STORIA DI ORDINARIA INGIUSTIZIA

La storia assurda del Maresciallo Lo Zito è in continua evoluzione e si cerca di aggiornarla continuamente.. i Provvedimenti dciplinari aumentano così come i Trasferimenti.. Il Blog contiene numerosissimi articoli e documenti scaricabili a prova dei fatti che vengono denunciati.. basta sfogliare le numerose pagine per rendersi cono...
BUONA LETTURA

venerdì 11 maggio 2012

C.R.I. rendere pubblico il conto consuntivo consolidato 2011.



CROCE ROSSA ITALIANA

COMITATO CENTRALE

COMMISSARIO STRAORDINARIO

SEDE

Alla c.a. Avv. Francesco ROCCA

CROCE ROSSA ITALIANA

COMITATO CENTRALE

DIREZIONE GENERALE

SEDE

Alla c.a. Dott.ssa Patrizia RAVAIOLI

A TUTTE LE OO.SS.

LORO SEDI

OGGETTO: conto consuntivo consolidato 2011.

Questa Organizzazione Sindacale con nota del 4 maggio u.s. aveva chiesto all’Amministrazione C.R.I., di rendere pubblico il conto consuntivo consolidato 2011.
Appena 24 ore dopo, si è avuto riscontro di quanto richiesto. Nel mettere in risalto la inconsueta celerità con cui ci si è apprestati a dare conto di quanto richiesto dalla U.S.B., non possiamo sottrarci dal muovere alcuni appunti:
1. la pubblicazione di quanto in oggetto è sì avvenuta, ma ci si è limitati a fornirla ad un numero ristretto di soggetti; infatti tale divulgazione ha avuto luogo all’interno di un’Area riservata del Sito Istituzionale della C.R.I. (Area Intranet), il cui accesso è limitato ai detentori di adeguata Login e Password, precludendo, di fatto, l’accesso dall’esterno;

2. il documento contabile pubblicizzato è fornito in “forma abbreviata”, forma prevista dal "Regolamento per l'amministrazione e la contabilità degli enti pubblici non economici di cui alla legge del 20 marzo 1975, n.70", solo per gli Enti Pubblici di minore rilevanza. 

Questa O.S. spera che quanto accaduto sia un mero errore formale e che non sia immaginabile considerare la C.R.I. un Ente Pubblico di “minore rilevanza”. Pertanto, per quanto sopra evidenziato, si torna a chiedere ai soggetti in indirizzo, di predisporre la massima divulgazione del conto consuntivo consolidato 2011 utilizzando tutte le forme di pubblicità previste per Legge.
Si chiede inoltre che tale documento contabile sia pubblicizzato in “forma analitica” e che ne sia prodotta, ufficialmente, copia conforme all’originale a tutte le Rappresentanze Sindacali.
Nel rimanere in attesa di quanto richiesto, si porgono distinti saluti.

U.S.B. Pubblico Impiego C.R.I.
Massimiliano Gesmini

giovedì 10 maggio 2012

L'AQUILA: BUFERA GIUDIZIARIA SULLA CROCE ROSSA



  CONSIGLIO DI STATO
ILLEGITTIMA
CACCIATA 
DI SIGISMONDI





L'AQUILA - Burrasca nella Croce rossa dell'Aquila: i vertici attuali rischiano di saltare in favore dell'ex commissario provinciale Luigi Sigismondi, defenestrato dal suo incarico nell'agosto del 2009.
L'incarico di Sigismondi è stato poi assunto da Carla Lettere, avvocato aquilano, dietro suggerimento della responsabile regionale della Cri, Maria Teresa Letta, sorella dell'ex sottosegretario Gianni Letta, braccio destro di Silvio Berlusconi.
  Sigismondi ha ottenuto definitivamente dal Consiglio di Stato una sentenza che stabilisce che il suo allontamento dall'organismo, deciso dal commissario straordinario nazionale, Francesco Rocca, era illegittimo.
Per i giudici amministrativi "il provvedimento è carente sotto il profilo di una compiuta indagine in ordine agli elementi contestati e della conseguente motivazione", perciò Sigismondi deve tornare al suo posto.

La vicenda ha origine all'indomani del terremoto dell'Aquila, nel luglio 2009: con una nota Rocca aveva mosso una serie di addebiti a Sigismondi tra cui "la precarietà del parco automezzi del comitato provinciale, la richiesta di copertura di spese non legate all’emergenza terremoto, l’eccessivo presenzialismo, l’assenza dalla gestione dell’emergenza, l’assunzione di iniziative proprie, solitarie e scoordinate e il disinteresse per le attività dei volontari".
Accuse molte pesanti, ma per il Tar e per il Consiglio di Stato immotivate, in seguito alle quali il commissario nazionale aveva avviato un procedimento necessario alla verifica della sussistenza delle condizioni minime perché Sigismondi potesse continuare a guidare la Croce rossa dell'Aquila.
Le controdeduzioni formulate a riguardo e il piano di rilancio inviato dall'ex commissario provinciale a Roma erano state respinte, da qui la destituzione di Sigismondi e la nomina, al suo posto, della Lettere.
Una decisione impugnata davanti al Tar Lazio, che ha bocciato il commissariamento, e confermata dal Consiglio di Stato.
In sua difesa Sigismondi ha portato una lettera del maggio 2009 indirizzata dalla Letta ai responsabili provinciali come ringraziamento per quanto era stato fatto in occasione del sisma, nonché le dichiarazioni di apprezzamento rilasciate dallo stesso commissario straordinario in un'intervista su un quotidiano locale.


