati «senza che alcuna norma lo prevedesse». E due terzi del personale, a fine 2007, risultavano impiegati in servizi civili, per lo svolgimento di attività in convenzione con enti pubblici e organismi privati. Per le emergenze come alluvioni e terremoti, insomma per la funzione istituzionale del corpo, la Croce rossa ha fatto soprattutto ricorso ai precari, che oggi sono 375, tutti arruolati senza concorso. Il personale militare a tempo determinato, dal 2001 al 2007, è cresciuto del 77 per cento. Quello civile in sette anni è addirittura triplicato»;

più recentemente, il 23 marzo 2010, il settimanale L'Espresso, riportava un articolo di Fittipaldi e Soldano dal titolo chiarificatore «Vertici strapagati. Boom di consulenti. Debiti in aumento. Sprechi. Anche un ex terrorista a fianco del commissario. Ecco come funziona l'associazione»;

il medesimo articolo sottolinea come «non stupisce che in Italia, unico caso in Occidente, l'ente invece di essere indipendente è sotto il controllo ferreo dei partiti. Che da sempre usano la Croce rossa per fare assunzioni di massa (migliaia di precari militari e civili sono stati chiamati senza concorso e senza criteri): le emergenze e le calamità sono eventi secondari. I bilanci non vengono approvati dal 2005, e i commissari straordinari vanno e vengono». Nell'articolo si legge inoltre che nel 2008, un'ispezione del Ministero dell'economia stilò una lista di ben 54 rilievi che denunciavano gravi irregolarità degli ausiliari militari: promozioni illegittime, benefici economici non dovuti, sprechi senza fine. Successivamente, gli ispettori del Ministero della difesa verificavano per il periodo che va dal 2005 al 2009, le storture della gestione di presidenti e commissari: 17 milioni destinati dalla Difesa per le esigenze del Corpo (medicinali, automezzi, attrezzature da campo) non sarebbero stati mai spesi, le esposizioni con le banche sarebbero «ormai stabilmente sopra i 55 milioni di euro nelle sue punte massime», mentre oltre 15 milioni di euro avuti dalla Cri per l'operazione Antica Babilonia in Iraq sono «ancora da impegnare»;

ancora il settimanale L'Espresso, in un articolo del 30 luglio 2010 dal titolo «Croce Rossa conti al verde» riporta come «Il 12 luglio, la Banca nazionale del lavoro ha scritto al servizio amministrazione e finanza della Cri per lanciare l'allarme: è stata superata la soglia di fido e di extrafido di 53 milioni di euro e non sarà possibile effettuare i pagamenti giacenti per 11 milioni. In gran parte, oneri previdenziali e fiscali in scadenza -:

se non si intenda intervenire con fermezza per porre termine alle gravi irregolarità esposte in premessa nella gestione della Croce Rossa, riportando la necessaria indispensabile trasparenza nell'organizzazione e gestione di questa storica associazione.

 

martedì 9 novembre 2010

Anomalie nella Croce Rossa Leoluca Orlando convoca i vertici...

ROMA - Il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario, Leoluca Orlando, ha convocato, per mercoledì prossimo 10 novembre l’audizione del commissario straordinario del Comitato Centrale della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, del commissario del Comitato Regionale Sicilia della Cri, Saverio Ciriminna, e del presidente della Seus Scpa, Gaetano Bonfiglio sul funzionamento del sistema del 118 in Sicilia.


La Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, presieduta da Leoluca Orlando, ascolterà i vertici della Croce rossa nazionale e siciliana, sul funzionamento del sistema del 118 in Sicilia. ( clicca ) L’appuntamento è fissato nella sede della commissione a Roma . 
Alle 8,45 è previsto l’incontro con il commissario straordinario del Comitato centrale della Croce rossa italiana, Francesco Rocca (nella foto)    >>>>>>>>

e con il presidente della Seus Scpa, Gaetano Bonfiglio; a seguire verrà sentito il commissario del Comitato regionale Sicilia della Croce rossa italiana, Saverio Ciriminna.




L’audizione fa seguito alle visite effettuate dalla Commissione stessa in Sicilia, negli scorsi mesi di marzo ed aprile, allo scopo di acquisire notizie e documenti sui temi dell’inchiesta parlamentare in corso. A questa attività è poi seguita, nel luglio scorso, l’acquisizione di documenti, tramite la guardia di finanza, nella sede nazionale ed in quella regionale della Cri, nonché nelle sedi della società SiSe Spa, che allora risultava in liquidazione.

Gli accertamenti in corso - ha spiegato Orlando – sono stati imposti da una serie di anomalie relative al 118 siciliano  (clicca ) che si sono verificate fino al 2009, quando vi è stata una integrale modifica di soggetti e modalità di gestione del servizio”.


lunedì 8 novembre 2010

CROCE ROSSA TRUFFATA... ma stranamente NON è parte civile !!

23 Dipendenti della Croce Rossa di Bari tra Ufficiali, Sottufficiali e Dipendenti civili, sono stati rinviati a giudizio per  TRUFFA e PECULATO, nell'ambito dell'inchiesta della Procura sull'assenteismo. 
Lo ha deciso il GUP Antonio Lovecchio, che ha rigettato le istanze di patteggiamento proposte da 12 imputati, ritenendo le pene " incongrue "


  LA 

CROCE ROSSA ITALIANA 

NON SI E' COSTITUITA 

PARTE CIVILE !!!!








