STORIA DI ORDINARIA INGIUSTIZIA

La storia assurda del Maresciallo Lo Zito è in continua evoluzione e si cerca di aggiornarla continuamente.. i Provvedimenti dciplinari aumentano così come i Trasferimenti.. Il Blog contiene numerosissimi articoli e documenti scaricabili a prova dei fatti che vengono denunciati.. basta sfogliare le numerose pagine per rendersi cono...
BUONA LETTURA

lunedì 17 maggio 2010

Croce Rossa Italiana : Giornata Mondiale e Nuova Interrogazione Parlamentare


Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07060
presentata da
MAURIZIO TURCO
mercoledì 5 maggio 2010, seduta n.317

MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro della difesa, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

nei giorni 8 e 9 maggio 2010 a Roma presso il Circo Massimo, si svolgeranno le celebrazioni per la giornata mondiale della Croce rossa e della Mezzaluna rossa, con il dispiegamento di strutture sanitarie, attrezzature e mezzi;

recentemente la stampa nazionale si è occupata della Croce rossa italiana con puntuali riferimenti alla mancanza di trasparenza nella gestione amministrativa e alla cattiva gestione di fondi pubblici -:

quanto personale, strutture e mezzi saranno impegnati per le celebrazioni in premessa, per quanto tempo e quale sia la previsione di spesa;

se i Ministri interrogati non ritengano più opportuno destinare le risorse economiche stanziate per detti festeggiamenti per il risanamento del debito o per le esigenze del Corpo militare. (4-07060)

Clicca per visionare l'interrogazione Parlamentare


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venerdì 7 maggio 2010

Processo al Maresciallo della Croce Rossa Lo Zito: il 12 maggio udienza preliminare, rinviata al 23 Giugno e successivamente al 13 Ottobre 2010


di Dedora Aru e Luca Rinaldi

Per quanto riguarda i revisori anche questi essere immondi mi hanno fatto delle pressioni per desistere dalle denunce e fare domanda di trasferimento. Mi fanno vomitare e spero si arrivi a soluzione…. Forza ragazzi, facciamoci sentire…”. Questo commento potrebbe costare al Maresciallo Capo della Croce Rossa Italiana Vincenzo Lo Zito ben due anni di carcere.
Il Maresciallo Capo
Vincenzo Lo Zito
clicca sulla foto per visionare

Il 12 maggio, presso il tribunale di Roma alle 10:00 ci sarà l’udienza preliminare per il rinvio a giudizio del maresciallo con l’accusa di diffamazione e calunnia con l’aggravante di aver commesso il fatto contro un pubblico ufficiale.
I Querelanti infatti sono Duilio Luttazzi, Riccardo Monaco, Giuseppe Suppa, Giuseppe Bilancia, Fabio Italia, Corrado Perazzoli e Romolo Reboa, tutti componenti del Collegio dei revisori della Croce Rossa Italiana.

L’odissea di Lo Zito inizia nel 2008. Svolgendo alcune verifiche sulla documentazione amministrativo-contabile del comitato abruzzese presieduto dalla professoressa Maria Teresa Letta (sorella del braccio destro di Silvio Berlusconi, Gianni Letta, e zia del deputato PD Enrico Letta),
il maresciallo della CRI avrebbe riscontrato delle anomalie di gestione. Il militare ha immediatamente provveduto a segnalare quanto rilevato ai vertici di Croce Rossa e, successivamente, alle Procure de L'Aquila e Campobasso, nonché alla Corte dei Conti. Secondo la ricostruzione del Maresciallo, il 14 marzo 2008, il Comitato Centrale della Croce Rossa Italiana, decide di inviare un’ispezione Amministrativa da parte del Collegio Unico dei Revisori dei Conti per verificare quanto da lui denunciato. Come da prassi, è stata prodotta tutta la documentazione necessaria a dimostrare le irregolarità rilevate. “Vi erano - dichiara Lo Zito - i mandati di pagamento firmati senza alcun titolo dalla Prof.ssa Maria Teresa Letta, nonostante in sede fosse sempre stata presente la figura del direttore Regionale e di un funzionario amministrativo abilitato a questa funzione”. Nel verbale delle dichiarazioni rilasciate ai Carabinieri, Lo Zito inoltre afferma: “Luttazzi cercò di farmi capire di far finta di niente per non ingigantire la situazione, consigliandomi anche di farmi trasferire in una sede dove potevo stare più tranquillo”.
Il maresciallo racconta che nel visionare i documenti, i tre revisori (Luttazi, Monaco e Suppa) rilevano le anomalie denunciate, ma nel frattempo era giunta l’ora del pranzo. Luttazi viene chiamato dai colleghi per andare a mangiare. L'invito a pranzo, dichiara Lo Zito, è della stessa Letta. Fabrizio Forconi, autista dei revisori, sentito dai carabinieri a questo proposito dichiara: “Ricordo che verso le 13:00 circa accompagnai dette persone [Luttazzi, Monaco e Suppa ndr] a pranzo presso un ristorante dell’Aquila.
In quell’occasione vennero presso il ristorante, a bordo di un altro mezzo, anche due donne, una dimostrava circa 60 anni e l’altra 40 circa, ma non so indicare chi fossero”. Lo Zito afferma che i revisori hanno fatto ritorno presso il comitato alle 15:00 comunicandogli che, data l’ora tarda, dovevano rientrare a Roma, ma che sarebbero tornati entro pochi giorni. “A tutt’oggi –conclude lo Zito- non ho notizia del risultato dell’ispezione”.
Nell’estate dello stesso anno, il maresciallo rilascia un’intervista al blog del reporter Stefano Salvi (anch’esso querelato con l’accusa di concorso di reato), in cui racconta quanto già dichiarato ai carabinieri.