La Croce rossa, 
nei due gradi di giudizio, 
è stata condannata 
al pagamento complessivo 
di 5 mila euro di spese legali.

Fonte

Quali iniziative intenda assumere il Governo al fine di verificare la congruità delle dichiarazioni del commissario Rocca;


Legislatura 16 Atto 

di Sindacato Ispettivo 

n° 4-07406

 

Pubblicato il 8 maggio 2012, 

nella seduta n. 718

  LANNUTTI - Ai Ministri della salute, dell'economia e delle finanze e della difesa. - Premesso che:

L'associazione della Croce rossa italiana (CRI), ente di diritto pubblico, svolge la sua opera su tutto il territorio nazionale grazie agli oltre 150.000 dipendenti volontari e soci attivi appartenenti all'organizzazione, e oltre 5.000 dipendenti;
la gestione del personale militare volontario comporta periodici richiami in servizio attivo del medesimo personale iscritto nei ruoli del corpo militare della CRI, per essere quindi riassegnato ai comitati provinciali della medesima;

premesso altresì che a quanto risulta all'interrogante:

 il capitano Mario Martinez è iscritto nei ruoli degli ufficiali del Corpo militare CRI dall'11 novembre 1983, ed ha ricoperto, sino al 1991, numerosi incarichi di elevata responsabilità, mediante richiami periodici (con una media di 3 o 4 volte all'anno), ottenendo anche un elogio formale per il servizio prestato;
senza alcuna apparente motivazione, a decorrere dal 26 settembre 1991, il Capitano veniva stabilmente posto in congedo, ad eccezione di un breve periodo compreso tra il giugno e luglio 2003, nel quale veniva richiamato per partecipare alla missione umanitaria in Iraq, presso l'ospedale di Baghdad;
dopo anni di congedo, resosi conto di essere stato in qualche modo "dimenticato" dall'amministrazione della CRI, nonostante il servizio meritoriamente prestato, il capitano Martinez presentava numerose istanze per chiedere di essere richiamato in servizio;
istanze di pari contenuto venivano, peraltro, inoltrate anche, direttamente ed autonomamente, dai Direttori dei Comitati di Parma e di Bari, i quali, in ottemperanza all'espresso invito del Comitato centrale di indicare i nominativi dei soggetti da richiamare (circolare del 10 novembre 2004 prot. n. 0072844/04), indicavano espressamente il capitano Martinez quale scelta preferenziale, in considerazione della esperienza e della professionalità posseduta, rilevando che il richiamo dello stesso sarebbe stato del tutto indispensabile quale fondamentale supporto d'ordine amministrativo e per la gestione dell'autoparco:
tutte le istanze inoltrate ai vertici della CRI, sia da parte di Martinez che dei due Comitati territoriali, venivano evase con risposte negative e/o evasive e contraddittorie, mentre, contestualmente, venivano richiamati in servizio dal Comitato centrale altri militari;
pertanto, nel 2006, iniziava, su impulso del Capitano, un lungo contenzioso volto ad accertare la legittimità del congedo sine die al quale lo stesso era stato costretto, nonché la legittimità del reiterato e protratto richiamo in servizio costantemente limitato ad una stretta cerchia di militari;
occorre precisare che i dubbi di legittimità avanzati da Martinez venivano confermati e rafforzati dall'ispezione condotta dall'Ispettorato generale di finanza presso il Ministero dell'economia e delle finanze, conclusa con la relazione del 6 agosto 2008, che accertava come il vertice amministrativo della CRI, in spregio ai principi che sorreggono l'ordinamento dell'ente, abbia sistematicamente violato il principio di rotazione del personale, dando luogo di fatto all'illegittima stabilizzazione del personale che da anni viene richiamato senza soluzione di continuità;
tuttavia, nonostante l'espressa denuncia dell'organo ministeriale, con ordinanza n. 142 del 17 aprile 2009 (annullata in parte qua con sentenza n. 38855/2010 del Tar Lazio, confermata con sentenza n. 2141/2011 del Consiglio di Stato), il commissario straordinario, pur richiamando in premessa la suddetta ispezione, disponeva (nuovamente) la proroga in servizio sino al 31 dicembre 2009 del medesimo personale già richiamato;
ed ancora, scaduto il periodo di efficacia della predetta ordinanza, la CRI, ancora una volta in spregio alle indicazioni impartite dall'organo ministeriale di controllo ha ancora una volta adottato l'ordinanza n. 417/2009 con la quale sono stati nuovamente prorogati in servizio i medesimi militari, escludendo ancora una volta il primo capitano Martinez;
con due ricorsi, successivamente riuniti, si impugnavano le due citate ordinanze;
con sentenza n. 38855/2010, il Tar Lazio, in accoglimento dei superiori ricorsi, annullava i provvedimenti impugnati nella parte in cui il capitano Martinez non era inserito nell'elenco dei richiamati, ordinando l'immediato richiamo in servizio dello stesso, condannando la CRI al pagamento della spese legali;
la superiore sentenza veniva appellata dalla CRI innanzi al Consiglio di Stato, il quale, preliminarmente, rigettava l'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza, condannando la CRI al pagamento delle spese legali relative alla fase cautelare e, successivamente, con sentenza n. 2141/2012, respingendo definitivamente l'appello proposto dalla CRI, affermava che gli atti in questione (il cui effetto era stato nel senso di consentire la stabilizzazione di fatto di circa 370 unità di personale per un periodo ultraquinquennale) si ponevano in contrasto con il tendenziale principio della concorsualità dell'accesso agli impieghi e del carattere paradigmatico delle assunzioni a tempo indeterminato per far fronte ad esigenze di servizio di carattere non temporaneo della CRI; ulteriori profili di incongruità e contraddittorietà erano ravvisabili in capo all'operato dell'amministrazione la quale, nel dichiarato intento di superare un assetto palesemente contra legem (rilevato dagli Ispettori del Ministero dell'economia e delle finanze), aveva - per un verso - apposto un termine (a sanatoria ed ex post) ai numerosissimi richiami a suo tempo disposti; ma aveva - per altro verso - contestualmente disposto l'ulteriore proroga di tali richiami per altri due anni, in tal modo palesando un comportamento di fatto elusivo dei medesimi princìpi cui - pure - affermava di volersi conformare; l'operato dell'amministrazione era, altresì, caratterizzato da palesi profili di contraddittorietà in relazione alle numerose istanze di richiamo in servizio avanzate dall'odierno appellato. Ed infatti, per un verso, l'amministrazione aveva più volte affermato l'inesistenza di esigenze operative le quali giustificassero i richiami, mentre - per altro verso - risultava che l'ente avesse disposto richiami in servizio - peraltro prorogati nel corso degli anni - relativi alla medesima sede e al medesimo periodo cui si riferiva l'istanza del primo capitano Martinez; più in generale, le modalità con cui la CRI aveva nel corso degli anni disposto i richiami in servizio e le successive proroghe risultavano illegittime per la mancata, previa, fissazione di criteri univoci volti ad orientare ex ante il potere di richiamo;
per tali motivi, il Consiglio di Stato confermava la sentenza di primo grado, condannando la CRI al pagamento delle spese legali anche del secondo grado di giudizio;
ciò nonostante, la CRI continuava a non provvedere al richiamo del primo capitano Martinez, costringendolo a proporre, altresì, ricorso per l'ottemperanza;
successivamente, con ordinanze n. 148/12 e, da ultimo, n. 186/12, la CRI, ancora uno volta in spregio ai principi di cui alle sentenze sopra citate del Tar Lazio e del Consiglio di Stato, proroga in servizio sempre i medesimi soggetti;
si evidenzia come la CRI, continui, inspiegabilmente e pervicacemente, ancora oggi a disattendere le indicazioni della ricordata ispezione ministeriale, nonché i puntuali precetti impartiti dalle autorità giudiziali con le indicate pronunce;
peraltro, come in più occasioni, l'attuale commissario straordinario della CRI ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sul Capitano CRI Mario Martinez, in particolare l'intervista riportata dal giornale "Epolis Palermo" all'avvocato Rocca: «"Non sembrerebbe se analizziamo il caso Martinez. Ha vinto tutti i ricorsi al Tar, si è rivolto a Bruxelles ma non è stato reintegrato. Non le sembra un'ingiustizia?" "Il Tar ha dato ragione a Martinez sostenendo che in passato c'è stato un sistema poco trasparente nel sistema dei richiami nel corpo militare con assegni. Non mi ha obbligato a richiamarlo e non ho intenzione di farlo. Da quando ci sono io non ho fatto alcun nuovo richiamo con assegni, ho semplicemente confermato i vecchi precari del corpo militare che legittimamente attendono una risposta. I richiami con assegni presuppongono alcuni elementi che allo stato non vi sono. Richiamare chiunque, compreso Martinez, che anche prima veniva richiamato su base clientelare e dunque sulla base di un sistema di cui lo stesso era vittima e carnefice costituirebbe motivo di danno erariale e nessuno potrà chiedermi di farlo»;
l'interrogante in un precedente atto di sindacato ispettivo, che ad oggi non ha ricevuto risposta, ha portato all'attenzione del Governo la vicenda che vede coinvolta la CRI nelle puntuali disattese indicazioni impartite dalle autorità giudiziali (4-05304),