Clicca sulla foto per l'articolo 



 Un fatto analogo si è verificato anche presso il Comitato Regionale Abruzzo della Croce Rossa e tutto sembra essere passato inosservato.. 

Clicca sulla foto per l'articolo



  

mercoledì 20 ottobre 2010

SALUTE: TURCO (PD), MINISTERI COMPETENTI INDAGHINO SULLA CROCE ROSSA


Le mancate risposte dei Ministri competenti in seguito alle denunce fatte dal maresciallo capo Cri Vincenzo Lo Zito alla Croce Rossa italiana rappresentano una grave disattenzione del vertice politico.
E’ quanto denunciano i deputati Pd guidati 
dall’On. Maurizio Turco 
in un’interrogazione alla Camera presentata ai Ministri della Salute, dell’Economia e della Difesa per chiedere che venga disposta un’indagine interministeriale per accertare i fatti oggetto delle denunce e in seguito assumere i provvedimenti necessari a restituire rispettabilità  al Corpo Militare e alla Croce Rossa.

venerdì 1 ottobre 2010

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE da parte dell'On. MAURIZIO TURCO !!

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08852

presentata da
MAURIZIO TURCO
giovedì 30 settembre 2010, seduta n.376


MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. 

Al Ministro della salute, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro della difesa.
- Per sapere - premesso che:


Con gli atti di sindacato ispettivo nn.rr. 4-06629 e 4-06344 gli interroganti hanno portato all'attenzione dei Ministri interrogati la questione che ha visto coinvolta la Croce rossa italiana nelle puntuali denunce fatte dal maresciallo capo CRI Vincenzo Lo Zito;

La totale assenza di risposta alle interrogazioni citate, nonostante i solleciti effettuati, rappresenta, ad avviso degli interroganti, una grave disattenzione del vertice politico dei Ministeri vigilanti verso i fatti segnalati. Infatti, non vi è notizia che vi sia stato un intervento da parte dei predetti Ministeri sulla Croce rossa, teso ad accertare i fatti ed eventualmente procedere alle dovute comunicazioni alle autorità giudiziarie competenti e alla rimozione delle cause o dei responsabili delle irregolarità segnalate dal militare in questione che attualmente, consta agli interroganti, sia sottoposto a severi procedimenti disciplinari di stato che nonostante la decorrenza dei termini di legge non hanno trovato la loro conclusione;

I vertici della Croce rossa nonostante la situazione ad avviso degli interroganti di dubbia legittimità venutasi a creare in relazione a detti procedimenti, in mancanza di un qualsivoglia provvedimento disciplinare, hanno applicato nei confronti del predetto militare la sospensione dello stipendio a decorrere dal mese di luglio 2010 -:

Se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti di cui in premessa;

Se intendano disporre una indagine interministeriale per accertare i fatti oggetto delle denunce presentate alle competenti autorità giudiziarie dal maresciallo Lo Zito e, conseguentemente, assumere i provvedimenti che si renderanno necessari per ristabilire il rispetto della normativa vigente e restituire al sodalizio e al Corpo militare della Croce rossa quella rispettabilità che siffatte denunce, qualora si rivelassero fondate, in mancanza di un'adeguata azione da parte dei Ministeri vigilanti, comprometterebbero irrimediabilmente. 

 

giovedì 30 settembre 2010

La Croce Rossa .... negli atti parlamentari è tutta una cosa differente........

pubblicata da Luca Marco Comellini il giorno giovedì 30 settembre 2010 alle ore 21.49



Sicuramente voi tutti su FB conoscete la storia di Vincenzo Lo Zito, quel tale maresciallo della Croce Rossa che ha avuto il coraggio di denunciare degli illeciti che sarebbero avvenuti all'interno della (fù) prestigiosa Associazione , commissariata da tempo e in balia di interessi che ben divergono dai principi ispiratori che la videro nascere.
Bene. Questo maresciallo è stato l'oggetto dei desideri più perversi tanto da meritarsi la bellezza di tre inchieste disciplinari di stato, per i profani sono quelle che generalmente si possono concludere con la degradazione e la perdita del lavoro. Due di queste inchieste sono state archiviate mentre la terza non credo che potrà sopravvivere ai dotti principi della giurisprudenza essendo una mera ripetizione di quelli archiviati per insussistenza dei fatti.
Sul caso di Lo Zito e in particolare sulle "magagne" della CRI vi consiglio di leggere le interrogazioni parlamentari (molte) che potrete reperire sul motore di ricerca degli atti di sindacato ispettivo della Camera dei Deputati usando «Lo Zito» oppure «Croce Rossa». Ritengo anzi sono pienamente convinto che sarà una lettura interessante che vi coinvolgerà e potrà essere determinante nelle vostre scelte di solidarietà: verso Lo Zito o verso la Croce Rossa ?
Sarebbe interessante fare un sondaggio e quindi mi auguro che questo post possa servire i liberi pensatori della rete a scendere in campo per far cessare i falsi proclami di solidarietà e gli atti autocelebrativi che troppo spesso inquinano questo mondo virtuale e imparare a conoscere le posizioni e le persone che, invece, si rivolgono a questo mondo virtuale per essere aiutati a sostenere delle battaglie che se soli, appaiono impossibili.
Come dicevo l'archiviazione dei procedimenti disciplinari avviati contro il coraggioso maresciallo Lo Zito ha determinato anche l'insussistenza della sospensione dello stipendio, atto questo  privo di logica, che l'amministrazione della CRI ha voluto attuare senza alcun presupposto come avrebbe invece richiesto la normale diligenza.
in conclusione rinnovo l'invito ad informarvi per informare ed eventualmente rispondere in modo concreto alla solidarietà dovuta a  Lo Zito.