Il 12 luglio del 2008 Lo Zito scrive il commento incriminato sotto il video dell’intervista e il 17 ottobre riceve la querela, non per quanto ha raccontato, bensì per le frasi utilizzate. E a querelarlo non sono stati solo i tre revisori presenti all’ispezione, ma tutto il Collegio.
La vicenda della Croce Rossa Italiana è una storia condita da nomi e cognomi che periodicamente si presentano nel panorama delle cronache italiane. Non è un caso infatti che l'avvocato Romolo Reboa, uno dei componenti del Collegio Unico dei revisori della Croce Rossa Italiana che ha querelato il Maresciallo, porti l'occhio lontano dalla querelle Lo Zito-Letta. L’avvocato si è unito ai tre colleghi nell’azione penale contro Lo Zito, pur essendo estraneo ai fatti raccontati.
Ma Reboa è coinvolto anche in un’altra vicenda: il 5 maggio è stato condannato in primo grado a un anno nel processo Laziogate. Insieme a lui sono stati condannati anche l'ex presidente della Regione Lazio, Francesco Storace (un anno e mezzo) e altre sei persone. Il reato è quello di essere entrati, nel marzo del 2005 tramite i computer di Laziomatica, nel sistema informatizzato dell'anagrafe per boicottare, attraverso la sottoscrizione di firme false, la lista Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini nelle regionali del Lazio.
Il nome dell’avvocato Reboa porta poi dritti in Sicilia verso un'altra storia di Croce Rossa, dove si sta assistendo alla liquidazione di una società di cui Reboa è presidente del Collegio Sindacale: la Si.Se SpA (Siciliana Servizi di Emergenza), società in house della Croce Rossa Italiana (che possiede il 100% delle sue azioni) nata nel 2002 e titolare del 118 in Sicilia. Quello della Si.Se SpA si presenta come uno dei grandi giocattoli di Croce Rossa sotto stretta osservazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze e della Corte dei Conti.
Si tratta di una gestione personalizzata e “feudale”, come hanno riportato alcuni organi di stampa locale, con il solito vizio tutto italiano dove controllati e controllori coincidono nel più classico dei disegni del conflitto d'interesse. Non è un caso infatti che gli amministratori della Si.Se. siano anche all'interno del comitato Regionale CRI siciliano.
Le ispezioni sulla Si.Se e sul sistema del 118 in Sicilia risalgono al 2006. Fu proprio il Ministero dell'Economia a puntare la lente d'ingrandimento sugli sprechi in Sicilia targati Si.Se./CRI col placet della giunta regionale. Recentemente la Corte dei conti ha contestato un danno erariale di 39 milioni di euro a tutta la giunta guidata da Salvatore Cuffaro e a sette componenti della commissione sanità dell'Assemblea Regionale Siciliana. Il fatto risale al 20 settembre 2005 quando la giunta decise di “allargare il parco ambulanze del 118, determinando un 'ingiustificato' aumento dei costi”. 64 nuove ambulanze e innalzamento da 10 a 12 soccorritori per ambulanza. Principalmente queste le decisioni dell'allora Assessore alla sanità Giovanni Pistorio (promosso Senatore al termine del mandato della giunta Cuffaro) che attirarono l'attenzione dei magistrati contabili. A indagini concluse, come si legge dagli atti, si constata come quel 118 “gonfiato” fosse in realtà necessario per fare posto a un esercito di autisti-soccorritori da piazzare in piena campagna elettorale per le regionali del 2006. La Corte dei Conti ha invitato i coinvolti a fornire giustificazioni prima di un eventuale processo.
Nel 2005 la società opera anche un'assunzione illustre: è quella di Salvatore Stefio, l'uomo rapito in Iraq con Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Fabrizio Quattrocchi (che fu ucciso) nel 2004. Al suo ritorno in Italia è pronto un posto in Croce Rossa in tandem con la moglie, nonostante le sue esperienze più rilevanti si ebbero presso la “Presidium”, società che si occupava di servizi di sicurezza di proprietà dello stesso Stefio e del socio Giampiero Spinelli. L'obiettivo della Presidium era la “Volontà di resistenza contro coloro che minacciano la visione occidentale di sviluppo e democrazia”. Di sicuro una buona collocazione per un personaggio che si definisce un “consulente per la sicurezza. Nazionalista e Cristiano”, di certo non un curriculum da dipendente impiegato della Croce Rossa. Arriva l'assunzione presso la struttura della Si.Se. Qualcuno parla di “assunzione clientelare” come il presidente dell'Anpas – l'associazione per la pubblica assistenza – Emilio Pomo. Successivamente Stefio verrà rinviato a giudizio presso la procura di Bari. Secondo l'accusa il nuovo dipendente crocerossino con la complicità di Giampiero Spinelli arruolò e inviò per la Presidium Corporation i tre compagni in Iraq “affinché militassero in favore di Forze armate anglo-americane, in contrapposizione a gruppi armati stranieri”. Il tutto in cambio di denaro. I giudici di Bari contestano infatti il reato di “arruolamenti o armamenti non autorizzati a servizio di uno Stato estero”. Intanto Salvatore Stefio prosegue la sua attività presso la Si.Se. e lo farà sicuramente fino alla fine del processo, ma in Croce Rossa di certi personaggi non fanno più rumore indipendentemente dalla loro storia. Basti ricordare Paolo Pizzonìa ex membro dei NAR condannato a sei anni per banda armata e altri reati, oggi braccio destro del commissario nazionale Rocca.
La Si.Se è oggi in liquidazione e dal 1 giugno dovrebbe essere sostituita dalla Seus: il rinnovo del tutto e il cambio del nulla, perché gli sprechi della Si.Se difficilmente verranno contenuti dalla nuova società che rimane un'autentica gallina dalle uova d'oro. Inoltre alla Seus si aggiungeranno alle nuove assunzioni almeno 500 dipendenti Si.Se. che passeranno automaticamente nella nuova società senza concorso pubblico inficiando così quell'obbligo di trasparenza, efficienza e legalità che dovrebbero contraddistinguere un ente come la Croce Rossa Italiana. Il personale in eccesso della Si.Se pesa sulla nuova società che dal primo giugno prenderà in mano il 118 nell'isola, così come quegli 80 milioni che il commissario nazionale della Croce Rossa Francesco Rocca si aspetta di incassare dalla regione tramite l'attuale assessore alla sanità Russo.