si chiede di sapere:

 Quali iniziative intenda assumere il Governo al fine di verificare la congruità delle dichiarazioni del commissario Rocca;
se non ritenga che, al contrario di quanto affermato dal commissario straordinario, non comporti un danno per l'erario proprio il non porre in esecuzione le sentenze di cui in premessa, ostinandosi nel non richiamare il Capitano della CRI Martinez in servizio;
se a giudizio del Governo l'attuale commissario straordinario della CRI possa avvalersi del diritto di offendere la reputazione, calpestandone la dignità ed i diritti, di un ufficiale del Corpo militare della CRI che con il suo servizio, da quasi 30 anni di appartenenza, ha onorato l'operato e l'immagine del Corpo militare della CRI;
Quali risultino essere i motivi per cui l'attuale commissario straordinario perseveri nel richiamare sempre lo stesso personale militare continuando a disattendere le indicazioni della ricordata ispezione ministeriale del Ministero dell'economia e delle finanze, nonché i puntuali precetti impartiti dalle autorità giudiziali con le indicate pronunce;
Quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere al fine di garantire l'immediato richiamo in servizio del capitano Mario Martinez da parte della CRI, come disposto dalla sentenze del Tar e del Consiglio di Stato;
se non intenda intervenire con fermezza per porre fine alle irregolarità nella gestione della CRI, riportando la necessaria indispensabile trasparenza nell'organizzazione e gestione di questa storica associazione.

sabato 5 maggio 2012

Conto Consuntivo Consolidato 2011.

