STORIA DI ORDINARIA INGIUSTIZIA

La storia assurda del Maresciallo Lo Zito è in continua evoluzione e si cerca di aggiornarla continuamente.. i Provvedimenti dciplinari aumentano così come i Trasferimenti.. Il Blog contiene numerosissimi articoli e documenti scaricabili a prova dei fatti che vengono denunciati.. basta sfogliare le numerose pagine per rendersi cono...
BUONA LETTURA

giovedì 6 gennaio 2011

Le croci della Croce Rossa

  Il Commissario Straodinario annuncia la riorganizzazione a suon di privatizzazione e tagli ai lavoratori precari, eppure abusi come quello di Maria Teresa Letta restano tuttora impuniti. Ha l’ambizioso progetto di riorganizzare la Croce Rossa Italiana Francesco Rocca, un avvocato non il calciatore romanista, che dal novembre 2008 è il Commissario straordinario della pluricentenaria associazione. Dichiara d’aver lavorato sodo mese dopo mese, riordinando bilanci fermi al 2005 e ora, confortato dal disegno di legge 1167 che nell’ottobre scorso ha ricevuto il via libera dal Parlamento, lancia orgoglioso un’esortazione “alle persone serie che non vogliono far tornare le cose come prima”. Prima le cose per la Croce Rossa erano zeppe di magagne, gestioni allegre trasversali che coinvolgono esponenti di centrosinistra e centrodestra con punte di straordinario personalismo durante l’esercizio di Maurizio Scelli. L’attuale onorevole del Pdl fu accusato da più parti per avere non solo tradito la neutralità dell’ente ponendo la missione umanitaria in Iraq sotto la bandiera a stelle e strisce, ma per essersi servito dell’incarico in Croce Rossa nella successiva personale carriera politica. Il passato, che è ancora misterioso presente, sono anche i beni immobili CRI (donazioni di soci) esaminati da una puntata televisiva di Report in base alle denunce di funzionari che sono stati trasferiti proprio a causa delle rivelazioni sul patrimonio immobiliare sommerso. Oppure osteggiati per i contrasti coi famigli di potentati dell’attuale governo collocati in ruoli manageriali. Il presente e il futuro che il Commissario Rocca prospetta, e propaganda con un video caricato pure su You Tube, riguardano l’organizzazione del volontariato e la sua rappresentanza.  Lui agogna “la privatizzazione dei Comitati locali per essere incisivi ed efficaci sul territorio attraverso un’organizzazione snella. Avere la possibilità di far decadere i Consigli eletti attraverso la sfiducia degli elettori, mentre un tempo il Presidente locale era blindato. Prefigura che “attraverso istituti di democrazia diretta sarà possibile azzerare il Presidente che non risponde alle aspettative dei soci”.   
 Alla Presidente del CRI abruzzese Maria Teresa Letta, sorella del sottosegretario Gianni da due anni in conflitto col maresciallo Lo Zito che l’accusa di gravissimi illeciti amministrativi, dovrebbero tremare i polsi. Ma pare non sia così. Il Commissario desidera anche far piazza pulita delle clientele che partiti e certi sindacati praticano con assunzioni pilotate. Eppure la sua vis risanatoria rischia di falciare anche servizi e figure professionali necessari al sistema di primo soccorso cui la Croce Rossa presta uomini e mezzi. Lo denuncia il sindacato Usb che ha lanciato l’allarme su quanto si prospetta nella capitale dove, ad esempio, tre storici ambulatori pubblici che fornivano assistenza gratuita ai cittadini nei popolari quartieri di Tiburtino, Prenestino e Ostiense chiuderanno. Infatti è previsto il licenziamento o il non rinnovo di contratto per operatori che dopo anni di servizio risultano tuttora precari. Solidali alla cura Rocca la Direzione Generale e diversi Direttori di Comitati locali CRI. Ma quella sigla sindacale non ci sta e prospetta prossime agitazioni anche perché afferma Francesco Spataro Il Commissario aggira la legge 104/92, attua una mobilità selvaggia dei lavoratori senza accordarsi con le parti sociali, non rispetta le relazioni sindacali e viola le previsioni del testo unico 81/2008 che concernono salute e sicurezza nei posti di lavoro. In più prova a mettere un bavaglio a dipendenti e soci attraverso un sedicente Codice Etico”. Attorno a questo Codice che vieta agli appartenenti – volontari e dipendenti – della Croce Rossa di rilasciare dichiarazioni a soggetti terzi sulle strutture dell’associazione pena sanzioni disciplinari, alcuni parlamentari dell’Italia dei Valori hanno presentato nel mese di novembre interrogazioni ai ministri della Salute e della Difesa, denunciando come simili norme limitino la stessa attività sindacale. Il malcontento del personale precario è legato anche alla giungla contrattualistica in atto. Dice una lavoratrice che preferisce conservare l’anonimato perché già colpita dalla censura del proprio dirigente “Prendiamo il caso degli operatori del 118 esternalizzati e finiti nei distaccamenti CRI, costoro hanno un contratto ibrido per metà afferente alla Croce Rossa, per un’altra metà sancito dagli accordi della Sanità, di ciascuna viene presa la parte più favorevole all’azienda e il lavoratore si trova comunque svantaggiato. Il guaio è che questi contratti sono caldeggiati dalle sigle sindacali maggioritarie Cisl e Uil, e la Cgil in troppi casi s’accoda. Quello che sta facendo Marchionne a Pomigliano e Mirafiori le fasce del lavoro debole lo vivono sulla pelle da anni”. Aggiunge “Nei punti nevralgici che sono le ambulanze o i presidi sanitari siamo perennemente sotto organico e subiamo il ricatto dell’inquadramento. Quasi tutti siamo bloccati nell’area A2, con una retribuzione di circa mille euro mensili, pur avendo qualifiche professionali da area B cui spetterebbero stipendi superiori”.