L'udienza prima riviata al 23 Giugno è stata successivamente fissata il 13 Ottobre 2010

mercoledì 5 maggio 2010

LAZIOGATE: CONDANNATI STORACE E ALTRI 7. Anche uno dei Revisori dei Conti della Croce Rossa Codannato...

Il giudice Maria Bonaventura ha inflitto un anno di reclusione all'ex direttore di Laziomatica (ora Lait spa) Mirko Maceri, all'investigatore privato Pierpaolo Pasqua, all'avvocato
Romolo Reboa
,
e a Nicola Santoro, figlio del magistrato della commissione elettorale presso la corte d'appello di Roma che escluse Alternativa Sociale dalle elezioni. Otto mesi di reclusione per l'allora vicepresidente del consiglio comunale per An, Vincenzo Piso (l'unico per il quale la procura aveva chiesto l'assoluzione), e Tiziana Perreca, ex collaboratrice dello staff di Storace. Assoluzione, invece, con la formula 'per non aver commesso il fatto', per Daniele Caliciotti (difeso da Nicola Capozzoli), l'ex dipendente di Laziomatica, per il quale il pm aveva sollecitato la condanna a un anno. A tutti i condannati sono state concesse le attenuanti generiche, oltre alla sospensione della pena e alla non menzione


http://www.agi.it/news/notizie/201005051148-cro-rt10088-laziogate_condannati_storace_e_altri_7_un_assoluzione_2


La dichiarazione a caldo dell Avv. Romolo Reboa (nella foto)
è stata la seguente.....
:

Condannato per aver fatto il mio dovere.

http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2010/05_maggio/05/laziogate_avvocato_reboa_condannato_per_aver_fatto_mio_dovere,24171794.html

A L L U C I N A N T E
DA CHE PULPITO
VIENE LA PREDICA

L'assurdo della storia è che l'Avv. ROMOLO REBOA è uno dei Revisori dei Conti della Croce Rossa Italiana, in tutto 7 (sette) che hanno avuto l'ardire di Querelarmi per CALUNNIA, dopo che ho reso pubblici i fatti relativi all'Ispezione Amministrativa che c'è stata il 14 Marzo 2008 presso il Comitato Regionale Abruzzo in seguito alla denuncia da parte mia sugli Illeciti Amministrativi commessi dalla Presidente Maria Teresa Letta e che sospendevano la verifica per andarsene a pranzo con la stessa Presidente Maria Teresa Letta senza più tornare ad operare..

COMPRENDO LA SUA AFFERMAZIONE SIG. REBOA ...... LE DA FASTIDIO UNA SIMILE CONDANNA VERO?
E ALLORA NON CAPISCO PER QUALE MOTIVO CERCATE DI FARMELA DARE ANCHE A ME NONOSTANTE L'EVIDENZA DEI FATTI SULLA MIA INNOCENZA !!

...parlando di responsabilità, si ricorda che "Non nuocere" è il principio dell'etica, mentre "Non nuocere all'altro" è il principio della giustizia.
Nel
Vangelo di Matteo troviamo la famosa regola aurea:
"Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te"

Allora la domanda sorge spontanea:


Perchè accanirsi contro chi svolge solo il proprio dovere e non intervenire su chi commette gli illeciti?

Ci sarà forse una regia dietro a tutto questo?

Il 12 Maggio alle ore 10:00 presso
il Tribunale di Roma Piazzale Clodio ..

si terrà l'udienza che vede imputato il
Maresciallo Capo Vincenzo Lo Zito

venerdì 30 aprile 2010

Don Chisciotte..

Non c'è vendetta più bella di quella che gli altri
infliggono al tuo nemico
......
Ha persino il pregio di lasciarti la parte del generoso.....

questo sia ben chiaro >>>>>>

venerdì 23 aprile 2010

CROCE ROSSA A PICCO tra sprechi e scandali

IL CASO :

Le 5 cariche di vertice assorbono da sole oltre
UN MILIONE di euro l'anno..


