STORIA DI ORDINARIA INGIUSTIZIA

La storia assurda del Maresciallo Lo Zito è in continua evoluzione e si cerca di aggiornarla continuamente.. i Provvedimenti dciplinari aumentano così come i Trasferimenti.. Il Blog contiene numerosissimi articoli e documenti scaricabili a prova dei fatti che vengono denunciati.. basta sfogliare le numerose pagine per rendersi cono...
BUONA LETTURA

giovedì 24 marzo 2011

LA CROCE ROSSA E' ESCLUSA DAL 5 x 1000



Clicca sull'immagine per ingrandire



LA CROCE ROSSA E' ESCLUSA DAL BENEFICIO 
DEL 5 X 1000 DELL'IRPEF
IN QUANTO DOTATA DI PERSONALITA' GIURIDICA 
DI DIRITTO PUBBLICO.
 
 
  
 
NON DEVE effettuare nessuna promozione per la donazione del cinque per mille dell'IRPEF
ma anche diffondere 
tale notizia nel territorio
 
La Circolare 56/E dell'Agenzia delle Entrate lo specifica molto chiaramente chi sono i soggetti che possono beneficiare....
e la Croce Rossa Italiana non ci rientra !! 
 
 Cosa succederà 
per le donazioni 
già incamerate ? 
 
 
Il Fatto Quotidiano 
riporta la notizia...
 
 
  
La nota dell'Agenzia delle Entrate esce pochi giorni dopo la trasmissione REPORT su RAI 3.......
 
Fonte: (clicca)

venerdì 18 marzo 2011

La triste PARABOLA della Croce Rossa Italiana ..


 Tutte le storie si sa, 
hanno un inizio e una fine
questa che stiamo per narrarvi 

ha dell’incredibile !





Ormai nessuno può più nascondersi dietro ad un dito o mettere la testa sotto terra; stiamo indiscutibilmente andando incontro ad un piano, preordinato, 
di privatizzazione della C.R.I.



Il Commissario Rocca, recentemente, si è recato a Ginevra per offrire, su un piatto d’argento, la testa dei lavoratori della C.R.I., siano essi PRECARI, di RUOLO o MILITARI 




Il Presidente del Comitato Internazionale della Croce rossa, Jakob Kellenberger, presto sarà a Roma, per discutere con il Governo italiano delle modifiche da apportare allo Statuto C.R.I. al fine di arrivare, quanto prima, allo smantellamento dell’Ente Pubblico in favore di una non meglio precisata nuova entità (Fondazione??).
Sembrerebbe che a portare a compimento il cambio di natura giuridica dell’Ente, non sarà l’attuale Commissario, il quale tornerà tra le braccia del suo caro amico Sindaco di Roma al fine di uscire con le mani pulite dallo sfacelo a cui verranno sottoposti tutti i Dipendenti della C.R.I.

Maria Teresa LETTA
Al suo posto potrebbe essere nominata la sorella di un suo altro carissimo amico, l'attuale Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che certamente non si farebbe scrupoli a lasciare per strada circa 3500 famiglie.




Il Comunicato (clicca sulla foto per ingrandure)

RIALZIAMOCI E RIPRENDIAMO A COMBATTERE UNITI PER I NOSTRI DIRITTI E PER IL NOSTRO POSTO DI LAVORO!!

MANDIAMO A CASA 
CHI VUOLE METTERCI  
 IN MEZZO A UNA STRADA !!
  
Fonte : (clicca)

domenica 13 marzo 2011

venerdì 11 marzo 2011

Il MINISTRO della salute FAZIO risponde ad una Interrogazione Parlamentare sulle stranezze della Croce Rossa...