 Ci sembra inutile ricordare 
che la pubblicazione dei bilanci, 
quindi anche quello in oggetto, 
è un obbligo di Legge.


 

lunedì 23 aprile 2012

IL CASO LO ZITO......




PER VEDERE LA TRASMISSIONE 
CLICCA QUI



CRI: AVVOCATO LO ZITO,ANCORA NON GLI DICONO SUA SEDE LAVORO ASSOLTO IN APPELLO DA DISERZIONE, AVEVA DENUNCIATO IRREGOLARITA' 
(ANSA) - MILANO, 23 APR - 
Vincenzo Lo Zito, maresciallo della Croce Rossa accusato di diserzione aggravata, noto per aver denunciato delle irregolarita' amministrativo-contabili nella Croce Rossa abruzzese, presieduta da Maria Teresa Letta, e poi trasferito per incompatibilita' ambientale, e' stato assolto anche in appello, lo scorso febbraio. Ma ad oggi la Croce Rossa non gli ha ancora comunicato in quale sede dovra' lavorare. Lo ha denunciato il suo avvocato, Antonio Lastoria, durante la trasmissione 'Cittadini in divisa' su Radio Radicale. ''Il mio assistito - spiega il suo difensore - era stato trasferito dalla sede di Avezzano a quella di Assisi, nonostante i medici della Croce Rossa lo avessero visitato, certificando la sua idoneita' al servizio, ma solo nel luogo di residenza e a patto che non percorresse lunghe distanze in auto, in quanto affetto da una grave patologia cardiaca. Eppure, fu trasferito lo stesso ad Assisi, senza metterlo a conoscenza del provvedimento per 11 mesi. Da qui e' scattata l'accusa di diserzione, da cui poi e' stato assolto in entrambi i gradi di giudizio''. Ma, nonostante la sentenza sia passata in giudicato, Lo Zito, attualmente ancora in malattia, ''non sa ancora a quale sede sara' assegnato, pur avendolo chiesto ufficialmente - conclude Lastoria - Inoltre, pur essendo stato reintegrato in servizio subito dopo la sentenza e avendo ricominciato a ricevere lo stipendio, continua a subire delle decurtazioni dalla retribuzione. Attendiamo dunque una risposta''. Il Commissario straordinario alla Cri, Francesco Rocca, invitato alla trasmissione, non ha voluto partecipare ''non volendosi confrontare su un suo dipendente, sulle cui dichiarazioni pendono diversi giudizi''. (ANSA). Y85 23-APR-12 18:29 NNN

lunedì 16 aprile 2012

Il Consiglio di Stato da ragione al Capitano Martinez.....


SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 
2470 del 2011, 
proposto dalla CRI Croce Rossa Italiana, 
in persona del legale rappresentante
 pro tempore......

contro
Mario Martinez, 
rappresentato e difeso dagli avvocati 
    Marcello Furitano e Cecilia Furitano


per la riforma
della sentenza del T.A.R. Lazio – Roma, 
Sezione III-quater, 28 dicembre 2011, n. 38855



............ Nel corso del presente giudizio è, invece, emerso: a) che l’Ente aveva proceduto nel corso degli anni ad assumere personale anche nelle ipotesi e nelle aree geografiche in cui, nell’ambito del precedente giudizio, aveva negato di aver effettuato richiami; b) che, nel periodo 2005-2010, l’Ente aveva effettuato numerosissimi richiami (circa 370) in sostanziale assenza di criteri univoci e prefissati.
In definitiva, nel corso del presente giudizio sono emersi fatti e circostanze non allegati nel corso del giudizio conclusosi con la sentenza n. 4798/2010 i quali inducono il Collegio a risolvere la controversia nel senso della conferma del decisum dei primi Giudici.
3. Per le ragioni sin qui esposte, il ricorso in appello deve essere respinto.


domenica 15 aprile 2012

IL SENATO CHIEDE SPIEGAZIONI SULLA CROCE ROSSA ITALIANA



Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo 

n° 4-07270

Pubblicato il 12 aprile 2012, nella seduta n. 708

ANTEZZA
, CHIURAZZI , BUBBICO , BASSOLI , ZANDA , ROSSI Paolo , GIARETTA , PERTOLDI , COSENTINO , TONINI , ASTORE , PINOTTI , GRAMAZIO , DI GIOVAN PAOLO , ADAMO , SCANU , LEGNINI , INCOSTANTE , TREU , RUSCONI , ARMATO , BIONDELLI , CERUTI 