lunedì 16 agosto 2010

La sorpresa è uno stato emotivo conseguente ad un evento inaspettato


finalmente quello 
che aspettavo...

Il tramonto è un'emozionante attesa, l'alba una splendida sorpresa.!!




Bella questa canzone




mercoledì 11 agosto 2010

Croce Rossa di vergogna

Croce Rossa di vergogna
Tre procedimenti disciplinari e un’accusa pesante davanti alla corte marziale: diserzione aggravata. 
Il maresciallo Vincenzo Lo Zito è senza dubbio un pericoloso criminale di guerra a giudicare da come lo stanno trattando l’esercito italiano e il suo datore di lavoro: la Croce Rossa. Che ha deciso di sospendergli pure lo stipendio chiedendogli arretrati a partire dallo scorso settembre, quando fu trasferito dalla sua sede naturale, L’Aquila, ad Assisi. 
Ma che avrà mai combinato di così grave il maresciallo?


L’Aquila addio

Spiega Lo Zito: “Chiariamo innanzitutto che non ci posso andare ad Assisi. Non perché lo dico io, ma perché è stata la Commissione medica competente a stabilirlo (per ben due volte di fila). Sono cardiopatico e devo restare nella mia zona di residenza,  ( Il verbale) dove ho medici di fiducia, familiari, e un posto di lavoro facilmente raggiungibile. Anche se ormai è da tanto tempo che non riesco a mettere piedi in sede”. I guai del maresciallo, da 25 anni in servizio alla Croce Rossa, sono iniziati quando cominciò a lamentare una gestione anomala della sede abruzzese da parte di Maria Teresa Letta, sorella di Gianni Letta (il braccio destro del premier). Lo Zito e altri amministratori in servizio alla sede dell’Aquila evidenziarono atteggiamenti padronali della signora Letta soprattutto nella gestione delle risorse economiche. Ne ho già parlato sul Fatto lo scorso aprile , nel frattempo nessun giudizio o procedimento sui conti dell’ente abruzzese ha dato ragione a Lo Zito. Anzi.


Giudizi e omissioni

Il maresciallo deve rispondere davanti al tribunale civile di Roma per una causa di diffamazione intentagli dai revisori dei conti della Croce Rossa che – anche su sua richiesta – fecero un’ispezione in Abruzzo. I tre, pur riscontrando una serie vistosa di lacune amministrative, non si preoccuparono di infliggere una sanzione o di segnalare la cosa a chi di dovere, ovvero la Corte dei Conti. (La denuncia ) L’unica conseguenza dell’ispezione fu appunto una querela per diffamazione in seguito alle opinioni espresse da Lo Zito sul deludente esito dell’ispezione. “Consegnarono il verbale con mesi di ritardo e pure incompleto – allarga le braccia il maresciallo -. Inoltre non tornarono mai più a controllare se la situazione fosse migliorata. Se ne andarono dopo un pranzo con la Letta, ho ricevuto loro notizie solo perché mi hanno citato in tribunale. 
(La Querela dei Revisori )  Vedremo a ottobre che dirà il giudice”.


La verità vi fa male lo so

Ma il maresciallo è allenato a sopportare accuse e giudizi pesanti. La Croce Rossa, su richiesta della presidente Letta, ha avviato contro di lui tre provvedimenti disciplinari in sequenza. (Il 3° Provvedimento  ) Secondo la signora le critiche alla sua gestione sono inaccettabili e rendono necessario l’allontanamento del milite in quel di Assisi. Ma ci s’è messo di mezzo il parere della commissione medica, e Lo Zito è restato nel limbo: trasferimento bloccato, carriera finita. Con il massimo del disonore, ovvero un procedimento per diserzione aggravata davanti alla corte marziale. Insomma, qualcosa avrà fatto di serio per meritarsi tanto impegno, maresciallo: “Vorrei saperlo pure io – risponde il militare -, ma qui è tutto un mistero. Mi hanno comunicato qualche settimana fa di aver concluso le indagini preliminari a mio carico senza neanche avvisarmi che stavo sotto inchiesta. La situazione si fa pesante. Al lavoro non posso andare, non ho più uno stipendio e spendo tutto in avvocati. Solo perché ho detto la verità”.