 

martedì 4 gennaio 2011

Anno 2011. Cos’è oggi la CRI e verso dove va ?

 E’ la domanda che da tempo si pongono molti, soprattutto i lavoratori della CRI.  I sindacati sono in fibrillazione e minacciano scioperi, il corpo militare sempre nell’occhio del ciclone per via delle continue proroghe concesse nei decenni e che molti ritengono non corrette, i conti non tornano, anche per via di certe convenzioni che si sono rivelate veri e propri pozzi senza fine portando gravi deficit economici, il patrimonio immobiliare dell’associazione non correttamente “inventariato” e abbandonato in buona parte.
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A ciò si aggiunge una situazione di eterna conflittualità dai contorni difficili da comprendere per chi non è parte del pianeta CRI.
Questa è la situazione in cui da oltre due anni si trova ad operare il Commissario Straordinario, Francesco Rocca, nominato per mettere ordine, riorganizzare l’associazione e sanare il deficit economico.
Ha risolto, un po’ la questione SISE riuscendo a far uscire dalla palude siciliana senza grossi scossoni.
Ma nel complesso, come ha rilevato la trasmissione Report, la CRI appare ben lungi dall’uscire dal tunnel in cui è stata cacciata in decenni di “monopolio” politico e di amministrazioni allegre e non proprio esenti da critiche anche da organi di controllo ministeriali.
Rimane, quella della CRI, una situazione precaria e alquanto difficile da gestire. 
La Repubblica del 10 dicembre 2009, con sottolinea come la Croce rossa, sia «un ente costretto a muoversi al confine fra solidarietà e spreco, fra volontariato entusiasta e lavoro assistito. … La grana più grossa rimane quella della riorganizzazione del corpo militare, una delle sei componenti della Croce rossa (le altre sono i volontari del soccorso, i donatori di sangue, i giovani pionieri, le pie donne e le crocerossine) che, a leggere il j’accuse dell’ispettore del ministero, si è trasformata in un carrozzone. Ben 670 degli 877 militari in servizio continuativo nel corpo sono stati di fatto stabilizzati «senza che alcuna norma lo prevedesse».
Così succede che la storia   del corpo militare,  giunta alla ribalta nazionale, assuma due volti a seconda di chi ne siano gli attori: quello dello “scandalo” delle assunzioni e della creazione di un sistema anomalo e quello della “magnificazione” di un servizio che, nell’ottica della riorganizzazione, dovrebbe dare lustro alla  Croce Rossa italiana. Due facce di una stessa medaglia, insomma.
Rocca si sta muovendo in diverse direzioni, ma ai più questo suo agire non appare lungimirante e viene accusato di gestire la CRI più o meno come i suoi predecessori.
La questione delle proroghe dei militari è tutta da chiarire. 
 Lo stesso Rocca ha preso le distanze da loro dichiarando che “non sono figli miei”, ma allo stesso tempo ha dichiarato che il problema a questo punto è sociale che deve essere risolto politicamente. Nel frattempo li mantiene in servizio perché la domanda che si pone è , come si fa a mandare a casa gente che lavora da anni in CRI e che nel tempo si è costruito una famiglia, ha acceso un mutuo per la casa ? Atteggiamento che potrebbe essere anche condivisibile ma siamo sicuri che questa preoccupazione “sociale” è applicata o stata applicata a tutti i militari indistintamente negli anni e nell’attuale grave momento socio economico?
Cap. cri Mario Martinez
Leggendo qua e là giornali e riviste sembrerebbe evidente che no, l’aspetto sociale non sembra essere stato applicato, e non verrebbe applicato per tutti.
Rocca parla di aspettativa di vita e di un caso sociale, ma parlare di caso umano nei richiami o nelle proroghe dei militari, penso che si perseveri nella logica del recente passato (?) del clientelismo.
Anche forzando l’intelligenza, non si riesce a trovare alcun elemento nelle norme che regolano i contratti della P.A., di soluzione di casi umani e sociali. Questa tipologia di riferimento si può trovare nelle norme di che regolano l’assistenza sociale, la sanità, e i contributi relativi alla CIG (cassa integrazione guadagni) che sono di competenza del Ministero del Lavoro, della Sanità e dell’INPS.
E qui si innesca un altro problema, ovvero, la questione dei civili precari. Sarebbe interessante che il Commissario Rocca ci potesse dire come stanno effettivamente le cose per il personale con le stellette, ma senza dimenticare che si sta manifestando dirompente, il problema del personale civile che accusa Rocca di nepotismo e di violazione di tutta una serie di norme di legge.
Proprio il 1° di gennaio scorso, la RdB ha attivato la procedura di conciliazione e quindi a questo punto si potrà cominciare ad avere elementi per capire dove sta la verità e cosa si devono aspettare i lavoratori precari e i quadri civili, dalla CRI nel prossimo futuro.