In merito alla Nomina effettuata dal 
Commissario Straordinario CRI Francesco Rocca 
a Revisore dei Conti dell'Avv. Romolo Reboa

MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: 

il giorno 5 maggio 2010, l'Agenzia Giornalistica Italia (AGI) diffondeva un comunicato nel quale si dava la notizia della condanna alla pena di un anno di reclusione dell'avvocato Romolo Reboa e condanna al risarcimento delle spese e dei danni nei confronti delle altre parti costituite nel giudizio denominato «Laziogate»; (  PER LA VICENDA clicca)
con l'ordinanza commissariale n. 0362-10 del 14 luglio 2010 il commissario straordinario della Croce rossa italiana, avvocato Francesco Rocca, ha determinato «di affidare all'Avv. Romolo Reboa l'incarico di Revisore dei Conti della Croce Rossa Italiana in rappresentanza dell'Assemblea Nazionale dell'Associazione ai sensi dell'articolo 25 dello Statuto CRI» -:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza di quanto in premessa e se non ritengano opportuno intervenire con l'urgenza necessaria, affinché l'incarico di revisore dei conti della Croce rossa italiana sia affidato a persona di cristallina moralità e che non abbia riportato condanne in sede penale;
quali siano state le ragioni che hanno condotto il commissario straordinario avvocato Rocca ad affidare l'incarico in premessa all'avvocato Romolo Reboa, già condannato in primo grado alla pena di un anno di reclusione e quale sia il compenso stabilito per detto incarico. 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08293

 

Il Ministro Fazio
Risposta. - Si risponde all'interrogazione in esame sulla base degli elementi pervenuti dalla Croce rossa italiana (Cri).
L'articolo 25 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 maggio 2005, n 97 /statuto Cri) prevede che il collegio dei revisori dei conti della Cri abbia la seguente composizione: «[...] sette membri effettivi, dei quali uno in rappresentanza del Ministero dell'economia e delle finanze con funzioni di presidente, uno in rappresentanza, rispettivamente, del Ministero degli affari esteri, del Ministero della difesa e del Ministero dell'interno, due in rappresentanza del Ministero della salute e uno in rappresentanza dell'assemblea, tutti scelti tra gli iscritti al registro dei revisori contabili o in possesso dei requisiti previsti dal codice civile per lo svolgimento di tali funzioni, nonché da due membri supplenti, uno scelto dal Ministero della salute e uno dal Ministero dell'economia e delle finanze tra esperti in possesso di specifica competenza [...]».
Essendo scaduto il mandato del precedente collegio dei revisori, si è proceduto con l'insediamento del nuovo collegio e la Cri, come è evidenziato nell'interrogazione in esame, ha nominato quale proprio rappresentante l'avvocato Romolo Reboa, con ordinanza commissariale n. 362/10 del 14 luglio 2010. Egli è stato, dal 2006 al 2010, membro del collegio dei revisori della Cri in rappresentanza del Ministero della salute ed ha sempre svolto il proprio mandato con assoluta indipendenza e professionalità. L'avere già esercitato l'incarico di revisore, ad avviso della Cri fa sì che l'avvocato Reboa abbia una esaustiva conoscenza dell'ente, delle sue peculiarità, della sua specifica articolazione territoriale ed organizzativa, tale da consentirgli di svolgere in maniera più consapevole il proprio mandato. Per questi motivi e al fine di assicurare una continuità rispetto al collegio uscente, il commissario straordinario della Cri ha ritenuto di poter individuare l'avvocato Reboa quale proprio rappresentante nel nuovo collegio.
Con riferimento a quanto ricordato dagli interroganti, la Cri precisa che la sentenza di condanna dell'avvocato Reboa è, allo stato attuale, non definitiva essendo pendente in appello.
La Cri fa inoltre presente che è in corso di approvazione un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di modifica dell'articolo 25 dello statuto Cri per ridurre da sette a tre i componenti del collegio dei revisori dei conti dell'ente, in ossequio alle disposizioni di contenimento della spesa pubblica introdotte dal decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, nella legge 30 luglio 2010, n. 122.
A seguito della modifica dello statuto, la composizione del collegio sarà limitata a soli tre componenti, di cui uno in rappresentanza del Ministero dell'economia e delle finanze (con funzioni di presidente) e uno, rispettivamente, in rappresentanza del Ministero della salute e di quello della difesa.
Così come previsto dall'articolo 25, ultimo comma, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 maggio 2005, n. 97, il Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, ha proceduto a fissare con decreto interministeriale del 22 novembre 2007) il compenso dovuto ai componenti del collegio dei revisori dei conti nella seguente misura (annuale/lordo):
Presidente del collegio euro 46.000,00;
membro effettivo euro 38.000,00;
membro supplente euro 8.000,00.