A onor del vero

Certo a guardare le due interrogazioni parlamentari ( LINK  ) appena depositate da parte di alcuni parlamentari radicali e del Partito dei Militari (Maurizio Turco, Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci e Zamparutti) la Croce Rossa ha problemi un po’ più seri del maresciallo Lo Zito. Il Commissario Francesco Rocca, dotato di poteri straordinari per risanare l’ente e in rapporti più che buoni con la famiglia Letta, dopo due anni di lavoro è alle prese con un buco di 50 milioni di euro, mentre uno dei famosi revisori dei conti che hanno citato in giudizio Lo Zito, l’avvocato Romolo Reboa, è stato condannato in primo grado (Il Link  ) a un anno di reclusione per il Laziogate (lo spionaggio sui dati anagrafici pro elezioni regionali) ma continua a occupare tranquillamente la sua poltrona in Croce Rossa. 

 
Quello da castigare è sempre e comunque è 
il soldato Lo Zito....

martedì 3 agosto 2010

CROCE ROSSA : Debiti per 50,566 MILIONI e Pagamenti sospesi per altri 11....

 

TURCO E COMELLINI
(RADICALI - PDM), 
NECESSARIO FARE CHIAREZZA






AUSPICHIAMO ITER RAPIDO PER 
COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA 
E DIMISSIONI 
COMMISSARIO STRAORDINARIO.



Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (PDM) : Dichiarazione del deputato radicale Maurizio Turco,  cofondatore del PDM, e di Luca Marco Comellini, segretario del PDM:

"Nel corso degli ultimi mesi le pagine di importanti quotidiani, spazi televisivi e perfino internet, sono state spesso occupate dalle vicende avvenute all'interno della Croce Rossa italiana (CRI), i cui aspetti ci sono sembrati meritevoli di opportuni approfondimenti.

L’articolo pubblicato sull’Espresso n. 31 del 5 Agosto 2010 smentisce categoricamente le recenti dichiarazioni sullo stato di salute dei conti economici della CRI guidata dal Commissario straordinario Avvocato Francesco Rocca, il cui mandato è stato recentemente  prorogato fino al 31 dicembre 2011 con un colpo di mano del Governo nell'ambito della discussione concernente la proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace, di stabilizzazione e delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia.

Dopo aver presentato numerose interrogazioni parlamentari ai ministri competenti, in mancanza di risposte, avevamo ritenuto opportuno proporre una proposta di legge per l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull’acquisizione, la valorizzazione e la dismissione del patrimonio immobiliare della Croce rossa italiana, che oggi, come ieri, ci sembra sempre più necessaria.

Nella relazione di presentazione della proposta di legge n. 3453, a  prima firma del deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), è scritto chiaramente che «La gestione della Croce rossa Italiana, nell’ultimo decennio, è stata più volte affidata a Commissari straordinari con lo scopo di ripristinare la trasparenza e la legalità nelle molteplici attività svolte dal sodalizio.».

Negli ultimi mesi, tuttavia, verso la gestione commissariale non sono mancate le critiche, anche aspre, riportate da numerosi quotidiani e riviste a carattere nazionale che hanno preso spunto per le loro inchieste dalle vicende e dalle denunce rappresentate dal maresciallo  Vincenzo Lo Zito, dipendente del Corpo militare della Croce rossa italiana.

Ci auguriamo che adesso lo stesso Presidente del Consiglio, On.  Berlusconi, decida di intervenire con la massima urgenza affinché la Croce Rossa possa rapidamente uscire dalla disastrosa situazione economica in cui versa da troppi anni e possa ricominciare farci leggere solo attestazioni di stima e positivi apprezzamenti, che non corrano il rischio di essere smentiti dalla realtà dei fatti.




 L’Avvocato Rocca, 
Commissario straordinario della CRI, ora dovrebbe fare un necessario passo indietro e dimettersi immediatamente dall’incarico ricoperto, mentre la magistratura competente, qualora ancora non l'abbia fatto,  dovrebbe indagare a seguito delle numerose denunce presentate dal maresciallo Vincenzo Lo Zito al quale la CRI, senza apparente motivazione, ha sospeso il  pagamento dello stipendio.
Le interrogazioni:
In merito al Deficit di cassa in cui versa la Croce Rossa Italiana

MAURIZIO TURCO, FARINA COSCIONI, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: 
 