Uno dei motivi della contestazione sta nella decisione di Rocca di riconsiderare le convenzioni, specie quelle in perdita, cosa che appare come un  fatto positivo ma non sembra che sia stata contestualmente considerato il problema di una clausola sdi salvaguardia per quanti, precari da qualche decennio, lavorano per conto CRI attraverso queste convenzioni.
La soluzione non è certo facile. Il Commissario Rocca afferma che certo non si può mandare a casa quei militari che da anni prestano servizio e che in Cri si sono costruiti una aspettativa di vita, ma a questo punto stesso metro di attenzione sociale, seppur non normato come detto da leggi che riguardano i contratti nella P.A.,  dovrebbe essere dato a anche questi “atipici” precari, che a loro volta si sono costruiti in CRI un futuro. 
Tralasciando tutti le contestazioni rivolte a Rocca che fanno parte del contenzioso sindacale, cosa si sta facendo in questa direzione ?
Il problema quindi, in ottica futura e di un risanamento dell’associazione, va inquadrato tenendo conto dei numeri complessivi del “precariato”, sia militare che civile, della quadratura dei conti, e non ultimo, della corretta, professionale e trasparente amministrazione dell’associazione a tutti i livelli. 
La soluzione del problema del personale, non di poco conto, deve camminare di pari passo con l’auspicabile opera di risanamento complessivo della CRI, anche in l’ipotesi di privatizzazione che da tempo circola in ambiente CRI e non solo, cominciasse a svilupparsi.
I danni attuali, sono figli di una politica distratta che per decenni però ha utilizzato l’associazione come un vero pozzo di San Patrizio per fini politici e non solo e da gestioni non proprio esenti da pesanti critiche, ma se davvero si vuole arrivare alla privatizzazione e al risanamento, non basta pensare solo al commissariamento come fin qui fatto, bisognerebbe far si che la Croce Rossa possa disporre di quegli strumenti normativi italiani idonei ad  avviare il processo di privatizzazione, compresa la necessaria autorizzazione da Ginevra, e quindi mettere in atto un progetto di riassetto definitivo della CRI per metterla al passo con i tempi. 
Ma soprattutto, bisognerebbe che la politica stesse fuori dalla CRI, perché dove interviene, provoca danni e dissesti. Recentemene Report ha portato alla luce l’immenso patrimonio della CRI abbandonato negli anni per motivi inspiegabili secondo alcuni, per “ipotesi di speculazione” secondo altri. Una cosa è certa, la precaria situazione del patrimonio immobiliare di cui sembra che non si conosca ancora perfettamente l’entità, ha delle responsabilità e queste sono da imputare ai vertici CRI che si sono succeduti nei decenni. Ed è responsabilità dei vertici CRI, e ovviamente anche dei soci che sembra non siano mai intervenuti, il fatto che l’ultimo bilancio CRI è fermo al 2005. 
Da l’Espresso del 23 marzo 2010 “non stupisce che in Italia, unico caso in Occidente, l’ente invece di essere indipendente è sotto il controllo ferreo dei partiti. Che da sempre usano la Croce rossa per fare assunzioni di massa (migliaia di precari militari e civili sono stati chiamati senza concorso e senza criteri): le emergenze e le calamità sono eventi secondari. I bilanci non vengono approvati dal 2005, e i commissari straordinari vanno e vengono».
 La domanda che si pone oggi, anche alla luce di tutta una serie di problematiche che emergono anche a causa di normative contrastanti e di idee politiche confuse, è, a chi ne giova lo status quo ?
Considerato che da alcuni anni si parla di riformare la CRI ma non sembra che il Parlamento abbia mai approvato leggi di riferimento, è da supporre che la politica non sia interessata ad una CRI, efficiente, ben organizzata e ben gestita, e soprattutto trasparente e non sprecona.
La Croce Rossa, fiore all’occhiello dell’Italia post bellica, deve ritornare ai suoi iniziali splendori e per fare ciò occorre una classe dirigente preparata, scevra da rapporti con la politica, e norme che la possano portare ad una efficiente organizzazione al passo con i tempi.
Se per questo deve essere privatizzata, si abbia il coraggio politico di intervenire con quella urgenza che il caso necessita, senza ma e senza se, ma soprattutto tenendo conto della necessità di salvaguardare i diritti della componente umana,  e per il rispetto che lo stato italiano deve (non dovrebbe), a quelle migliaia di VOLONTARI della CRI, che estranei dalle beghe e dagli intrighi di palazzo, operano quotidianamente, senza percepire alcun compenso e togliendo tempo alla propria famiglia ed al proprio lavoro, per assistere indigenti e  persone vulnerabili.
Sono loro in definitiva, la Croce Rossa italiana a cui tutti devono dire … grazie di esistere.