(clicca sulla foto per visionare l'articolo)

UN CORPO DA RIFORMARE ....

I volontari si chiedono come sia possibile che un'associazione come la Cri che riceve contributi ed agevolazioni statali, donazioni, lasciti, elargizioni, il 5 per mille, le quote associative, sponsorizzazioni e che, soprattutto, puo' contare sull'operato gratuito di 200mila persone, abbia potuto accumulare un enorme buco di bilancio

domenica 18 aprile 2010

Laziogate, chiesti due anni per l'ex presidente Storace......

da: La Repubblica Roma.it

Chiesta la condanna per l'ex presidente della Regione Francesco Storace e altre 8 persone coinvolte a vario titolo nel cosiddetto "Laziogate". La vicenda giudiziaria è quella relativa al presunto accesso, avvenuto nel marzo
del 2005, tramite i computer di Laziomatica, al sistema informatizzato dell'anagrafe capitolina per boicottare alla competizione elettorale regionale del Lazio, tramite la sottoscrizione di firme false, la lista Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini.

In particolare la procura ha formulato le seguenti richieste di condanne: due anni di reclusione per Storace, tre anni e sei mesi per l'allora portavoce di Storace, Nicolò Accame, tre anni per l'ex direttore tecnico di Laziomatica (oggi Lait spa) Mirko Maceri, 2 anni e due mesi per l'investigatore privato Pierpaolo Pasqua, due anni per Tiziana Perreca, persona vicina all'entourage di Storace, Nicola Santoro (figlio del giudice che decretò l'esclusione di Alternativa Sociale dalle amministrative del 2005) e per
l'Avvocato
Romolo Reboa

(clicca sul nome per il curriculum vitae)
componente del
Collegio Unico dei Revisori dei Conti
della Croce Rossa Italiana


venerdì 9 aprile 2010

Che schifo quei pacchi elettorali... la denuncia di un volontario...


DANIELE TOSONI,
il Volontario
della Croce Rossa,
che ha avuto il coraggio

di rompere il muro di omertà
e denunciare !!


( clicca sulla foto per ingrandire )


.... in un hangar c'erano quattro BMV X3 bellissime, anche quelle un regalo ...

martedì 6 aprile 2010

Beppe Grillo parla della gestione Croce Rossa


Grande il mio amico Beppe Grillo
una persona che è dalla parte della giustizia






( clicca sulla freccia per visionare il video )

Il grande Beppe Grillo inizia a parlare nelle piazze sulla gestione della Croce Rossa..
nello specifico dal punto 1:45

domenica 4 aprile 2010

Risorge pure Bertolaso e la sorella di Gianni Letta, anche la denuncia di un Volontario...


SIGNORA TERREMOTO
La sorella di Gianni Letta, l'emergenza Abruzzo e quella contestata gestione dei fondi della Croce Rossa



.....sull'uso delle risorse scontro con molti responsabili amministrativi...
Che poi sono tutti "saltati "

( clicca sull'immagine per visionare l'articolo )
( clicca qua per leggerlo dal blog de IL FATTO )

La denuncia di un Volontario...

Che schifo quei "pacchi elettorali"
Gli scatoloni con piatti e panettoni pensavo fossero per gli sfollati Ma sono andati ai Donatori Cri "


( (clicca sull'immagine per visionare l'articolo )




da il Fatto Quotidiano
Domenica 4 Aprile 2010




Clicca sulla foto per leggere l'articolo

sabato 3 aprile 2010

Conflitto d'interesse in salsa abruzzese


di Luca Rinaldi



(clicca sulle foto per l'articolo completo)

Presso la Camera dei Deputati giace dal 2 marzo scorso un'interrogazione, posta dal radicale Maurizio Turco e altri cinque firmatari, dove si chiede conto di alcune presunte irregolarità amministrativo-contabili rilevate all'interno del comitato regionale della Croce Rossa abruzzese de L'Aquila. La segnalazione arriva dal Maresciallo capo Vincenzo Lo Zito, dipendente militare della Croce Rossa da 21 anni che presta servizio come funzionario amministrativo. A seguito di queste denunce qualcuno si è mosso, ma per mettere al bando lo “scocciatore” e trasferirlo. Lo Zito, svolgendo alcune verifiche sulla documentazione amministrativo-contabile del comitato presieduto dalla professoressa Maria Teresa Letta (sorella del braccio destro di Silvio Berlusconi, Gianni Letta, e zia del deputato PD Enrico Letta), avrebbe riscontrato delle anomalie di gestione. Il militare ha immediatamente provveduto a segnalarle ai vertici di Croce Rossa e successivamente alle Procure de L'Aquila e Campobasso, nonché alla Corte dei Conti. Da quanto emerge dalle carte, Maria Teresa Letta avrebbe amministrato in modo totale e decisionista i propri uffici, uscendo dalle proprie funzioni di competenza firmando mandati di pagamento, gare di appalto e assegni. Procedure che spettano invece al direttore regionale e al Comitato Regionale.....

mercoledì 31 marzo 2010

Croce Rossa: continuano le Interrogazioni Parlamentari sulle stranezze dell'Ente


Nuove Interrogazioni Parlamentari sulla gestione Croce Rossa e sulla abilitazione delle "Crocerossine"



Interrogazione a risposta scritta 4-06620

(clicca sul link )

1) ...sul sito internet istituzionale della Croce rossa italiana è stato pubblicato un videomessaggio del commissario straordinario avvocato Francesco Rocca nel quale commentando l'articolo dal titolo «Sembra un ministero. È la Croce Rossa» apparso sul settimanale l'Espresso n. 12 del 25 marzo 2010, offre una propria versione dei fatti che non sembrerebbe trovare alcun riscontro nelle relazioni redatte al termine delle ispezioni disposte dal Ministero dell'economia e delle finanze e dal Ministero della difesa; a parere degli interroganti le dichiarazioni del commissario straordinario Rocca evidenziano un clima di incertezza e destano dubbi sul pieno rispetto delle norme vigenti nelle attività dei vertici della Croce rossa italiana.......