- Al Ministro della salute. -
 
Premesso che:

la Croce Rossa Italiana (CRI), ente di diritto pubblico non economico, da anni è sotto regime commissariale con il conseguente commissariamento di tutti i comitati regionali, provinciali e locali e azzeramento dei consigli direttivi eletti democraticamente all'interno dell'associazione;
la CRI, per la parte operativa, è composta da sezioni definite "componenti" con propri vertici nazionali, regionali, provinciali e locali, anch'essi commissariati, facenti capo ai Comuni del territorio di appartenenza;
i responsabili regionali, con provvedimenti unilaterali - secondo quanto riferito agli interroganti non giustificati ed immotivati -, senza il concerto del commissario del comitato provinciale di appartenenza, hanno sollevato dal loro incarico diversi vertici di componente, tra cui molte persone che in passato avevano sempre operato all'interno dell'Associazione in modo esemplare e in totale armonia con la base volontaria della CRI, riscuotendo, per questo, consenso e riconoscimenti da parte dei cittadini e delle forze istituzionali presenti sul territorio;
si apprende, inoltre, che in alcune Regioni sarebbero stati sollevati dall'incarico responsabili di componenti o addirittura commissari territoriali senza che tale scelta sia stata motivata ai sensi della normativa vigente;
considerato che:
i cambiamenti ai vertici dell'Associazione disposti dai responsabili regionali non hanno fatto che peggiorare il grave stato di crisi economica e gestionale in cui da anni versa la CRI;
aumentano, infatti, le denunce di irregolarità e di poca trasparenza nella gestione dell'Associazione e le disfunzioni organizzative che rischiano di compromettere irrimediabilmente il funzionamento della stessa organizzazione;
un chiaro ed inequivocabile segnale del malcontento generale si evince anche dalla continua defezione dei volontari ovvero di coloro che con il loro impegno, gratuito, organizzato e continuativo hanno da sempre costituito un supporto straordinario, indispensabile alla sopravvivenza della stessa Associazione;
molti dei volontari, infatti, lamentano di non riuscire più ad identificarsi con la stessa Associazione e di non condividere molte delle scelte operate dall'attuale dirigenza accusando quest'ultima di esasperati personalismi nonostante la continua declamazione in tante occasioni dei setti Principi fondamentali che ispirano l'Associazione e il Codice etico interno;
restano, tuttavia, inascoltate le continue richieste di incontro avanzate con gli organismi centrali dagli stessi volontari che da tempo chiedono, invano, chiarimenti e delucidazioni su molti aspetti della vita associativa che sono in tutta evidenza poco chiari;
preoccupa e dispiace, inoltre, l'allontanamento e la diffidenza che gli stessi cittadini stanno maturando nei confronti di quella che oggi è diventata la CRI, con effetti negativi anche sull'autofinanziamento delle molteplici attività che da sempre hanno caratterizzato la CRI già in difficoltà economica a causa delle mancate rimesse da parte dello Stato,
si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza dell'attuale situazione in cui versa la CRI, dei molteplici problemi operativi da cui è afflitta e quale sia la sua valutazione in merito;

se non si intenda intervenire con fermezza per porre termine alle gravi irregolarità denunciate in premessa, anche relativamente alle nuove nomine effettuate dai responsabili regionali, riportando la necessaria indispensabile trasparenza nell'organizzazione e gestione di questa storica associazione;

Quali misure intenda applicare per esercitare il doveroso controllo sulle scelte arbitrarie del commissario straordinario nonché dei responsabili regionali anche relativamente alla sostituzione dei vertici, regionali, provinciali e locali e, in genere, sulla situazione generale della CRI;

se, infine, non ritenga opportuno e necessario procedere in tempi brevi alla chiusura della fase commissariale, il cui eventuale prolungamento costituirebbe soltanto un costo ingiustificato per le casse dello Stato.

giovedì 12 aprile 2012

UN ADEGUATO RISARCIMENTO PER IL GRAVE DANNO SUBITO DAL MARESCIALLO LO ZITO

    
 INTERROGAZIONE  
PARLAMENTARE







MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, 
FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI.

 - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - 


Per sapere - premesso che:

  con alcuni atti di sindacato ispettivo, ancora in attesa di adeguate risposte, gli interroganti hanno portato all'attenzione del Ministro della salute, del Ministro dell'economia e delle finanze, del Ministro della difesa la vicenda che ha visto coinvolta la Croce rossa italiana nelle puntuali denunce fatte dal maresciallo capo CRI Vincenzo Lo Zito  e dei provvedimenti che il commissario straordinario, avvocato Francesco Rocca, ha adottato nel tempo nei confronti dello stesso militare, nonché dei procedimenti penali che hanno visto il medesimo Lo Zito indagato per il reato di diserzione pluriaggravata innanzi al tribunale militare di Roma che il 26 maggio 2011 lo ha assolto con la sentenza n. 10/2011;

a seguito del giudizio promosso dalla procura militare avverso la sentenza di primo grado, la corte militare d'Appello, prima sezione, con la sentenza n. 19 dell'8 febbraio 2012, divenuta irrevocabile il 25 marzo 2012, ha assolto il maresciallo Lo Zito dal reato di «diserzione pluriaggravata ascrittogli perché il fatto non costituisce reato»;



 il maresciallo Lo Zito ha dovuto sopportare un'estenuante vicenda disciplinare e giudiziaria che si è dimostrata essere priva di fondamenti si ricorda che il maresciallo ha denunciato ai suoi superiori e alle autorità competenti delle presunte irregolarità amministrative che attualmente sono al vaglio delle competenti autorità giudiziarie -:





se non ritenga opportuno che al maresciallo Vincenzo Lo Zito sia corrisposto un adeguato risarcimento per il grave danno subito e quali immediate azioni che intenda intraprendere in merito e quali quelle per accertare l'eventuali danno arrecato all'erario e i responsabili delle condotte nei confronti del militare;


se il commissario straordinario in premessa abbia svolto adeguati accertamenti a seguito delle segnalazioni del dipendente e con quali risultati, in caso negativo quali siano gli immediati provvedimenti che intenderà assumere nei confronti del predetto commissario.