con un proprio decreto in data 30 ottobre 2008 il Presidente del Consiglio dei ministri «Considerate le gravi carenze e irregolarità di gestione dell'Associazione, in particolare emerse dalla verifica amministrativo-contabile effettuata dall'Ispettorato generale di Finanza della Ragioneria generale dello Stato presso il Comitato centrale dell'Associazione Italiana della Croce Rossa - Corpo Militare - condotta dal 20 febbraio al 16 giugno 2008;» ha nominato l'avvocato Francesco Rocca commissario straordinario della Croce rossa italiana;
il mandato del commissario straordinario è stato recentemente prorogato fino al 31 dicembre 2011 con l'inusuale inserimento della disposizione nel decreto-legge 6 luglio 2010, n. 102 concernente la proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace, di stabilizzazione e delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia;
sul periodico L'espresso, n. 31 del 5 agosto 2010, è stato pubblicato un articolo dal titolo «Enti in crisi - Croce rossa conti al verde» che sembra smentire categoricamente le recenti dichiarazioni sullo stato di salute dei conti economici della prestigiosa Associazione CRI;
il 31 marzo 2010 sul sito web istituzionale della CRI è stata pubblicata una nota del commissario straordinario nella quale si legge chiaramente che « Sprechi e debiti in aumento? L'attuale dirigenza della Croce Rossa Italiana (alla guida dell'Ente dal novembre 2008) ha operato uno straordinario contenimento delle spese. ... ... Conti in disordine? Il bilancio di previsione 2009 è stato ad oggi pienamente rispettato senza utilizzo alcuno degli avan
zi di amministrazione di anni precedenti ed è in perfetto pareggio.» ed ancora che «... è falso e calunnioso dire che i nostri bilanci sono in pareggio perché si reggono sui fondi del Ministero della Difesa.»;
con la nota protocollo n. 049720/2010      049720/2010     del 12 luglio 2010, avente ad oggetto «Deficit di cassa dell'Ente», il Comitato Centrale - Servizio 8o Amministrazione e Finanza - ha comunicato al commissario straordinario CRI che «l'ultimo saldo di cassa ha raggiunto un ammontare negativo di euro 50.566.989,21.» e che «essendo giunti al limite dello scoperto (fido + extrafido = 53.000.000 di euro = non sarà possibile dare seguito ad alcuni pagamenti giacenti in sospeso per circa 11 milioni di euro.»;
nella nota si legge che «la crisi di liquidità in cui si trova, ancora una volta, questo Ente è ascrivibile, principalmente, oltre che al ritardo con cui pervengono le tranches di finanziamento da parte dei Ministeri vigilanti, alla grave defezione nella quale versa questa associazione nel riscuotere i credit
i che vanta nei confronti dei Comitati periferici, acuita vieppiù di recente dal fatto che alla stessa periferia dalla quale si dovrebbe introitare i crediti sono state di recente autorizzati diverse anticipazioni di cassa, anche per importi ragguardevoli (nella fattispecie: Comitato Provinciale di Chieti, Comitato Provinciale di Napoli, Comitato Provinciale di Latina, Comitato Provinciale di Roma).» -:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza di quanto esposto in premessa;
quali siano i motivi che hanno impedito al commissario straordinario della CRI di procedere alla riscossione dei crediti vantati dall'ente e quali gli importi delle anticipazioni di cassa corrisposti ai comitati provinciali di Chieti, Napoli, Latina e Roma;
quali siano i motivi del riferito ritardo nei pagamenti dei finanziamenti da parte dei Ministeri vigilanti e quando siano stati effettuati i pagamenti e per quale importo negli anni 2008, 2009 e 2010;
quali immediate azioni intendano intraprendere i Ministri per evitare che l'ente sia definitivamente portato al fallimento da una gestione commissariale che evidentemente non ha saputo raggiungere gli obiettivi per la quale evidentemente era stata disposta. 


 


In merito alla recente Nomina effettuata dal Commissario Straordinario CRI Francesco Rocca a Revisore dei Conti dell'Avv. Romolo Reboa

MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: 

il giorno 5 maggio 2010, l'Agenzia Giornalistica Italia (AGI) diffondeva un comunicato nel quale si dava la notizia della condanna alla pena di un anno di reclusione dell'avvocato Romolo Reboa e condanna al risarcimento delle spese e dei danni nei confronti delle altre parti costituite nel giudizio denominato «Laziogate»;
con l'ordinanza commissariale n. 0362-10 del 14 luglio 2010 il commissario straordinario della Croce rossa italiana, avvocato Francesco Rocca, ha determinato «di affidare all'Avv. Romolo Reboa l'incarico di Revisore dei Conti della Croce Rossa Italiana in rappresentanza dell'Assemblea Nazionale dell'Associazione ai sensi dell'articolo 25 dello Statuto CRI» -:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza di quanto in premessa e se non ritengano opportuno intervenire con l'urgenza necessaria, affinché l'incarico di revisore dei conti della Croce rossa italiana sia affidato a persona di cristallina moralità e che non abbia riportato condanne in sede penale;
quali siano state le ragioni che hanno condotto il commissario straordinario avvocato Rocca ad affidare l'incarico in premessa all'avvocato Romolo Reboa, già condannato in primo grado alla pena di un anno di reclusione e quale sia il compenso stabilito per detto incarico.

venerdì 30 luglio 2010

CROCE ROSSA CONTI AL VERDE........


dal n° 31 del 5 Agosto 2010





L'Ente Croce Rossa si è esposto in banca 
con un disavanzo di cassa 
che ha raggiunto un ammontare negativo 
pari a svariati Milioni di Euro..





La situazione si fa sempre più drammatica .....
ma  il Commissario Straordinario 
Avv. Francesco Rocca  
reclamizza che la sua gestione è riuscita finalmente a  e far quadrare i bilanci, porre un freno agli sprechi e RISANARE I CONTI..... 
MA QUALI ? ? ? 