Il Ministro della salute: Ferruccio Fazio.

sabato 5 marzo 2011

LE INCHIESTE CHE NON SI POSSONO DIMENTICARE !!!!

REPORT 05 12 2010 

La croce in rosso





ll bilancio della Croce Rossa è in deficit di cinquanta milioni, ma i contribuenti italiani che nelle sue casse tanti soldi, fino a 160 milioni di euro annui senza mai sapere come questi soldi vengono spesi.





 La pubblicazione dell'ultimo bilancio visionato dalla corte dei conti risale infatti al 2004. Il Commissario della Croce Rossa Italiana viene nominato dal Governo, in violazione dei principi di indipendenza e neutralità che regolano gli enti omologhi negli altri paesi occidentali



Sono inoltre 150.000 i volontari che dedicano gran parte del proprio tempo libero alla raccolta di fondi per la croce rossa e 5.000 i dipendenti che lavorano tra sprechi e clientele.






Report attraverso l'inchiesta di Sabrina Giannini, ha svelato con testimonianze e documenti inediti come viene gestito l'immenso patrimonio immobiliare in possesso della Croce Rossa mettendo in luce anche anche i numerosi casi di assenteismo.

4° parte qui: clicca





Nell'inchiesta ci sono stati gli interventi di Maurizio Scelli, ex commissario della Croce Rossa (2003 -- 2005) all'epoca dei sequestri di italiani in Iraq. Anche l'ex commissario ha riscontrato gestioni anomale del notevole patrimonio economico




Raccogliendo testimonianze da numerosi comitati locali della Cri in diverse città italiane, l'inchiesta ha svelato che le aziende sanitarie erogano contributi alla Croce Rossa, che svolge anche il servizio di Pronto Soccorso 118, 




A livello economico purtroppo sono state riscontrate "anomalie": non tornerebbero i conti sui numeri degli immobili di proprietà dell'ente e sarebbero stati rilavati anche non pochi casi di assenteismo per quanto riguarda i dipendenti Cri








Alla  signora  Letta,  che    certamente  voleva  fare  un  bel  gesto  di  ri conoscenza  verso  i  volontari  omaggiandoli   del  pacco  natalizio,  abbiamo  chiesto  un'intervista,  ci  ha  risposto  per  iscritto,  dice  "ogni   mia  azione  è  stata  dettata  dalla  volontà  di   aiutare  gli  assistiti   della  Croce  Rossa...

mercoledì 2 marzo 2011

FIGLI DI UN DIO MINORE……. in CROCE ROSSA



Il tristemente famoso Codice Etico e di  Condotta della C.R.I. (orgoglio di questa gestione Commissariale),  fonda le sue radici sui sacrosanti principi ispiratori di….«onestà e correttezza, legalità, imparzialità e parità di trattamento, trasparenza e completa informazione, proporzionalità e assenza di abuso di potere, corretto utilizzo dei beni, nonché prevenzione del conflitto di interesse e lotta alla corruzione» che dovrebbero vedere protagonisti i vari soggetti destinatari delle “disposizioni” contenute nello stesso.
Orbene, come è solito fare questa improvvida Amministrazione, si predica bene ma si razzola malissimo…….
Ne è inconfutabile riprova, quanto sta accadendo in questi giorni dove la C.R.I., impegnata sul fronte umanitario per l’emergenza migranti, ha posto in essere, attraverso una Ordinanza Commissariale, un adeguato, quanto puntuale, richiamo di personale appartenente al Corpo Militare C.R.I.
Fin qui nulla da eccepire; sennonché, al pari di altri lavoratori (ci piace chiamarli lavoratori a dispetto della casacca o divisa che indossano) qualcuno, inspiegabilmente, è rimasto fuori da questi richiami.
Questo collega non è un collega qualsiasi, è un lavoratore al quale, il T.A.R. Lazio Roma registro sentenze n. 38855/2010, ha riconosciuto il diritto....«all’immediato richiamo in servizio del ricorrente medesimo in sostituzione di altra unità degli elenchi menzionati oppure, ove lo ritenga possibile, in aggiunta».
Chi della rettitudine fa la propria mission, dovrebbe sapere che le sentenze si applicano sempre e comunque (anche se in questo caso non siamo all’ultimo grado di giudizio).
Troppo spesso questa Amministrazione ignora le sentenze e ricorre sempre e comunque, con il chiaro intento di sfinire i lavoratori e farli desistere dal rivendicare i propri diritti.
Ma questo non vale per tutti; per citare Giovanni Giolitti, troppo spesso per la Croce rossa “La Legge si interpreta per gli amici e si applica per i nemici”.
Per un uomo di Legge il rispetto della stessa dovrebbe essere un caposaldo da rispettare e far rispettare (è come chiedere ad un Medico di praticare l’eutanasia senza nessuna regola dopo il Giuramento di Ippocrate); non può essere utilizzata a corrente alternata e a proprio uso e consumo…..ma si sa in quale clima politico viviamo e la C.R.I., purtroppo, non è immune a questo clima.
Non sappiamo quanto ancora si potranno sopportare certi soprusi e certe vessazioni; se si vive nell’alveo di un delirio di Onnipotenza, non si può immaginare di continuare a perpetrare danni a onesti e umili lavoratori, con la pia illusione di sfuggire al giudizio degli uomini e della Legge (quella con la L maiuscola).
Non sarà oggi, non sarà domani, ma quando arriverà sarà implacabile e non guarderà in faccia nessuno......
a buon intenditor poche parole.