Interrogazione a risposta scritta 4/06629
(clicca sul link)

2) ...sul sito internet istituzionale della Croce rossa italiana è possibile leggere una lettera con cui il commissario straordinario avvocato Fran
cesco Rocca risponde all'articolo dal titolo «Sembra un ministero. È la croce rossa» apparso sul settimanale l'Espresso n. 12 del 25 marzo 2010; nello scritto in questione è possibile leggere «Circa Maria Teresa Letta: si continua a tentare di infangare la Croce Rossa e l'attuale Commissario Regionale per l'Abruzzo, Maria Teresa Letta, facendo speculazioni ed insinuazioni relative ad una vicenda analizzata e sviscerata in ogni suo aspetto che trova la sua genesi in un dipendente, Vincenzo Lo Zito (citato nell'articolo de l'Espresso) appartenente al Corpo militare......




3) ...appare agli interroganti improprio l'inquadramento delle infermiere volontarie nei ruoli direttivi dei corpi ausiliari delle Forze armate, sebbene siano in possesso di un titolo non universitario e possano esercitare una professione ausiliaria, lesivo nei fatti della professionalità e della competenza degli infermieri militari, inquadrati tra il personale non direttivo, sebbene abilitati a esercitare la professione sanitaria di infermieri e in possesso di titolo formativo triennale o quinquennale universitario..



Il Dr. Stranamore comunicava così......



mercoledì 24 marzo 2010

Croce Rossa: L'Espresso replica a quanto tenta di far credere il Commissario Rocca

Commissario
Rocca

Show ...

di Emiliano Fittipaldi

Quattro video per quaranta minuti complessivi. Così il capo della Cri si autoelogia senza freni, grida al complotto e attacca "L'espresso". Che risponde punto per punto.....

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/croce-rossa-commissario-show/2123544&ref=hpsp

venerdì 19 marzo 2010

Sembra un ministero. E' LA CROCE ROSSA



Vertici strapagati.
Boom di consulenti.
Debiti in aumento.
Sprechi.
Anche un ex terrorista a fianco del Commissario.
Ecco come funziona l'associazione....

.. il Commissario Straordinario CRI, Avv. Francesco Rocca

Di Emiliano Fittipaldi e Monica Soldano
L'Espresso n° 12, del 25/03/2010




(clicca sull'immagine per visualizzare l'articolo)

domenica 14 marzo 2010

Dove va la CRI ? Problematiche e anomalie di un sistema “italiano”


La Croce Rossa italiana è da tempo sotto i riflettori e attenzionata dai ministeri di riferimento e dai media. Il MEF, la Corte dei Conti, non ultimo il Ministero della Difesa per la parte militare, sono intervenuti con ispezioni che hanno rilevato anomalie importanti che sembrano ancora evidenziarsi.

Il nuovo commissario straordinario, Francesco Rocca,

ha avuto l’incarico, rinnovato recentemente, di correggere anomalie e disfunzioni e quindi di riportare la CRI, nel suo complesso, ad un ente organizzato, rispettoso della norme e trasparente.

Compito difficile perché all’interno del sistema CRI sembrano evidenziarsi area di potere, in contrasto con l’azione “morale” dell’ente, che appaiono dure a morire sono.

L’Associazione della Croce Rossa Italiana, in virtù delle convenzioni internazionali ed in forza delle leggi vigenti in Italia, dispone, fra i vari organismi volontaristici, di un corpo ausiliario delle Forze armate dello Stato: il corpo militare, composto da soli volontari arruolabili ai sensi del regio decreto 10 febbraio 1936, n. 484.
L’attribuzione di tali compiti è disciplinata dalla vigente legislazione italiana, mentre l’organizzazione dei servizi cui è destinato il Corpo militare della C.R.I., in tempo di guerra, è determinata dal Ministero della difesa.
Per quanto riguarda il ruolo svolto dal corpo militare della C.R.I., sin dal 1866, a seguito all’adesione dell’Italia alla prima Convenzione di Ginevra firmata il 22 agosto 1864 «per il miglioramento della sorte dei feriti in campagna», unità sanitarie militari mobilitate della C.R.I. parteciparono agli eventi bellici secondo la regola fondamentale «i militari feriti o malati saranno raccolti e curati, a qualunque nazione appartengano». In tale quadro, il Corpo militare della C.R.I., in quanto corpo ausiliario delle Forze armate, è destinatario di specifico ed autonomo ordinamento, costituito dalle seguenti fonti normative: Regio decreto 10 febbraio 1936, n. 484 e successive modificazioni, concernente lo stato giuridico, il reclutamento, l’avanzamento ed il trattamento economico del personale militare C.R.I.; decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 613 e successive modificazioni; decreto-legge 19 novembre 2004, n. 276, convertito con modificazioni nella legge 19 gennaio 2005, n.1; decreto del Presidente Consiglio dei ministri 6 maggio 2005, n. 97, di approvazione del nuovo statuto dell’associazione italiana della Croce rossa. Circa l’autonomia dell’ordinamento del Corpo militare della C.R.I.,si richiama l’ordinanza n. 273, datata 24/30 giugno 1999 della Corte costituzionale, laddove si afferma che: «…il personale militare della Croce Rossa italiana non appartiene alle Forze Armate o alle forze di Polizia dello Stato ed anzi non ha mai ricevuto una disciplina legislativa contestuale con quella del personale statale, appartenente alle Forze Armate o alle forze di Polizia…». Pertanto, la Corte conclude affermando che non è possibile estendere automaticamente ai militari della C.R.I. le disposizioni legislative rivolte al personale delle Forze armate ed a quello delle Forze di polizia.........