domenica 2 gennaio 2011

Vertenze sindacali in CRI. La RdB attiva la procedura di conciliazione Legge 83/2000


 La RdB/USb Pubblico Impiego, con una nota indirizzata al Ministero del Lavoro e per le Politiche Sociali, alla Commissione di Garanzia, al Commissario Strarodinario Cri Francesco Rocca e al Direttore generale CRI, Patrizia Ravaioli, ha formalmente comunicato di essere intenzionata  proclamare uno sciopero nazionale per i dipendenti (precari e di ruolo) della Croce Rossa Italiana e chiede pertanto di esperire il tentativo preventivo di conciliazione di cui all’art.2, comma 2, della Legge 146/90 e successive modificazioni e integrazioni. 
        Lo sciopero, secondo la RdB è motivato da:
-  licenziamento personale a tempo determinato della C.R.I. in possesso dei requisiti per la stabilizzazione;
  •   mancato avvio delle procedure di stabilizzazione del personale precario avente diritto della C.R.I.;
  •   chiusura indiscriminata servizi pubblici forniti dalla C.R.I. (ambulatori) senza preventiva consultazione con le OO.SS.;
  •   non rispetto delle prerogative previste dalla Legge 104/92 a danno di tutti i lavoratori (civili e militari) della C.R.I.;
  •         mobilità selvaggia dei lavoratori della C.R.I. senza preventivo accordo con le OO.SS.; 
  •   mancata applicazione accordi e/o violazione delle relazioni sindacali;
  •   mancata applicazione e/o violazioni al T.U. 81/2008 in materia di tutela  della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • approvazione del c.d. “Codice Etico e di Condotta” in palese violazione dell’art. 21 della Costituzione Italiana e in violazione da quanto previsto dall’allegato al C.C.N.L.  degli E.P.N.E. 2006/09.   
 a testimonianza del 
" NON RISPETTO " 
delle prerogative della Legge 104/92 
il Maresciallo capo Lo Zito Vincenzo 
è vittima di questo sopruso..

a testimonianza della
"MOBILITA' SELVAGGIA"
il Maresciallo capo Lo Zito Vincenzo
è la terza volta 
che viene trasferito d'autorità.... 



fonte: Osservatorio Sicilia

venerdì 31 dicembre 2010

CRI. Il Commissario Rocca firma la proroga ai militari e ne richiama altri 23

 Francesco Rocca, commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, nominato per mettere ordine e sistemare i conti della Fondazione, ha firmato stamane due ordinanze, la n. 0663-10  3 n. 0664-10 e ha disposto il trattenimento in servizi di tutto il personale militare  in servizio alla data del 31 dicembre 2010 e ha provveduto a richiamare altre 23 unità fino al 31/12/2011 Rocca alla fine,  nominato per il risanamento si è adeguato al sistema e non se l’è sentita di prendere una decisione “amministrativa” coerente con le norme. Ha preferito mantenere lo status quo ed aumentare quindi le già precarie casse della CRI prorogando, il servizio,  contro ogni logica e buona amministrazione,  a 335 militari con l’Ordinanza nr. 0663-10 
( Scarica il pdf “Proroga”)  ,  e richiamando con l’Ordinanza 0664-10  ( Scarica il pdf “Congedo Richiamo” ) , tutte e due firmate ovviamente oggi, altri 23 , rispettivamente 19 per il Comitato Regionale Lombardia e 4 per il Centro di accoglienza di Torino.
Rileggendo atti e documenti, anche parlamentari, si può ipotizzare che la proroga dei 335 militari per vari sedi, e il richiamo di  altri 19 per il Comitato Regionale Lombardia, non sia scaturita da esigenze di emergenza tali da giustificare le Ordinanze in questione.
Nel nostro precedente articolo avevamo scritto che se si fosse proseguito con l’andazzo delle proroghe e dei richiami come nel passato, almeno per il presente, un responsabile sarebbe apparso chiaro.
Rocca ha prorogato il servizio a ben 335 unità e ne ha richiamato altri 23, quindi, almeno per quanto riguarda i fatti odierni, non può trovare alcuna giustificazione. E’ lui a doverne rispondere in futuro.