Ricordo a tutti che sto subendo una miriade di ritorsioni da parte dell'Ente per il solo fatto di aver fatto regolarmente il mio dovere: Rilevare degli illeciti amministrativi e denunciarli alle autorità competenti.....
 : La storia Assurda del Maresciallo capo Vincenzo Lo Zito


Chi non conosce la verità è uno sciocco... 
Ma chi pur conoscendola dice che è una bugia...
è un delinquente !!
 [ B.Brecht ]



CROCE ROSSA: TURCO E COMELLINI 
(RADICALI - PDM), 
DEBITI PER 50,566 MILIONI 
E PAGAMENTI SOSPESI PER ALTRI 11 - NECESSARIO FARE CHIAREZZA - 
AUSPICHIAMO ITER RAPIDO PER 
COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA E DIMISSIONI  
COMMISSARIO STRAORDINARIO.

- Roma 3 agosto 2010 -
 


Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (PDM): Dichiarazione del deputato radicale Maurizio Turco,  cofondatore del PDM, e di Luca Marco Comellini, segretario del PDM.

"Nel corso degli ultimi mesi le pagine di importanti quotidiani, spazi televisivi e perfino internet, sono state spesso occupate dalle vicende avvenute all'interno della Croce Rossa italiana (CRI), i cui aspetti ci sono sembrati meritevoli di opportuni approfondimenti.

L’articolo pubblicato sull’Espresso n. 31 del 5 Agosto 2010 smentisce categoricamente le recenti dichiarazioni sullo stato di salute dei conti economici della CRI guidata dal Commissario straordinario Avvocato Francesco Rocca, il cui mandato è stato recentemente  prorogato fino al 31 dicembre 2011 con un colpo di mano del Governo nell'ambito della discussione concernente la proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace, di stabilizzazione e delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia.

Dopo aver presentato numerose interrogazioni parlamentari ai ministri competenti, in mancanza di risposte, avevamo ritenuto opportuno proporre una proposta di legge per l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull’acquisizione, la valorizzazione e la dismissione del patrimonio immobiliare della Croce rossa italiana, che oggi, come ieri, ci sembra sempre più necessaria.

Nella relazione di presentazione della proposta di legge n. 3453, a  prima firma del deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), è scritto chiaramente che «La gestione della Croce rossa Italiana, nell’ultimo decennio, è stata più volte affidata a Commissari straordinari con lo scopo di ripristinare la trasparenza e la legalità nelle molteplici attività svolte dal sodalizio.».

Negli ultimi mesi, tuttavia, verso la gestione commissariale non sono mancate le critiche, anche aspre, riportate da numerosi quotidiani e riviste a carattere nazionale che hanno preso spunto per le loro inchieste dalle vicende e dalle denunce rappresentate dal maresciallo  Vincenzo Lo Zito, dipendente del Corpo militare della Croce rossa italiana.

Ci auguriamo che adesso lo stesso Presidente del Consiglio, On.  Berlusconi, decida di intervenire con la massima urgenza affinché la Croce Rossa possa rapidamente uscire dalla disastrosa situazione economica in cui versa da troppi anni e possa ricominciare farci leggere solo attestazioni di stima e positivi apprezzamenti, che non corrano il rischio di essere smentiti dalla realtà dei fatti.

L’Avvocato Rocca, Commissario straordinario della CRI, ora dovrebbe fare un necessario passo indietro e dimettersi immediatamente dall’incarico ricoperto, mentre la magistratura competente, qualora ancora non l'abbia fatto,  dovrebbe indagare a seguito delle numerose denunce presentate dal maresciallo Vincenzo Lo Zito al quale la CRI, senza apparente motivazione, ha sospeso il  pagamento dello stipendio.

Sulla vicenda ieri abbiamo presentato 


ai Ministri vigilanti ai quali, fin da ora, chiediamo una risposta in tempi brevi.”



On Maurizio Turco - deputato radicale, cofondatore PDM
Luca Marco Comellini - Segretario del PDM

giovedì 29 luglio 2010

Nuove Nomine alla Croce Rossa Italiana.......

LAZIOGATE:
Il giudice Maria Bonaventura ha inflitto un anno di reclusione all'ex direttore di Laziomatica (ora Lait spa) Mirko Maceri, all'investigatore privato Pierpaolo Pasqua, all'avvocato
Romolo Reboa
,
e a Nicola Santoro, figlio del magistrato della commissione elettorale presso la corte d'appello di Roma che escluse Alternativa Sociale dalle elezioni.......

Fonte:


DA CHE PULPITO
VIENE LA PREDICA
L'assurdo della storia è che 
 l'Avv. ROMOLO REBOA 
è uno dei membri del Collegio dei Revisori dei Conti della Croce Rossa Italiana, in tutto 7 (sette) che hanno avuto l'ardire di Querelarmi per CALUNNIA, dopo che ho reso pubblici i fatti relativi all'Ispezione Amministrativa che c'è stata il 14 Marzo 2008 presso il Comitato Regionale Abruzzo in seguito alla denuncia da parte mia sugli Illeciti Amministrativi commessi dalla Presidente Maria Teresa Letta e che sospendevano la verifica per andarsene a pranzo con la stessa Presidente Maria Teresa Letta senza più tornare ad operare..
Il nome dell’avvocato Reboa porta poi dritti in Sicilia verso un'altra storia di Croce Rossa, dove si sta assistendo alla liquidazione di una società di cui Reboa è presidente del Collegio Sindacale: la Si.Se SpA (Siciliana Servizi di Emergenza), società in house della Croce Rossa Italiana (che possiede il 100% delle sue azioni) nata nel 2002 e titolare del 118 in Sicilia. Quello della Si.Se SpA si presenta come uno dei grandi giocattoli di Croce Rossa sotto stretta osservazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze e della Corte dei Conti. Si tratta di una gestione personalizzata e “feudale”, come hanno riportato alcuni organi di stampa locale, con il solito vizio tutto italiano dove controllati e controllori coincidono nel più classico dei disegni del conflitto d'interesse. Non è un caso infatti che gli amministratori della Si.Se. siano anche all'interno del comitato Regionale CRI siciliano. Le ispezioni sulla Si.Se e sul sistema del 118 in Sicilia risalgono al 2006. Fu proprio il Ministero dell'Economia a puntare la lente d'ingrandimento sugli sprechi in Sicilia targati Si.Se./CRI col placet della giunta regionale. Recentemente la Corte dei conti ha contestato un danno erariale di 39 milioni di euro a tutta la giunta guidata da Salvatore Cuffaro e a sette componenti della commissione sanità dell'Assemblea Regionale Siciliana. Il fatto risale al 20 settembre 2005 quando la giunta decise di “allargare il parco ambulanze del 118, determinando un 'ingiustificato' aumento dei costi”. 64 nuove ambulanze e innalzamento da 10 a 12 soccorritori per ambulanza. Principalmente queste le decisioni dell'allora Assessore alla sanità Giovanni Pistorio (promosso Senatore al termine del mandato della giunta Cuffaro) che attirarono l'attenzione dei magistrati contabili. A indagini concluse, come si legge dagli atti, si constata come quel 118 “gonfiato” fosse in realtà necessario per fare posto a un esercito di autisti-soccorritori da piazzare in piena campagna elettorale per le regionali del 2006. La Corte dei Conti ha invitato i coinvolti a fornire giustificazioni prima di un eventuale processo. Nel 2005 la società opera anche un'assunzione illustre: è quella di Salvatore Stefio, l'uomo rapito in Iraq con Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Fabrizio Quattrocchi (che fu ucciso) nel 2004. Al suo ritorno in Italia è pronto un posto in Croce Rossa in tandem con la moglie, nonostante le sue esperienze più rilevanti si ebbero presso la “Presidium”, società che si occupava di servizi di sicurezza di proprietà dello stesso Stefio e del socio Giampiero Spinelli. L'obiettivo della Presidium era la “Volontà di resistenza contro coloro che minacciano la visione occidentale di sviluppo e democrazia”. Di sicuro una buona collocazione per un personaggio che si definisce un “consulente per la sicurezza. Nazionalista e Cristiano”, di certo non un curriculum da dipendente impiegato della Croce Rossa. Arriva l'assunzione presso la struttura della Si.Se. Qualcuno parla di “assunzione clientelare” come il presidente dell'Anpas – l'associazione per la pubblica assistenza – Emilio Pomo. Successivamente Stefio verrà rinviato a giudizio presso la procura di Bari. Secondo l'accusa il nuovo dipendente crocerossino con la complicità di Giampiero Spinelli arruolò e inviò per la Presidium Corporation i tre compagni in Iraq “affinché militassero in favore di Forze armate anglo-americane, in contrapposizione a gruppi armati stranieri”. Il tutto in cambio di denaro. I giudici di Bari contestano infatti il reato di “arruolamenti o armamenti non autorizzati a servizio di uno Stato estero”. Intanto Salvatore Stefio prosegue la sua attività presso la Si.Se.
Fonte: Articolo21

 
Nomina a Revisore Unico 
del Collegio dei Revisori dei Conti
della Croce Rossa Italiana




Ci sarà forse una regia dietro a tutto questo o semplice e pura coincidenza?

giovedì 15 luglio 2010

QUESTO COME VA CONSIDERATO ?

Cliccando sulla foto si ingrandisce: 
chi è in grado di risalire all'intestatario della macchina?

Roma 10/07/2010
Centro commerciale Roma EST ore 14 circa,
bellissima Bentley di qualche finto dirigente della CRI , fa bella mostra di fregi fatti in casa con tanto di scritta "STAMPA", ostruendo il passaggio dei carrelli, di eventuali disabili, come segnalato dai paletti gialli che si intravedono sulla sinistra.






Le Organizzazioni Sindacali della Croce Rossa Italiana (CGIL, UIL, CISAL/FIALP, USB e SINADI) stufe delle continua mancanza di rispetto verso le relazioni sindacali e i lavoratori (precari e di ruolo) dell’Ente Pubblico C.R.I., che rischiano di compromettere seriamente i servizi pubblici essenziali forniti dalla stessa Croce Rossa (118, assistenza ai gravi disabili, trasposto infermi, assistenza ai migranti, etc.), denunciano la totale assenza dell’Amministrazione la quale non ha mai fornito, alle stesse parti sociali, obiettivi chiari e percorribili tali da consentire la realizzazione della necessaria progettualità volta a garantire la continuità dei servizi erogati su tutto il territorio nazionale.