Ma se da parte del MeF si rilevano anomalie, non meno “duri” sono le risultanze dell’ispezione del Ministero della Difesa che esaminato gli atti contabili degli esercizi finanziari che vanno dal 2002 al 2009.

Il MD, per assicurare l’organizzazione ed il funzionamento del Corpo Militare della CROCE ROSSA ITALIANA per la preparazione del personale e dei materiali necessari, ha proceduto negli anni al finanziamento alla CRI di circa 125 milioni di euro ma dubbi sul loro corretto impiego vengono rilevati e confermerebbero le perplessità dell’allora Ministro della Difesa – On Prof Antonio Martino, che con lettera n1/14371/11.8.48/02 in data 21.03.2003 ha evidenziato un anomalo utilizzo da parte della CRI dei fondi erogati dalla Difesa, sottolineando la dubbia legittimità ed invitando l’allora Commissario Pro –tempore (Scelli) a razionalizzare l’impiego, privilegiando le attività addestrative e formative del personale militare, nonché il mantenimento dei relativi mezzi.

Non sembra che le perplessità espresse dal Ministro Martino siano state fugate, anzi, proprio dalla relazione del Ministero della Difesa, emergerebbe un uso improprio dei fondi della Difesa destinati al personale militare della CRI:

E riferendosi all’ispezione del Ministero della Difesa, i deputati Turco, Beltrandi, Bernardini, Coscioni, Mecacci e Zamparutti, con interrogazione a risposta scritta n. 4/06304, depositata in data 1/3/2010, rilevano che “ ….. da oltre tre anni dall’amministrazione centrale della CRI non sono ancora stati assegnati all’ispettorato nazionale del Corpo militare della CRI, nonostante le incessanti richieste, circa 14 milioni di euro che il Ministero della difesa ha destinato esclusivamente al Corpo militare per l’ammodernamento e il potenziamento delle strutture operative mobilitabili che vengono impiegate su richiesta delle Forze armate. Ciò mina l’operatività e l’efficienza del personale determinando malcontento e frustrazione”.

Con l’interrogazione a risposta scritta, n. 4/06407 depositato in data 1/3/2010, gli stessi interpellanti rilevano che “relativamente all’anno 2003 l’ispezione ministeriale ha rilevato un erroneo impiego del contributo della difesa per il pagamento degli oneri relativi al trattamento economico del personale militare per 12.235.852,32 euro (intero contributo di 11.359.986,00 euro con una eccedenza di 875.866,32 euro a carico delle risorse del Comitato Centrale), nonché residui passivi 2003 1.429.748,78 euro di cui ne risultano ancora esistenti 143.18,97 euro alla data del 15 ottobre 2009. Relativamente al contributo straordinario per «Antica Babilonia» IRAQ 2003-2006, a tutt’oggi non risultano definite varie spese del corpo militare relative all’anno 2003 per complessivi 2.812.685,00 euro mentre per la rimanente somma di 2.079.766,00 euro direttamente impiegata dal comitato centrale non risultano documentate le relative spese e/o impegni, quali residui passivi”.

Ma se la questione economica è sotto la lente del MD, non sembra che la questione relativa al personale abbia subito miglioramenti considerato che per quanto riguarda il personale “PRECARIO”, la CRI sembra perseverare in comportamenti contrari alle norme di legge che lei stessa ha rilevato … , Una contraddizione non di poco conto.

La proroga dei richiami dello stesso personale militare effettuata con le due ultime ordinanze commissariali la n° 142/09 e la n° 417/09, firmate del commissario Rocca, lo confermerebbero.

E questo ci fa pensare che la soluzione del problema è ben lungi dall’essere prossima.

Precedentemente la CRI ha richiamato in servizio senza stipendio, e per esigenze addestrative, personale volontario militare, e ciò appare in palese violazione all’art 116 del Rd 484 1936. Richiami senza assegni che in alcuni casi sarebbero stati effettuati anche per l’emergenza in Abruzzo.

A questo punto sorgono spontanee alcune domande.

Il Commissario nazionale CRI può contare su dirigenti e presidenti di comitati in grado di dargli i giusti consigli ?

La nomina del nuovo Ispettore Militare può risolvere il delicato problema del personale militare?