direttore ha scritto il 31 dicembre 2010 17:57
Errata corrige:
L’Ordinanza relativa alla proroga del servizio ai 335 militari prevede il termine al 31/1/2011 e non come da noi riportato erroneamente, al 31/12/2011.
Ci scusiamo con i nostri lettori per l’errore in cui siamo incorsi


giovedì 30 dicembre 2010

ROCCA DÀ IL VIA A LICENZIAMENTI E TAGLI DEI SERVIZI.... PUR DI FARE PULIZIA , IL RISPETTO DELLE LEGGI SEMBRA SUPERFLUO....

USB, PRONTI A SCIOPERO 
SE NON VERRANNO RISTABILITE REGOLE CERTE

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 Il Commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, Avv. Francesco Rocca, in questi giorni sta dando una forte accelerazione al processo di smantellamento dell’Ente Pubblico C.R.I.
Con l’avallo della Direzione Generale e di numerosi Direttori di Comitato, il Commissario sta concretizzando una serie di licenziamenti che mirano a colpire i soggetti più indifesi a livello contrattuale, ovvero quei precari che da decenni lavorano con la C.R.I. e che proprio per questo motivo sono titolari di un processo di stabilizzazione mai avviato.
 Nella città di Roma sta poi chiudendo alcuni ambulatori pubblici (Via Luigi Cesana nel quartiere Tiburtino; Largo Preneste al   Pigneto, Via del Porto Fluviale in zona Marconi)che da più di 50 anni fornivano servizi gratuiti alla cittadinanza.
Inoltre il Commissario non rispetta le prerogative previste dalla Legge 104/92; mette in atto la mobilità selvaggia dei lavoratori senza preventivo accordo con le parti sociali; non applica gli accordi e viola le relazioni sindacali; non applica e viola costantemente le previsioni del T.U. 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei posti di lavoro e ultimo, ma non per importanza,vorrebbe mettere  il bavaglio ai lavoratori ed ai soci della C.R.I. attraverso l’adozione di un inaccettabile Codice Etico.
Tale situazione sta portando all’esasperazione i lavoratori e i soci della C.R.I., che protestano a gran voce contro questo Commissariamento assolutamente fallimentare.
 L’Unione Sindacale di Base, stanca di questo atteggiamento dispotico, preannuncia una giornata di sciopero, che coinvolga tutte le realtà di Croce Rossa, al fine di restituire dignità e regole certe ai lavoratori e ai soci di questo Ente/Associazione.    
  


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ATTIVAZIONE 
  

DELLA PROCEDURA DI CONCILIAZIONE 


LEGGE 83/2000



Il Commissario Rocca 
non rispetta la Legge 104/92    
LE PROVE ?
...è la TERZA volta che il Maresciallo LO ZITO viene trasferito d'autorità, nonostante sia stato riconosciuto beneficiario delle legge..... 
e inviato sempre più lontano..... 
 

martedì 28 dicembre 2010

PUNITO PERCHE' HO DETTO IL VERO !!

Il Maresciallo Capo è stato trasferito ad Agosto 2008 in un'altra sede nonostante le sue precarie condizioni di salute e le sue risorse si stanno prosciugando per difendersi dalle querele 


Cronaca Vera n. 2000 - settimana fino al 5 gennaio 2011
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 CI DIRANNO MAI 
COME STANNO VERAMENTE LE COSE ?


 
ULTIMO
AGGIORNAMENTO :





 IN DATA 
20 DICEMBRE 2010 
SOSPESO 
DAL SERVIZIO...

IN DATA 
23 DICEMBRE 2010 
TRASFERITO
ANCORA UNA VOLTA !!!

giovedì 23 dicembre 2010

CRI. Son 375 militari, son figli di nessuno, ma saranno ancora richiamati ?