fonte ........

domenica 27 febbraio 2011

CRI. Il caso del Capitano Martinez finisce in Parlamento.

Cap. Mario Martinez
La questione del Capitano Mario Martinez finisce in Parlamento con una interrogazione a risposta scritta  presentata dai deputati Donadi, Palagiano e Di Stanislao dell’IDV, per chiedere chiarimenti proprio sulla vicenda che riguarda l’ufficiale.

Noi ne parlammo ampiamente già nel gennaio del 2010
(http://www.osservatorio-sicilia.it/2010/01/26/la-cri-la-storia-del-cap-martinez-e-delle-54-irregolarita-%e2%80%9ccertificate%e2%80%9d-dal-ministero-dell%e2%80%99economia/) ed allora il Commissario Straordinario Rocca ci ha assicurato che il caso era seguito con attenzione ma essendo un atto un contenzioso presso il Consiglio di Stato, non era possibile adottare alcun provvedimento.
La questione sembra divenuta nel tempo una questione inestricabile ed incomprensibile anche alla luce dei rilievi che emergono dalla la relazione del Ministero delle Finanze del 22 settembre 2008 , a firma  del Ragioniere Generale dello Stato dove si evidenziano ben 54 punti di criticità ed irregolarità che riguardano anche l’Ufficio dell’Ispettore Generale, la rendicontazione e la gestione del personale. (http://www.osservatorio-sicilia.it/2010/01/26/la-cri-la-storia-del-cap-martinez-e-delle-54-irregolarita-%e2%80%9ccertificate%e2%80%9d-dal-ministero-dell%e2%80%99economia/)
Criticità che non appaiono ancora rimosse come irrisolto appare il problema relativo al caso Martinez. .

Ecco comunque il “testo integrale dell’interrogazione” presentata nella seduta 439 della Camera dei Deputati il giorno 24/2/2011 con il n. 4-11020 

venerdì 25 febbraio 2011

NUOVA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE... IL CAPITANO MARIO MARTINEZ CHIEDE IL RISPETTO DELLE REGOLE