(4-15670)

domenica 8 aprile 2012

L' USB Diffida la Croce Rossa .. Sulla sottoscrizione del "Codice Etico "


L'UNIONE SINDACALE DI BASE 
SI MOBILITA CONTRO 
L'IMPOSIZIONE DELLA FIRMA


E QUESTO L'ORDINE ASSUIRDO

venerdì 17 febbraio 2012

LA GIUSTIZIA TRIONFA ......e ci si scrolla di dosso il fango !!!


La sospensione precauzionale dall'impiego del Maresciallo capo VINCENZO LO ZITO 
disposta con L'O.C. n° 643/2010 
E' REVOCATA RETROATTIVAMENTE 
a tutti gli effetti , ai sensi dell'Art. 918 del D.Lgs. 15 Marzo, n° 66


cliccare sulle immagini per ingrandire


UN RINGRAZIAMENTO PARTICOLARE VA  AL PDM NELLA PERSONA DELL'ON.LE MAURIZIO TURCO E DEL SEGRETARIO LUCA MARCO COMELLINI

mercoledì 8 febbraio 2012

MARESCIALLO LO ZITO SMONTA CASTELLO ACCUSE DEL VERTICE....


CROCE ROSSA, PDM: ASSOLUZIONE
MARESCIALLO LO ZITO SMONTA CASTELLO ACCUSE DEL VERTICE. ADESSO COMMISSARIO ROCCA LO REINTEGRI IMMEDIATAMENTE 
E POI SI DIMETTA.

 8 Febbraio 2012

 "Apprendiamo con estrema soddisfazione che oggi, presso la Corte Militare di Appello di Roma, si è conclusa con l'assoluzione con formula piena la vicenda del maresciallo del Corpo militare della Croce Rossa Vincenzo Lo Zito, gia assolto in primo grado dall’infamante accusa di diserzione aggravata.
  Il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e delle forze di polizia (Pdm), sulla questione, che in passato ha visto Lo Zito autore di circostanziate denunce di irregolarità nella gestione della CRI abruzzese, e quindi per questo vittima della “reazione” del vertice della Croce Rossa,  ha presentato numerose interrogazioni parlamentari rivolte ai ministri vigilanti sostenendo sempre la necessità di fare massima chiarezza sulla gestione dell’Ente, chiedendo anche quali siano state le ragioni per cui a fronte delle ripetute denunce fatte dal maresciallo Lo Zito si è ritenuto di dover sottoporre lo stesso militare ad una estenuante serie di denunce e procedimenti penali e  disciplinari e alla sospensione precauzionale dal servizio.
Mentre adesso attendiamo le dovute risposte dai ministri è chiaro che il commissario straordinario della C.R.I. avv. Francesco Rocca deve immediatamente dare corso alla procedura per il reintegro in servizio del maresciallo Lo Zito e provvedere, anche e soprattutto, alla restituzione degli stipendi non pagati con i dovuti interessi, seguiti ovviamente da un cospicuo risarcimento danni e una lettera con cui scusandosi per il trattamento riservato a un integerrimo militare, annuncia le immediate dimissioni dall’incarico di commissario straordinario della Croce Rossa Italiana.

lunedì 6 febbraio 2012

Interrogazione sul Bilancio CRI poco veritiero

 Atto Senato 
Interrogazione  a risposta scritta 
presentata da
ELIO LANNUTTI
giovedì 2 febbraio 2012, seduta n.669
Ai Ministri dell'economia e delle finanze, della salute e della difesa,
Premesso che:

La Croce rossa italiana (CRI) è un ente pubblico con caratteristiche internazionali e il suo ruolo umanitario è garanzia di rispetto dei diritti umani;

La CRI è da diversi anni commissariata ad ogni livello per gravi situazioni economiche e problemi relativi alla gestione del personale militare e civile dipendente;

Risulta all'interrogante che il bilancio preventivo 2012, recentemente approvato dai Ministeri vigilanti, sia stato predisposto dal Comitato centrale attraverso la trasposizione dei dati del bilancio di previsione 2011 senza nei fatti verificare le effettive esigenze dei Comitati territoriali, variazioni che sono da ritenersi strategiche visti i progetti di riforma in itinere e le nuove emergenze che la CRI dovrà comunque affrontare;

I tre rendiconti generali consolidati relativi agli esercizi 2008, 2009 e 2010 recentemente deliberati dal commissario straordinario della CRI sono organizzati tra loro in maniera molto diversa e disorganizzata e le relazioni allegate non sono totalmente esaustive;

Il bilancio 2012 non prevede quanto disposto dal commissario straordinario CRI, avvocato Francesco Rocca, relativamente alla chiusura del Comitato locale CRI di Rovereto la cui gestione amministrativa viene accorpata al Comitato provinciale di Trento;

Il bilancio 2012 non prevede nulla sul contenzioso tra CRI e le organizzazioni sindacali FP Cgil - FISASCAT Cisl e FLP Uil a difesa del posto di lavoro di 80 operatori, che lavoravano con la cooperativa Connecting People per la gestione del centro di accoglienza per richiedenti asilo (CARA) di Borgo Mazzanone (Foggia) e che dovrebbero essere assorbiti dalla CRI;

Il bilancio 2012 non prevede nulla riguardo all'obbligo di stabilizzazione dei precari civili, imposta alla CRI a seguito di decine di sentenze dei Tribunali e confermate dalla Corte di cassazione, che porterebbe all'inserimento in pianta organica di oltre 1200 dipendenti con oneri del bilancio CRI;

Il bilancio 2012 non prevede nulla al riguardo dell'obbligo di pagamento dei "premi incentivanti" al personale precario civile CRI a seguito di decine di sentenze di Tribunali, obbligo che comporterebbe un'uscita di decine di milioni di euro dal bilancio CRI.