Avv. Francesco Rocca
 Il Commissario Straordinario della Croce Rossa Italiana,  Francesco Rocca, intervistato nel corso della Trasmissione Report, condotta dalla collega Milena Gabanelli, a proposito della nota e scabrosa questione dei i 375 militari “richiamati”  il cui servizio è stato prorogato con Ordinanza Commissariale (ndr. di Francesco Rocca) n. 417 del 29 Dicembre 2009,  fino al 31 del 2010, e di cui nessuno sembra essere padre, alla collega Sabrina Giannini, che gli aveva chiesto se si era adattato alla situazione, ha risposto : NO, No!!!!!…. non è che mi sono adattato, ……mi sono assunto , ………cioè… perche poi, ……..voglio dire……..qui bisogna scegliere,……. credere di avere un pò……….io non ho richiamato nessuno!,      questo credo vada sottolineato, …….nessuno di queste persone è figlia mia…..”.
Nessuno di queste persone è figlio di Rocca e ciò fa venire in mente la leggenda di Ulisse e il gigante Polifemo. Il furbo Ulisse disse di chiamarsi ”nessuno”, e così i ciclpi che soccorsero Polifemo non capirono mai chi lo avesse accecato.  
Dopo il gran can can di Report che ha messo in piazza storie incredibili di sprechi e altro, il commissariamento dovrebbe portare ad un  nuovo corso; a cominciare dal mettere fine ad una situazione irregolare di cui nessuno si vuol prendere la paternità, e cioè la proroga indefinita negli anni di un  nucleo di militari, che vengono mantenuti in servizio contro ogni logica amministrativa ed operativa. 
Rocca ha dichiarato che lui è il nuovo e quindi appare logico attendersi, considerato che è stato incaricato per mettere ordine definitivamente all’interno del complicato pianeta CRI.
Se proroga ci sarà, e le veline che giungono da Roma vanno in questa direzione, sarà confermato che il nuovo corso di Rocca si sarà fermato solo alle intenzioni dichiarate per necessità televisive.
Insomma, se Rocca emanerà una nuova ordinanza di proroga, dichiarerà al mondo che di cambiamento in CRI, si parla solo per accademia e che il tanto nuovo corso non sarà altro che una rivisitazione del vecchio e tanto criticato sistema CRI.
Un fallimento della politica di risanamento che avrebbe a questo punto un responsabile certo.
Ovvero, il Commissario Straordinario 
Francesco Rocca.

lunedì 20 dicembre 2010

LE STRANE AUTORIZZAZIONI !!!!

Dopo la trasmissione REPORT del 5 Dicembre 
sulle anomalie della Croce Rossa,
le richieste di chiarimenti sono legittime

Richiesta USB

La Presidente della Croce Rossa Abruzzo
Maria Teresa Letta 
dichiara a mezzo lettera 
dato che non ha rilasciato intervista....

....Sono oggetto di un attacco inqualificabile per essermi assunta la responsabilità di amministrare il Comitato Regionale d’Abruzzo, espressamente autorizzata
 viste le carenze evidenziate dai dirigenti....

  1.  MA DA CHI E' STATA AUTORIZZATA ?
  2. IN QUALE ARTICOLO DEL REGOLAMENTO DI AMMINISTRAZIONE O IN QUALE STATUTO E' MENZIONATA QUESTA REGOLA ?
  3. QUALI SONO LE CARENZE EVIDENZIATE DAI DIRIGENTI E CHI SONO QUESTE FIGURE ? 
SI RIUSCIRA' A  VISIONARE QUESTI DOCUMENTI RICHIESTI ???

sabato 18 dicembre 2010

CROCE ROSSA: CHIUDONO ALCUNI AMBULATORI ROMANI

Roma, 17 dic -  Si chiudono i battenti per alcuni ambulatori romani della Croce Rossa Italiana. Il motivo? Improduttivi. Questa la spiegazione. Eppure sembra che per gli stessi ambulatori capitolini siano stati spesi abbastanza soldi per la ristrutturazione. 
I contribuenti italiani versano nelle sue casse fino a 160 milioni di euro annui senza mai sapere come questi soldi vengano spesi. La pubblicazione dell’ultimo bilancio visionato dalla Corte dei Conti risale infatti al 2004. E i conti, appunto, non sembrano tornare. Tra l'altro alcune aziende sanitarie erogano contributi alla Cri, che svolge anche il servizio di Pronto Soccorso 118. Indiscutibile il grande merito di questa organizzazione che opera a livello internazionale nella gestione delle emergenze umanitarie e sul territorio italiano nella collaborazione con il servizio di urgenza ed emergenza 118. Ed è proprio per questo che, inquadrato lo 'strano bilancio', una domanda sorge spontanea: ' perchè chiudere ambulatori con la giustificazione dell'improduttività'?

Fonte:  (AGENPARL)


 La protesta inizia...

 
AGGIORNAMENTO 24 DICEMBRE 2010
GLI AMBULATORI VERRANNO OCCUPATI 
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 Ma tutti i soldini spesi degli Italiani per gli adeguamenti e rinnovo strutture ? 

giovedì 16 dicembre 2010

Su Report gli sprechi della CRI di Scarlino (Grosseto)

L'articolo pubblicato su " Il Tirreno ..
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altro articolo





La lettera inviata dalla redazione di REPORT 
a " IL TIRRENO " 
che non viene pubblicata  !