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 

4/11020

 Di MASSIMO DONADI



L’Associazione Italiana della Croce Rossa, ente di diritto pubblico, svolge la sua opera su tutto il territorio nazionale grazie agli oltre 150mila volontari e soci attivi appartenenti all'organizzazione, e oltre 5.000 dipendenti;




la gestione del personale militare volontario, comporta periodici richiami in servizio attivo del medesimo personale iscritto nei ruoli del corpo militare della CRI, per essere quindi riassegnato ai Comitati provinciali della medesima Croce Rossa;






tra il personale volontario militare, l’interrogante rammenta il caso del  Capitano Mario Martinez, iscritto nei ruoli del corpo militare volontario della Cri dal 1983; 

durante tutti gli anni dal 1991 a oggi – a parte un breve periodo nel 2003 – il Capitano Martinez non è stato più richiamato in servizio, seppure i richiami in servizio attivo di personale volontario da parte della CRI, hanno continuato ad aumentare, e nonostante che vi fosse stata una esplicita richiesta nominativa del Martinez proveniente da due Comitati provinciali della Cri: Parma e Bari;

alla formale richiesta di spiegazione circa l’esclusione del richiamo in servizio del Matinez, la Croce Rossa, nel 2007, rispondeva – in quanto “costretta” da una sentenza del TAR del Lazio - che il richiamo non era stato operato in quanto i Comitati provinciali non avevano a suo tempo eseguito correttamente le procedure;

la suddetta tesi veniva contestata da una seconda sentenza del TAR del Lazio, n. 09455/09, con la quale si chiariva che i comitati provinciali CRI avevano in realtà eseguito le procedure, e si rilevava da parte della medesima CRI, abuso di potere e violazione dell’articolo 97 della Costituzione;

tutto ciò accade mentre in CRI continuano i richiami in servizio attivo. Richiami che però riguardano sostanzialmente il medesimo personale militare;

con l’ordinanza commissariale n. 417 del 29.12.09, si continua infatti a richiamare sempre lo stesso personale militare da anni, violando i principi di volontariato, che ne caratterizzano sia la componente militare che lo spirito dei principi fondamentali della stessa Croce Rossa;




il Capitano Martinez, conduce giustamente una battaglia da diversi anni per vedersi riconosciuto il diritto a  riprendere il proprio lavoro;






  
il 28.12.2010  con sentenza 38855/2010, con propria sentenza, il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi presentati da Mario Martinez,   chiedendo alla Croce Rossa il reinserimento del Martinez negli elenchi del personale da richiamare, e conseguentemente il suo richiamo in servizio;



  
  se i Ministri interrogati, nell’ambito delle loro prerogative, non intendano attivarsi nei confronti della Croce Rossa italiana, affinché venga rispettata la suindicata sentenza del Tar del Lazio, e si proceda al richiamo in servizio del Capitano Mario Martinez.

sabato 19 febbraio 2011

Croce Rossa : LA SAGA DELL’INCIUCIO……

PRIMA CON UNA NOTA UFFICIALE POI CON LE TELEFONATE AD PERSONAM,  L’AMMINISTRAZIONE DELLA C.R.I. STA CERCANDO DI FRANTUMARE, IL GIÀ ESILE, FRONTE SINDACALE CON INCOMPRENSIBILI INCONTRI CON LE SINGOLE ORGANIZZAZIONI.





La Convocazione

..sarà stato un ONORE 
essere convocati 
SINGOLARMENTE
per L'USB
    <<<<<----------







La risposta dell' USB
QUESTO TENTATIVO E QUESTE MODALITÀ, 
SONO STATE  UFFICIALMENTE CONTESTATE E DENUNCIATE DALLA SOLA UNIONE SINDACALE DI BASE 

   >>>>>>>>>>>>




COSA HA DA NASCONDERE QUESTA AMMINISTRAZIONE? 
E SOPRATTUTTO COSA HA DA CHIEDERE E PRENTENDERE DALLE SINGOLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI ?
 
Fonte: USB
 
 


mercoledì 9 febbraio 2011

La trasparenza della Coce Rossa che NON traspare........

La Presidente della Croce Rossa Abruzzo
Maria Teresa Letta 
dichiara a mezzo lettera 
nella trasmissione REPORT del 5 Dicembre 2010

....Sono oggetto di un attacco inqualificabile per essermi assunta la responsabilità di amministrare il Comitato Regionale d’Abruzzo, espressamente autorizzata, 
 viste le carenze evidenziate dai dirigenti....

Legittimamente 
l'Unione Sindacale di Base 
chiede  delucitazioni 
alla Dirigenza della Croce Rossa
per l'anomala autorizzazione sbandierata..
era il 9 Dicembre 2010 >>>>>




 L'unione Sindacale di Base 
   dopo 1 mese esatto che la Croce Rossa stranamente tace e non fornisce nessuna risposta ne documenti che attestino questa pseudo autorizzazione, si vede costretta a sollecitare...