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

se non si ritenga utile sostituire rapidamente l'attuale vertice commissariale - in quanto detto bilancio non può risultare, così come scritto, veritiero - e procedere all'immediata nomina di un commissario ad acta per la redazione di un nuovo bilancio, nonché avviare immediatamente nuove elezioni per organi collegiali democraticamente eletti fino al riordino dell'ente, riportandolo ai compiti istituzionali.

(4-06765)

Troppe falle nel decreto di riforma






 Le commissioni Affari sociali della Camera e Sanità del Senato hanno bocciato il testo in esame, perché pieno di criticità: rimettere a posto la Cri, sempre più pressata dai debiti, sarà molto difficile. Intanto il Governo ha ridotto lo stipendio del commissario straordinario

Il Commissario Straordinario CRI, Francesco Rocca

  E’ tutto da rifare il decreto di riordino della Croce Rossa Italiana (Cri), che ne prevedeva la privatizzazione. Il termine della delega contenuto nel provvedimento è infatti scaduto e le commissioni Affari sociali della Camera e Sanità del Senato hanno bocciato il testo in esame, perché pieno di criticità. La privatizzazione della Cri è quindi, per ora, rimandata, mentre i nodi e i problemi da risolvere sono molti più di quanto non voglia far apparire il commissario straordinario della Cri, Francesco Rocca, che dopo la parziale promozione della Corte dei Conti sulla sua gestione finanziaria vedeva a un passo l’approvazione del decreto di riforma, che aveva raccolto diversi suoi spunti. Invece nelle prossime settimane il ministero della Salute presenterà, in Senato, un nuovo decreto sugli enti sottoposti alla sua vigilanza, tra cui la Cri, con cui sarà possibile continuare nell’opera di riordino, e probabilmente verrà anche modificato lo schema di riforma. Inoltre il suo stipendio verrà ridotto, probabilmente del 50 per cento.

Una cosa appare chiara pero: rimettere a posto la Croce Rossa, sempre più pressata dai debiti, sarà molto difficile. La Corte dei Conti, nella sua relazione al Parlamento, nonostante abbia riscontrato dei miglioramenti nella gestione finanziaria negli ultimi tre anni, ha anche rilevato che manca una dotazione organica del personale militare, i cui oneri nel 2009 sono aumentati a causa di adeguamenti economici rispetto al 2008; non è stata istituita in tutte le sedi periferiche una Tesoreria unica, avviata invece solo per il Comitato centrale e in una regione; e la precarietà della situazione economica nel 2010 ha determinato un risultato finanziario negativo per oltre 9 milioni di euro.

Non finisce qui. La commissione Sanità del Senato ha appena concluso un’indagine conoscitiva, da cui emergono altri nodi da sciogliere. Un esempio: negli ultimi 31 anni la gestione dell’ente è stata affidata a commissario per 24 anni. Poi c’è da aggiungere una gestione contrattuale fortemente diseconomica, costi eccessivi di personale, beni strumentali, incertezze normative sulle procedure di affidamento di contratti e convenzioni, mancata e tempestiva approvazione dei rendiconti, flussi finanziari “opachi” in cui è difficile risalire ai centri decisionali, gestione finanziaria contabile in assenza di rendiconti approvati, e un patrimonio immobiliare gestito senza un inventario aggiornato. Senza tralasciare il reclutamento del personale senza criteri trasparenti e obiettivi, l’eccessivo ricorso a consulenze esterne, la mancanza di controlli interni e di misure volte ad accertare le responsabilità personali. Insomma, non proprio bruscolini. “Gli interventi da effettuare sono altri – spiegano Daniele Bosone (Pd) e Michele Saccomanno (Pdl), relatori del provvedimento – Ad esempio la privatizzazione dei comitati locali e provinciali, così come pensata nel decreto, potrebbe creare sovrapposizioni tra regole pubblicistiche e privatistiche. Più che una privatizzazione verticale, sarebbe opportuna una privatizzazione delle funzioni, delle attività oggetto di procedura competitiva nei casi in cui sia espressamente esclusa la formula del convenzionamento diretta tra enti pubblici”.

Inoltre va stabilizzato il personale ausiliario e quello a tempo determinato, e c’è la questione del corpo militare della Croce Rossa italiana, l’unica al mondo ad avere personale militare assunto a tempo indeterminato. La commissione Sanità del Senato propone di convertirlo in corpo ausiliario al ministero della Difesa conservandone le finalità, dando vita ad un corpo orientato alla gestione della sicurezza dei presidi sanitari in situazioni di crisi nazionali od internazionali. Ma il commissario straordinario della Cri, Francesco Rocca (in carica fino al prossimo 30 settembre), non è d’accordo. “La mia proposta – spiega – era di creare un ruolo a esaurimento del corpo militare ausiliario, sempre nella Cri. Circa la privatizzazione di funzioni proposta dalla commissione del Senato, il rischio è di creare tante Sise (la società in house della Croce Rossa italiana, che ha gestito il 118 per la Sicilia, famosa per lo scandalo delle ‘assunzioni elettorali’ e il debito enorme generato tra Regione e Cri, ndr). Per il passato, ho denunciato quello che dovevo denunciare. Durante la mia gestione abbiamo migliorato i conti. Rispetto le indicazioni del Parlamento, ma il Governo deve darci degli strumenti. Così non possiamo andare avanti. Senza norme la Croce Rossa è condannata ad una lenta agonia”.