Da: Giannini Sabrina
Inviato: sab 11/12/2010 22.21
A: segreteria@iltirreno.it
Oggetto: c.a. di roberto bernabò
Gentile Direttore,
l'ho cercata per telefono, quindi le scrivo per sottoporle una questione di cui forse non è ancora a conoscenza.
Le allego l'articolo che il Tirreno ha dedicato a Daniele Tosoni, volontario della Croce Rossa di Scarlino che è stato intervistato da me nel  corso del servizio trasmesso da Report il 5 dicembre.
Purtroppo il titolo  è fuorviante e per la verità l'articolo non distingue con chiarezza ciò che sono le responsabilità denunciate da Tosoni nei confronti della CRI e della Presidente CRI Abruzzo, Maria Teresa Letta (sì, la sorella di Gianni, il sottosegretario),  e la totale estraneità ai fatti della sede CRI di Scarlino.  Infatti numerosi lettori hanno pensato che gli sprechi fossero riconducibili  alla CRI di Scarlino e lo stesso Tosoni è stato chiamato in questura (l'ho accertato personalmente  con il questore) proprio a seguito del vostro articolo.
Vista la delicatezza degli argomenti la questione non andava trattata con superficialità e lo stesso Tosoni mi ha detto che  alla richiesta di rettifica il responsabile della redazione di Grosseto non ha mostrato particolare  e immediata comprensione.
A seguito di insistenze forse domani uscirà un articolo riparatore. Ma non sarebbe comunque sufficiente, a mio parere.
Daniele  Tosoni è un volontario trasparente e lineare.
Uno dei pochi volontari della Croce Rossa che ha avuto il coraggio di parlare senza reticenze o autocensure esercitando un suo diritto di critica nei confronti di una associazione che ha molte ombre e sprechi, così come l'ho descritta nel servizio di cui sono autrice "La croce in rosso" e che volendo potrà rivedere dal nostro sito www.report.rai.it
Sinceramente l'ultima cosa che mi piace vedere è che un collega metta nei guai un mio testimone importante che si espone così tanto.
E' un danno che si fa alla persona, a coloro che rappresenta (i volontari di Scarlino di cui è commissario eletto), alla sottoscritta e al giornalismo che rappresento, che sul coraggio delle persone che denunciano spesso basa le proprie inchieste.
Queste persone andrebbero sostenute e non delegittimate, anche per veicolare il messaggio che il coraggio della denuncia paga.
Daniele Tosoni, volontario di Scarlino, che opera gratuitamente per il bene comune e con trasparenza ha denunciato i lati oscuri di una associazione che vorrebbe migliore. C'è da chiedersi come mai a qualcuno ha dato fastidio che parlasse con tanta franchezza. Per esperienza (e dopo 14 anni di inchieste per Report) posso dire che chi denuncia non ha niente da nascondere. 
Intanto ne approfitto per inviare un messaggio ai vertici della CRI Toscana qualora stessero meditando di procedere con richiami ufficiali e disciplinari contro Daniele Tosoni.
Perdereste un volontario ben voluto dai suoi volontari e dalla comunità, dareste prova di poca trasparenza (ricordiamo che la CRI è un ente pubblico pagato dai contribuenti pertanto vi è un obbligo alla trasparenza)  e sprechereste inutili risorse che invece dovreste impegnare per sistemare qualche "problemino", a partire dalla gestione degli immobili (e degli affitti).
I vertici politici della CRI Toscana sanno che  mi riferisco agli abbandoni di immobili prestigiosi, ma anche anche al meraviglioso podere sui colli di Firenze che viene locato a soli 900 mila euro l'anno.
Soldi sottratti (e questo è grave) alle finalità istituzionali della Croce Rossa.


Con preghiera di pubblicazione sull'edizione nazionale anche e qualora la redazione di Grosseto provvedesse all'articolo con rettifica. 
saluti

Sabrina Giannini
report
www.report.raii.it


domenica 12 dicembre 2010

Sparare sulla CROCE ROSSA, non è per niente facile e BOCCHE CUCITE !!!

Sicuramente una trasmissione 
AUTOREVOLE come Report 
riuscirà a smuovere chi di dovere per far piena luce ..... 
ce lo auguriamo tutti  

C'é ancora chi afferma che 
REPORT si sia inventato tutto 

 Secondo il mio modesto parere si fa ancora in tempo 
a tornare sui propri passi......


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lunedì 6 dicembre 2010

Croce rossa al verde e imbavagliata

Tutti i guai della Cri. Sotto il controllo di quattro ministeri, commissariata, ha un debito di 50.566.989,21 euro. Tre settimane fa approvato codice etico- bavaglio che vieta interviste e dichiarazioni pubbliche in nome della riservatezza

Un disavanzo di cassa di 50 milioni di euro. Un patrimonio immobiliare enorme, in molti casi lasciato morire. Un commissariamento vicino alla destra più nera. Un codice etico che mette il bavaglio ai dipendenti. Della crisi della Croce rossa si occuperà  anche Report: 160 milioni di euro di costo annuo ai contribuenti; generose donazioni lasciate all’abbandono; la pubblicazione dell’ultimo bilancio visionato dalla corte dei conti che risale al 2004.