Ritengono che il Commissario Straordinario Francesco Rocca e il Direttore Generale Patrizia Ravaioli, debbano finalmente assumersi le responsabilità derivanti dal ruolo che ricoprono, avendo pieno rispetto delle relazioni sindacali e dei lavoratori.

Se questo non avvenisse in tempi brevissimi, si andrebbe inesorabilmente incontro al collasso dei servizi con conseguente presa di responsabilità da parte dei Vertici della C.R.I.

Le sottoscritte OO.SS. al fine di tutelare la natura dei servizi erogati e nel pieno rispetto delle esigenze dell’utenza che si rivolge alla C.R.I. per ottenere assistenza socio-sanitaria, allerteranno i Prefetti laddove si ritenga necessario.

In data odierna le OO.SS. al tavolo nazionale hanno appreso che nella sede del Comitato Regionale Piemonte è in corso un presidio autorizzato da parte dei lavoratori precari perché minacciati di licenziamento pur essendo adibiti ad servizi essenziali svolti dalla C.R.I. in quanto ausiliaria dei poteri pubblici.


La Dirigenza, per tutta risposta, ha fatto intervenire la Polizia!!

venerdì 2 luglio 2010

Il Grande Bluff del 118 Siciliano.. Restano sprechi e Società inutili


Un documento datato 28 Dicembre 2005 
avente per oggetto: la nomina del nuovo CDA, 
l'attuale Commissario Straordinario C.R.I.
FRANCESCO ROCCA 
risulta far parte del Collegio dei Sindaci della Sise Siciliana 


Sise, oppure Seus, oppure ancora Sissa. Cinque lettere che si spostano da una parte all’altra, liti furibonde tra Croce Rossa e Regione Sicilia, minacce di interruzione del servizio sanitario d’emergenza e alla fine - nonostante i proclami - la vecchia Sise è ancora lì. Sì, è stata messa in liquidazione per le mille irregolarità, clientele, spreco di soldi pubblici.
NON SCOMPAIONO (non ancora) però altre due società satelliti della Sise: la Sissa srl, che si occupa, come c’è scritto sul sito web ufficiale della società, «della gestione di servizi pubblici e privati in ambito socio-sanitario-assistenziale, nella zona territoriale della Regione Siciliana, ed organizza anche attività di formazione e riqualificazione del personale» e un consorzio di nome Emerform che invece si occupa, fra le altre cose, della formazione del personale Sise. Due società con un consiglio di amministrazione che sono spuntate negli anni d’oro della Sise e che sarebbero ancora in attività. Con dei compiti particolari, come ad esempio missioni all’estero. 
La Sissa infatti svolgerebbe anche una sorta di «attività organizzativo - gestionale nell'ambito dell'espletamento di compiti e servizi di natura umanitaria sia all'interno della Comunità Europea che in campo internazionale».
Un ramo siciliano della Croce Rossa, insomma, specializzato nelle emergenze all’estero. E un altro, quello del Consorzio Emerform, dedito alla formazione del personale e costituito dalla Croce Rossa, dall’ospedale Cannizzaro e dall’Università di Catania. Misteri siciliani di società ed enti collegati alla Croce Rossa e alla Regione che sono ancora operative.
Nel frattempo tutti i dipendenti della Sise si apprestano a diventare dipendenti Sues. Da una società all’altra, ma restano tutti, compresi quelli assunti per chiamata diretta nonostante sia stata certificata l’irregolarità di questo tipo di assunzioni.
D’altronde lo stesso commissario straordinario della Cri Francesco Rocca era stato chiaro: impossibile intervenire adesso per aggiustare il vecchio sistema clientelare. Rocca che probabilmente conosceva bene la Sise: in un documento datato 28 dicembre 2005 avente per oggetto la nomina del nuovo cda l’attuale commissario risulta far parte del collegio dei sindaci della Sise siciliana. Adesso il futuro del 118 sembra passare per lo scontro tra Croce Rossa e Regione. Sarà infatti direttamente la regione siciliana, attraverso la Sues, a gestire il servizio. Ma Rocca vanta un credito di 80 milioni di euro nei confronti della Regione tra straordinari non pagati e pendenze varie. Soldi che Russo non ha alcuna intenzione di sborsare. A decidere sarà un giudice. La Sues intanto diventerà operativa nelle province di Palermo e Trapani il 5 luglio ed entro il 12 luglio nelle province di Messina, Ragusa e Caltanissetta. Nel frattempo va avanti il lavoro amministrativo per la definizione di tutte le procedure: la quasi totalità degli autisti soccorritori ha già firmato la transazione con la Sise (solo 40 su poco più di 3.000 si sono rifiutati di firmare). Sono invece 34 le ambulanze già in servizio con il nuovo stemma e i colori della Seus. Tutto si muove, insomma, ma società ed enti misteriosi continuano ad esistere. Perlomeno in Sicilia




Da Internet... - 01.07.2010 EPolis Palermo - Ed. del 01.07.2010 - pag. 19. Gianni Agus