MA SARA' VERA 
L'AUTORIZZAZIONE ????



Chi sarà stato mai quel Dirigente che ha autorizzato la Presidente Letta ad Amministrare il Comitato Regionale Abruzzo contrariamente a tutti i regolamenti ??


Clicca sulla foto per ingrandire


sabato 5 febbraio 2011

Croce rossa, un riordino a colpi di tagli e chiusure


Dopo i trasferimenti e le proteste dei lavoratori al Cosp di Roma, si temono altre riduzioni dei servizi, come denunciato dai sindacati. Il Pd del Lazio chiede l’intervento della Polverini.  




Francesco Rocca
Chi va più lontano finisce a Cuneo, il più fortunato a Pescara, questo per un mese poi chissà. I militari di Croce rossa italiana in servizio al Cosp, il Centro operativo sanitario provinciale di Roma, devono rispondere «obbedisco» al comando del Commissario straordinario Francesco Rocca   che ne colloca trentadue in altre regioni. Si tratta dell’ennesimo effetto del piano di riordino dell’associazione a cui sta lavorando il dinamico avvocato. E che ha portato, tra l’altro, alla chiusura di tre presidi sanitari gestiti dalla Croce rossa in popolosi quartieri di Roma. «Erano un retaggio di un’Italia bisognosa che non esiste più – ha dichiarato Rocca - oggi i marginali sono i rom, lì orienteremo i nostri interventi». Ma di cosa si occupa e soprattutto di cosa s’occuperà la Croce rossa del futuro?

Se lo chiede anche un funzionario con oltre trent’anni d’attività alle spalle che vuole restare anonimo: «Facciamo tante cose, alcune sono prestazioni d’eccellenza però servirebbe razionalizzare. Dalla riorganizzazione lavoratori e volontari s’aspettano chiarificazione e concretezza, non dismissione di servizi». Il piano di riordino che impegna Rocca da due anni, e che i sindacati attendono come un evento, non pare condiviso con le strutture territoriali. Emblematico è il caso del Cosp di Roma, dove lunedì scorso è scattata la protesta, con striscioni e dipendenti saliti sul tetto dell’edificio di via del Porto fluviale. Dagli organici sono stati tagliati diversi autisti-barellieri che prestano servizio sulle ambulanze del 118 più sette meccanici addetti alle riparazioni nell’officina.

I lavoratori segnalano a Terra che in situazioni di ferie ed eventuali malattie le vetture presenti potrebbero non essere in condizione di partire. Così l’sos lanciato da tempo da alcuni sindacati, Usb e anche Cgil e Uil, sul pericolo di dismissioni di servizi di pubblica utilità appare reale. Il Commissario, Rocca nell’intervista rilasciata a Terra il 22 gennaio scorso, s’era difeso ricordando come all’Ente non compete l’attività di pronto soccorso, legata solo a convenzioni stabilite con le Regioni. Non è l’unica attività in sospeso. Sempre a Roma si attendono notizie nel piano di riordino circa il destino del romano Cem, che presta tuttora servizio ai disabili e che potrebbe venire dismesso.

 
  E i lavoratori, sia i precari del 118, a fine maggio in scadenza di contratto e convenzione, sia quelli del Cops hanno timore a parlarne ufficialmente: «Dobbiamo farlo di nascosto perché rischiamo le sanzioni previste dal Codice etico introdotto dal Commissario». Le rassicurazioni sul rispetto dei diritti sindacali da parte dell’avvocato Rocca, pubblicate su Terra nell’intervista del 22 gennaio scorso, insomma, non devono essere state convincenti. Per la vicenda del Cosp, il capogruppo del Pd alla Regione Lazio, Esterino Montino ha chiesto l’intervento del presidente Renata Polverini: «E’ una vicenda che denuncia le aberrazioni del precariato. Credo che sia urgente intervenire presso il ministero della Difesa perché questa decisione scellerata venga bloccata. Chiedo alla Presidente Polverini di prendere immediati