La Croce rossa è sotto il controllo di ben quattro ministeri. Nonostante ciò e nonostante l’ennesimo commissariamento, voluto per risanare l’ente, il 1° luglio 2010, una nota firmata dal Capo dipartimento amministrazione e patrimonio fa presente che l’ultimo saldo di cassa di Croce rossa ha raggiunto un ammontare negativo di 50.566.989,21 euro. «Essendo giunti alla soglia limite dello scoperto non sarà possibile dare seguito ad alcuni pagamenti giacenti in sospeso per ben 11 milioni di euro» si legge nella nota, che prosegue «trattasi, per tutti, di oneri previdenziali e fiscali in scadenza, fra i quali non è assolutamente possibile selezionare delle priorità senza incorrere in sanzioni».

A denunciare da anni irregolarità e sprechi in Croce rossa, con particolari riferimenti al Comitato regionale dell’Abruzzo, il cui Presidente è Maria Teresa Letta (sorella di Gianni), è il Maresciallo Vincenzo Lo Zito. Che fa esposti, presenta denunce . La cosa ha conseguenze serie: il 4 agosto 2008 il capo dipartimento Francesco Rocca firma, per l’allora direttore generale Des Dorides, la richiesta di richiamare in servizio Lo Zito presso l’Ispettorato nazionale del corpo militare “in quanto deve ritenersi cessata ogni assegnazione a compiti civili”.

Rocca sarebbe diventato Commissario il 30 ottobre 2008. Resterà in carica fino al 31 dicembre 2011 (il suo incarico è stato prorogato ben due volte). Ha voluto al suo fianco, fra gli altri, Paolo Pizzonia, ex membro dei Nar, i Nuclei armati rivoluzionari (ne parlò l’Espresso, in una breve inchiesta del 23 marzo scorso): Pizzonia ha fatto sei anni di galera per banda armata, incendio in concorso, lesione personale, porto illegale di armi. In merito, Rocca dichiarò: “Certo che sì, non è il primo caso, a destra come a sinistra. Paolo Pizzonia (dipendente pubblico assunto in altra amministrazione per concorso) ha pagato il suo debito con la giustizia, non ha carichi pendenti ed ha la fedina penale pulita. Oggi è una persona completamente inserita nel tessuto sociale ed il suo è un contributo prezioso”.
Su queste e molte altre questioni che riguardano Croce rossa, risultano senza risposta numerose interrogazioni parlamentari. L’ultima del 17 novembre 2010.
Nel frattempo, l’11 novembre, appena tre settimane prima dell’annunciata inchiesta di Report, è stato approvato, sempre per ordinanza commissariale, un “codice etico” che dev’essere sottoscritto da tutti coloro che entrano a far parte della struttura.
All’articolo 15 del codice, si leggono alcuni commi decisamente inquietanti:

k. Pubblicazioni e Conferenze – E’ vietato all’appartenente alla C.R.I. il rilascio di interviste a soggetti terzi [...]

l. Riservatezza – La disponibilità e la trasparenza dell’amministrazione pubblica non esentano l’appartenente alla C.R.I. dal dovere di discrezione e riservatezza. L’appartenente alla CRI non può comunicare, in qualunque forma, ad una persona non qualificata, documenti o informazioni delle quali viene a conoscenza in occasione delle sue funzioni e non potrà renderli pubblici. [...] ogni mancanza sarà suscettibile di misure disciplinari e – ricorrendone le circostanze – di denuncia penale.

m. Denunce – Nel quadro delle proprie funzioni, l’appartenente alla CRI è tenuto a informare per vie interne ogni irregolarità che avrà constatato. E’ peraltro fondamentale astenersi dal rilasciare le dichiarazioni eventualmente diffamatorie rivolte all’Associazione, privilegiando quindi le vie gerarchiche interne per ogni tipologia di segnalazione e commenti faziosi o di denuncia. [...]

Insomma, l’impressione è che questo codice etico sia più simile a un codice-bavaglio. Che renderà molto più difficile far luce su tutte le ombre della Croce rossa.


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Fonte :

domenica 5 dicembre 2010

Patrimonio in nero alla Croce Rossa

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 Domenica 5 Dicembre 
il CORRIERE DELLA SERA 
anticipa il servizio di Report



lunedì 29 novembre 2010

La Croce Rossa sempre più in rosso


 ....In Italia la Croce Rossa
ha bisogno lei di 
ESSERE SOCCORSA....

Lo dice il servizio di Report 
su Rai 3, in onda
Domenica 5 dicembre alle 21,30