Possiamo auspicare per la CRI un futuro di trasparenza e rispetto delle norme gestionali ed organizzative?


giovedì 11 marzo 2010

CROCE ROSSA: ... FARE CHIAREZZA SU GESTIONE FONDI


ROMA 11 MAR - "Nei giorni scorsi il deputato radicale Maurizio Turco, co-fondatore del partito per la tutela dei diritti dei militari e forze di polizia (Pdm), ha presentato alcune interrogazioni per fare luce su alcune vicende che coinvolgono direttamente i vertici della Croce Rossa Italiana
Atti Camera nn.
4-06407
4-06401
4-06304
4-06455


( clicca sui numeri per visionare le Interrogazioni )

In particolare del Comitato Regionale Abruzzo presieduto dalla Dott.ssa Maria Teresa Letta.
4-06344

Maurizio Turco, anche a seguito dei pesanti rilievi amministrativi e contabili contenuti nella relazione degli ispettori del Ministero della Difesa in merito all'ispezione conclusa lo scorso mese di novembre 2009, si è rivolto ai Ministri vigilanti, tra cui il Ministro della difesa, per chiedere spiegazioni sull'uso delle ingenti somme che annualmente il dicastero retto da La Russa eroga a favore del Comitato Centrale della C.R.I. per le esigenze esclusive del Corpo militare."

venerdì 5 marzo 2010

Interrogazione parlamentare a risposta scritta 4-06344

Interrogazione a risposta scritta 4-06344
presentata da
MAURIZIO TURCO
martedì 2 marzo 2010, seduta n.292

MAURIZIO TURCO,
BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. -

Al Ministro della salute, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro della difesa.

- Per sapere - premesso che:

il Maresciallo capo Vincenzo Lo Zito, è un dipendente della Croce Rossa Italiana corpo militare, in servizio presso il Comitato regionale Abruzzo dell'Aquila con incarico di funzionario amministrativo qualifica C2;

il militare nello svolgimento del proprio incarico è venuto a conoscenza di presunte irregolarità amministrativo-contabili, rilevate all'interno del comitato regionale Abruzzo de L'Aquila, commesse da parte dei presidenti che ha prontamente provveduto a segnalare ai vertici della Croce rossa italiana fin dal 14 giugno 2007 e, successivamente alle Procure della Repubblica de L'Aquila (16 maggio 2008) e Campobasso (14 luglio 2008) nonché alla Corte dei Conti (16 maggio 2008);

il Presidente del comitato regionale Abruzzo, dottoressa Maria Teresa Letta, con la nota prot. 22/08 del 5 gennaio 2008, indirizzata al direttore nazionale del corpo militare della Croce rossa italiana, colonnello Piero Ridolfi, richiedeva l'immediato allontanamento del Maresciallo Lo Zito facendo presente al destinatario della missiva che «ad una richiesta di mio intervento a favore di un Militare della C.R.I. da lei segnalatomi, la mia risposta è stata concreta e immediata!!»;

con la nota protocollo 056/2008 del 22 gennaio 2008 il maresciallo Lo Zito informava la Procura militare presso il Tribunale militare di Roma degli avvenimenti di cui era venuto a conoscenza riguardo alla richiesta, avanzata dal Presidente del comitato regionale Abruzzo, di un suo allontanamento dalla sede di servizio;

nella segnalazione inviata dal maresciallo Lo Zito alla procura della Repubblica de L'Aquila il 16 maggio 2008, il militare ha scritto che «Contrariamente a quanto dettato dal suddetto regolamento e dalla richiamata normativa, il comitato regionale Abruzzo de L'Aquila, ha un conto corrente bancario aperto presso la Banca Toscana con sede in Avezzano, luogo di residenza della Presidente, dove risulta depositata la firma sia della Presidente che di una dipendente a tempo determinato tale Giuseppina Angelino, le quali gestiscono autonomamente i pagamenti dell'unità apponendo le proprie firme sui «mandati di pagamento» e «reversali d'incasso». La signora Angelino, infatti, appone la propria firma in qualità di «Responsabile Amministrativo», nonostante in Sede sia assegnato un Direttore Regionale che, secondo quanto stabilito dall'articolo 32 dello Statuto CRI e dall'articolo 48 del regolamento, è l'unico autorizzato ad effettuare tali operazioni. I mandati di pagamento vengono emessi per spese varie dove non esiste né un impegno di spesa, né una regolare gara per l'individuazione della ditta fornitrice, ma esclusivamente a fronte di contatti diretti tra la presidente e la ditta fornitrice. Basti pensare che anche l'acquisto della minuta cancelleria da utilizzare al Comitato Regionale a L'Aquila viene effettuato solo ed esclusivamente dalla Presidente sempre nello stesso negozio di Avezzano... e tenendo opportunamente all'oscuro il Direttore regionale e gli uffici amministrativi del Comitato. È stata ultimamente effettuata una ispezione da parte di alcuni membri del collegio unico dei revisori, di stanza al comitato centrale di Roma, in data 14 marzo 2008 e nonostante fossero rimasti stupefatti dal rilievo dei numerosi illeciti evidenziati, dopo essere stati portati a pranzo dalla Presidente, al loro ritorno hanno immediatamente sospeso l'ispezione e sono rientrati a Roma abbandonando sul mio tavolo tutte le fotocopie degli atti illegali riscontrati (fatture, mandati di pagamento, spese varie senza motivazioni, eccetera) con la promessa che sarebbero tornati di li a qualche giorno. Alla data odierna ancora non si è visto nessuno, ne sono stati presi dei provvedimenti di qualsiasi genere, ... le conclusioni appaiono ovvie!!!»;