Intanto dopo la bocciatura del decreto, il 2012 continua con un altro boccone amaro per Rocca: la sua retribuzione verrà ridotta. Il Governo ha infatti accolto l’ordine del giorno scritto dal Partito per la tutela dei diritti dei militari (Pdm) e presentato da Maria Antonietta Farina Coscioni dei Radicali, per ridurre del 50 per cento il compenso annuo lordo di 229.489,43 euro di Rocca. “Vogliamo evitare che la nuova proroga al 30 settembre 2012 rappresenti un premio – scrivono Coscioni e Luca Comellini del Pdm – e sia invece caratterizzata da compiti prioritari: cioè l’approvazione entro il 30 marzo del bilancio complessivo dell’Ente relativo al 2011 e le convocazioni per l’elezione degli organi statutari ai vari livelli entro il primo giugno 2012″.
 

sabato 4 febbraio 2012

Croce rossa ai raggi X " C'è poca trasparenza "


Il senato indaga: 
opacità finanziaria, assunzioni senza criterio

Mancata approvazione nei tempi dovuti dei rendiconti, opacità dei flussi finanziari, mancanza di criteri trasparenti e obiettivi sul reclutamento, assenza di pianta organica, attribuzione ai dipendenti di emolumenti non dovuti, eccesso di consulenti esterni. E poi: mancanza di controlli interni, carenza di una esatta rendicontazione di beni mobili, diseconomicità della gestione dei beni immobili.
Commissario Str. ROCCA
 Le attività svolte in convenzione per il Pronto soccorso? Anche queste antieconomiche, con casi limite oggetto di segnalazione nel Lazio e in Puglia. Sono i rilievi sollevati dalla commissione sanità del senato, presieduta da Antonio Tomassini, al termine di un'indagine conoscitiva sulla Croce rossa italiana. Indagine durata un anno, un migliaio i documenti cartacei depositati, una decina le audizioni, a partire dal commissario straordinario della Croce Rossa, Francesco Rocca. A proposito, la Cri nei suoi 31 anni di vita è stata commissariata per 24. Un ente pubblico, la nostra Croce rossa, che non ha equivalenti a livello internazionale, dove le strutture operano tutte in regime di diritto privato. Un ente elefantiaco, che tra comitato nazionale e locali conta 4 mila dipendenti, di cui 1.281 a tempo indeterminato, oltre 1.500 a tempo determinato, prevalentemente per i servizi in convezione con le Asl, 1.200 del corpo militare. A parte, i volontari. «Del tutto anomalo e contrastante con i principi di sana gestione finanziaria», scrivono Daniele Bosone (Pd) e Michele Saccomanno (Pdl), relatori delle conclusioni dell'indagine, «la scelta di trasferire sul comitato centrale gli oneri del personale civile e quelli derivanti dai negativi risultati economici della gestione dei comitati locali». Fino al 2007, le delibere dei comitati non erano sottoposte a controlli di esecutività da parte del comitato centrale. Per le assunzioni, non si sono riscontrati criteri certi, si è fatto ricorso a consulenti senza spiegare perché non fosse possibile far svolgere lo stesso lavoro a personale interno, si sono riscontrati casi di compensi non dovuti. Notevoli ritardi poi nell'approvazione dei conti consolidati: per fare un esempio, il 16 dicembre 2006 si è approvato il conto relativo al 2004.
«C'è una serie notevole di anomalie e irregolarità, che evidenziano l'urgenza di una revisione complessiva del sistema di Croce rossa», commenta Saccomanno. Ci sono gli estremi per segnalazioni alla magistratura? «La Corte dei conti ha sempre certificato i bilancipositivamente», taglia corto il senatore Pdl. 


venerdì 3 febbraio 2012

REINTEGRAZIONE IN SERVIZIO.......


presentata da
MAURIZIO TURCO
giovedì 2 febbraio 2012, seduta n.582
Al Ministro della salute, al Ministro dell'economia e delle finanze, 
al Ministro della difesa.
Per sapere - premesso che:

Sul sito web bari.it , il giorno lunedì 23 gennaio 2012, è stato pubblicato un articolo a firma di Gianvito Rutigliano dal titolo « Croce Rossa in difficoltà: rientrano i 23 rinviati a giudizio» in cui si legge «La sede barese è da tempo sotto organico e i vertici pensano di reintegrare i dipendenti sospesi per un'accusa di truffa ai danni dell'ente con un processo penale aperto»; 
Il maresciallo del Corpo Militare della Croce Rossa Vincenzo Lo Zito è da tempo sospeso dal servizio perché sottoposto a procedimento penale, peraltro conclusosi in primo grado con l’assoluzione; 

Se le notizie riportate nell’articolo in premessa siano vere e quali siano le immediate azioni che il commissario straordinario della Croce Rossa intenda porre in essere per evitare che si creino eventuali situazioni di disparità di trattamento nei confronti del maresciallo Lo Zito;

Se non ritengano opportuno provvedere in merito alla reintegrazione in servizio del maresciallo Lo Zito.

fonte