le presunte irregolarità riscontrate dal militare riguarderebbero la gestione del Comitato Locale Abruzzo da parte della signora Maria Teresa Letta la quale avrebbe firmato alcuni mandati di pagamento e avrebbe gestito direttamente e in modo autonomo due conti correnti bancari radicati presso la Banca Toscana, Agenzia di Avezzano (AQ), intestati al comitato locale di Avezzano il primo e al comitato regionale Abruzzo il secondo, contrariamente a quanto espressamente disposto dal regolamento di amministrazione della Croce Rossa, approvato con Delibera n. 7 del 20 febbraio 2008 del Comitato Centrale della Croce rossa italiana, che all'articolo 48, comma 2, stabilisce che «Le reversali d'incasso e i mandati di pagamento tratti sull'istituto cassiere sono firmati per il Comitato regionale dal direttore regionale per i comitati provinciali dai rispettivi presidenti o dal personale amministrativo all'uopo delegato di ruolo od a contratto a tempo indeterminato. In mancanza del Direttore Regionale il Presidente nominerà un dipendente con incarico temporaneo rinnovabile.»;

risulta agli interroganti che proprio il direttore regionale del comitato regionale Abruzzo, Dott.ssa M. Rita Salvetti, aveva più volte lamentato l'anomalia gestionale e le irregolarità sia alla Banca dove era radicato il C/C del Comitato Regionale Abruzzo, che alla sede centrale della Croce Rossa Italiana;

risulta agli interroganti che il maresciallo Lo Zito nelle more della vicenda sia stato costretto a ricorrere alle cure mediche e sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico a seguito del quale la Commissione Medica del IX Centro di Mobilitazione di Roma in data 29 settembre 2009 con Verbale ML/ID/CRI n. 7/B, lo ha giudicato idoneo ai soli servizi territoriali se svolti nell'ambito della propria residenza, con esclusione dai servizi gravosi e di guida permanentemente;

con l'Ordinanza Commissariale n. 418/09 del 30 dicembre 2009, il Commissario Straordinario avvocato Francesco Rocca ha ordinato all'ispettore nazionale del Corpo militare facente funzioni, colonnello Roberto Orchi, di avviare la procedura per avviare un «provvedimento disciplinare di stato» nei confronti del maresciallo capo Vincenzo Lo Zito avendolo indicato come il responsabile di alcune dichiarazione pubblicate sul web e ritenute lesive per il prestigio del Corpo militare e della Croce Rossa Italiana;

la vicenda in narrativa ha avuto un notevole risalto sulle maggiori riviste e quotidiani a carattere nazionale;

a parere degli interroganti è chiaro che il militare in premessa, per il solo fatto di aver adempiuto con elevata professionalità e senso di responsabilità ai propri doveri, è divenuto oggetto di particolari attenzioni da parte del presidente del comitato regionale Abruzzo e, successivamente, dal Commissario straordinario che, invece di fornire adeguate risposte ai rilievi segnalati ha preferito avviare un procedimento disciplinare di stato -:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti narrati e se non ritengano opportuno, ciascuno secondo le proprie competenze, istituire con la massima urgenza consentita una commissione interministeriale per verificare l'eventuale sussistenza la gravità e l'entità dei fatti segnalati dal militare in premessa, quali siano gli immediati provvedimenti che intendano emanare per ristabilire legalità e trasparenza nella Croce rossa Italiana in particolare nel comitato regionale Abruzzo;

se sia stata svolta, da chi e con quali risultati l'ispezione riferita nella denuncia citata in premessa;

quali siano i dati riportati nei bilanci del comitato Regionale Abruzzo per gli anni 2007, 2008 e 2009;

quante siano le reversali d'incasso e i mandati di pagamento tratti sull'istituto cassiere e per quali importi risultino essere stati firmati dal Presidente del comitato regionale abruzzo della Croce rossa Italiana, dottoressa Maria Teresa Letta e quanti dalla dipendente Giuseppina Angelino;

se presso le procure interessate siano state avviate indagini sui fatti narrati in premessa.(4-06344)

mercoledì 3 marzo 2010

ALTO TRADIMENTO ALL'OMERTA'


ALLUCINANTE...


ABOMINEVOLE...
INVEROSIMILE...

INCONCEPIBILE...

INCREDIBILE...

IMPENSABILE...

ASSURDO...

PAZZESCO...
*******************
Il Commissario Straordinario della Croce Rossa Italiana,
Francesco Rocca


Emette l'Ordinanza n° 0418 -09 del 30/12/09 dove "ordina" all'Ispettore Nazionale del Corpo Militare C.R.I.
di avviare la procedura per un Procedimento Disciplinare di Stato nei confronti dell'Infame.....
Maresciallo Capo Lo Zito Vincenzo.

Dato che il Col. Orchi Roberto non ha ritenuto opportuno fare niente, E' STATO RIMOSSO dall'incarico e sostituito dal Col. Lupini Gabriele che assume anche le funzioni di Comandante di Corpo, così finalmente si potrà infierire sul
COLPEVOLE..... solo per aver reso pubblici gli illeciti scoperti all'interno della Croce Rossa Abruzzese e denunciati !!!

Ecco la fine che merita chi fa il proprio dovere !!!!
Muoio con onore Commissario Rocca....
Ma a testa alta !!!!!!!!!